Lo strappo è servito, Art.97 lascia il tavolo del centrodestra: Alessandro Moscatelli scende in campo come candidato Sindaco

Il movimento rompe gli indugi e abbandona le lungaggini del centrodestra: «Basta battaglie tra partiti e signorotti locali, noi partiamo»

domenica 15 febbraio 2026 12.59
A cura di Tonino Lacalamita
La notizia è di stamani : gli attivisti e i sostenitori del movimento civico Articolo 97 "Liberi e Trasparenti" si sono riuniti per sciogliere le riserve. Al termine di un confronto interno, il gruppo ha ufficializzato all'unanimità una scelta coraggiosa e di rottura: la candidatura a Sindaco di Trani dell'avvocato Alessandro Moscatelli.

L'intervista: «Non siamo parte delle vostre battaglie» - Raggiunto subito dopo l'ufficializzazione, l'avvocato Moscatelli ha chiarito i motivi che hanno spinto il movimento a correre fuori dal perimetro del tavolo tradizionale. «È il giorno della decisione di scendere in campo per trasformare le nostre battaglie in proposte concrete», ha esordito Moscatelli.

Il cuore del suo intervento è un attacco frontale al sistema di gestione del potere cittadino: «Trani ha bisogno di un'azione che guardi al territorio. Siamo stanchi di assistere a battaglie interne tra partiti perché noi non ne facciamo parte. Vogliamo scostarci dal sistema delle clientele, dei privilegi e delle conoscenze. I cittadini di Trani devono essere tutti sullo stesso piano: non devono esserci signorotti locali che prevalgono su altri».

Sulla partecipazione al tavolo del centrodestra, Moscatelli non parla di un addio polemico, ma di un cambio di passo: «Noi non abbiamo preso le distanze, abbiamo deciso di partire. Quello che ci interessa è il tavolo dell'alternanza, che per noi rimane aperto con spirito liberal-moderato. Immaginiamo una città che offra un turismo serio, culturale, capace di rilanciare la 'Puglia Imperiale' in sinergia con le altre città della BAT».

L'editoriale: se il civismo scappa, i partiti restano nudi
L'uscita di scena di Articolo 97 non è solo una notizia di cronaca elettorale, ma un pesantissimo giudizio politico sul metodo adottato finora dalla coalizione di centrodestra. Mentre i partiti tradizionali — Forza Italia in testa — sono rimasti impantanati per settimane in un duello rusticano tra segreterie cittadine e provinciali, Alessandro Moscatelli ha scelto di "partire". E lo ha fatto con parole che pesano come macigni. Parlare apertamente di "clientele" e "signorotti locali" significa lanciare una sfida che va oltre la semplice competizione per la poltrona di Sindaco: è un appello a quella parte di città stanca di vedere le decisioni calate dall'alto o peggio, frutto di scambi di favore.

Se il civismo più strutturato decide di correre da solo, significa che quel "tavolo" è stato percepito come un luogo di conservazione e non di rinnovamento. Oggi il centrodestra si risveglia più fragile. La candidatura di Moscatelli rischia di svuotare i partiti tradizionali dei loro voti più d'opinione. Se Forza Italia, ad esempio, non troverà in tempi record una sintesi capace di rassicurare gli alleati — magari puntando su una figura di mediazione e competenza per ricucire lo strappo — la fuga verso il civismo "libero e trasparente" potrebbe diventare un'emorragia inarrestabile. La partita per Trani 2026 è ufficialmente cambiata: non è più solo uno scontro tra centrodestra e centrosinistra, ma una battaglia tra chi vuole mantenere gli attuali equilibri e chi, come l'avv. Alessandro Moscatelli ufficialmente oggi, e la dott.ssa Angela Mercorio, in campo da oltre un anno, scommette sulla rottura totale con il passato.