Liceo De Sanctis, per "Edipo re" ancora due serate in teatro a Milano

I ragazzi tranesi si esibiranno 8 e 9 al Teatro delle Colonne

lunedì 7 novembre 2016
La disperazione di Edipo, il dolore di Giocasta, le risolute parole di Tiresia, l'armonia del coro compatto e sinuoso che si muove sussurrandoci la tragica storia del re tebano: questi sono solo alcuni elementi che la giovane e frizzante compagnia teatrale del progetto di "Teatro Classico" del Liceo "Francesco de Sanctis" di Trani trasmetterà ancora sul palco del Teatro delle Colonne di Milano i giorni 8 e 9 novembre, dopo ben sei repliche dello suo "Edipo re" a Milano, Siracusa, Bari, Altamura e naturalmente nella sua città e dopo aver vinto numerosi premi in diversi concorsi teatrali scolastici.

Ed è proprio un prestigioso riconoscimento, il primo premio come migliore spettacolo al festival "Thauma", indetto dall'Università Cattolica di Milano, che ha permesso ai liceali del De Sanctis di guadagnare la scena e un posto nel cartellone della stagione teatrale del KERKÍS, associazione fondata da docenti, studenti ed ex studenti della Cattolica, per promuovere la messinscena di spettacoli della tradizione classica greca e latina. Gli alunni, magistralmente guidati dalla docente referente Rossella Piccarreta e dall'esperto, il regista Michele d'Errico, hanno lavorato strenuamente nell'anno scolastico 2015-16, divertendosi a giocare con il teatro, dando vita ad una tragedia premiata dal "THAUMA per "l'intenso allestimento del capolavoro sofocleo reso con fedeltà rispetto all'originale e in un'ottima traduzione, centrato sulle due notevoli interpretazioni dei personaggi di Edipo (Giacomo Andrea Ceci, vincitore di una menzione speciale nella categoria attori e miglior attore protagonista nella rassegna Skenè di Bari) e Creonte" (Claudio Scagliarini, vincitore del premio come miglior attore sia a Milano che a Bari nella categoria attore non protagonista); lo spettacolo è stato apprezzato anche "per la sua coralità grazie alla presenza in scena consapevole di tutti i 28 coreuti che man mano escono ed entrano in figure attoriali; per voci e movimenti coreografici di grande efficacia e per le scelte minimaliste ed efficaci di scenografia e i costumi centrate tutti sui toni dei grigi".

Il colore grigio, infatti, grazie al quale la peste che devasta su Tebe non viene solamente raccontata, ma anche vista, è nei costumi e nella scenografia, essenziale e dinamica: quattro cubi che cambiano rapidamente posizione e funzione mescolandosi perfettamente all'omogeneità del coro. La tragedia" perfetta" (come la definì Aristotele) è illuminata da un gioco di luci di torce bianche nascoste tra le pieghe dei costumi, che di tanto in tanto squarciano il buio disperato di un'umanità appestata, sofferente e confusa per scene profondamente intense. In questo clima l'acquisizione della trama è favorita da tutti e cinque i sensi:luci, sussurri, colori e grida. Lo spettacolo trasuda grinta, energia e determinazione. Queste ultime tre parole sono l'Haka Maori che i giovani attori gridano al mondo e a se stessi, alle loro menti e al loro cuore prima di entrare in scena, ma, soprattutto, mentre recitano, silenziosamente, a un pubblico che sanno emozionare.