Oggi è la "Giornata internazionale dell’educazione", Rosa Uva: «A Trani serve un patto per la scuola»
La docente ed ex Assessore lancia l’allarme: «L'apprendimento è ostacolato da ambienti degradati. L’Amministrazione garantisca luoghi sicuri e inclusivi»
sabato 24 gennaio 2026
07.00
In occasione della Giornata Internazionale dell'Educazione, che si celebra oggi 24 gennaio, Rosa Uva (docente di scuola dell'infanzia e già assessora ai Servizi Sociali della città di Trani) interviene nel dibattito pubblico con una nota che unisce la sensibilità pedagogica al pragmatismo amministrativo. Lontana dalle celebrazioni di rito, Rosa Uva punta il dito contro le criticità strutturali degli edifici scolastici tranesi — dai riscaldamenti malfunzionanti alla carenza di manutenzione — definendo l'ambiente fisico come il "terzo educatore" che non può essere trascurato se si vuole davvero investire sul futuro dei bambini.
Di seguito il testo integrale del comunicato
Il 24 gennaio si celebra la Giornata Internazionale dell'Educazione, istituita dalle Nazioni Unite per riconoscere l'istruzione come diritto umano fondamentale. Una ricorrenza che non può e non deve limitarsi alla retorica della celebrazione, ma deve diventare momento di analisi onesta sullo stato della nostra scuola e sulle responsabilità che le Istituzioni hanno verso le nuove generazioni.
Come docente di Scuola dell'Infanzia, prima ancora che come ex amministratrice sento su di me tutto il peso e la bellezza della responsabilità educativa. Il tempo che i bambini trascorrono a scuola non è un tempo "parcheggio", ma è tempo di vita, è tempo formativo, che costituisce un'esperienza fondamentale per lo sviluppo umano, sociale e culturale. È in quelle ore che si costruisce il cittadino di domani. Sento forte il dovere di restituire alle famiglie non solo accudimento, ma crescita e futuro. Tuttavia, questo compito immane non può gravare solo sulle spalle di chi vive la scuola ogni giorno.
Se da un lato, infatti, c'è l'impegno quotidiano ed encomiabile di tutto il personale scolastico – da chi accoglie i bambini al mattino con un sorriso, i collaboratori scolastici, i docenti fino ai dirigenti che si caricano di responsabilità complesse – dall'altro lato c'è una grande assente: un'edilizia scolastica adeguata. Non è possibile educare con serenità in ambienti non idonei, a Trani la situazione dell'edilizia scolastica richiede un'analisi urgente delle priorità. È inaccettabile che nel 2026 ci siano ancora impianti di riscaldamento che funzionano a singhiozzo perché obsoleti, costringendo alunni e docenti al freddo. È avvilente dover fare i conti con locali umidi, con palestre non attrezzate che negano il diritto allo sport e con aree verdi interne ai plessi dove la manutenzione è una "illustre sconosciuta". L'Amministrazione, in qualità di proprietaria e responsabile dei luoghi, deve impegnarsi affinché le scuole siano più sicure, più ergonomiche, più a misura di bambino. L'ambiente fisico è il "terzo educatore": se è degradato, ostacola l'apprendimento.
In questa "Giornata Internazionale dell'educazione" chiedo all'Amministrazione e alle istituzioni tutte di passare dalle parole ai fatti, di essere più vicina alla scuola, di supportarla, di impegnarsi a conoscerla meglio in tutte le sue sfaccettature, una conoscenza capillare delle problematiche evitando interventi spot e penso alla battaglia per l'assistenza specialistica scolastica, per la quale mi sono battuta sin dal primo momento e che resta un nodo cruciale per l'inclusione. Investire in un'istruzione di qualità significa prima di tutto garantire luoghi sicuri, caldi e accoglienti dove quel miracolo chiamato "educazione" possa avvenire senza ostacoli: i cittadini di domani sono i bambini di oggi!! - Rosa Uva Docente di Scuola dell'Infanzia - Già Assessore ai Servizi Sociali della Città di Trani
tl@
Di seguito il testo integrale del comunicato
Il 24 gennaio si celebra la Giornata Internazionale dell'Educazione, istituita dalle Nazioni Unite per riconoscere l'istruzione come diritto umano fondamentale. Una ricorrenza che non può e non deve limitarsi alla retorica della celebrazione, ma deve diventare momento di analisi onesta sullo stato della nostra scuola e sulle responsabilità che le Istituzioni hanno verso le nuove generazioni.
Come docente di Scuola dell'Infanzia, prima ancora che come ex amministratrice sento su di me tutto il peso e la bellezza della responsabilità educativa. Il tempo che i bambini trascorrono a scuola non è un tempo "parcheggio", ma è tempo di vita, è tempo formativo, che costituisce un'esperienza fondamentale per lo sviluppo umano, sociale e culturale. È in quelle ore che si costruisce il cittadino di domani. Sento forte il dovere di restituire alle famiglie non solo accudimento, ma crescita e futuro. Tuttavia, questo compito immane non può gravare solo sulle spalle di chi vive la scuola ogni giorno.
Se da un lato, infatti, c'è l'impegno quotidiano ed encomiabile di tutto il personale scolastico – da chi accoglie i bambini al mattino con un sorriso, i collaboratori scolastici, i docenti fino ai dirigenti che si caricano di responsabilità complesse – dall'altro lato c'è una grande assente: un'edilizia scolastica adeguata. Non è possibile educare con serenità in ambienti non idonei, a Trani la situazione dell'edilizia scolastica richiede un'analisi urgente delle priorità. È inaccettabile che nel 2026 ci siano ancora impianti di riscaldamento che funzionano a singhiozzo perché obsoleti, costringendo alunni e docenti al freddo. È avvilente dover fare i conti con locali umidi, con palestre non attrezzate che negano il diritto allo sport e con aree verdi interne ai plessi dove la manutenzione è una "illustre sconosciuta". L'Amministrazione, in qualità di proprietaria e responsabile dei luoghi, deve impegnarsi affinché le scuole siano più sicure, più ergonomiche, più a misura di bambino. L'ambiente fisico è il "terzo educatore": se è degradato, ostacola l'apprendimento.
In questa "Giornata Internazionale dell'educazione" chiedo all'Amministrazione e alle istituzioni tutte di passare dalle parole ai fatti, di essere più vicina alla scuola, di supportarla, di impegnarsi a conoscerla meglio in tutte le sue sfaccettature, una conoscenza capillare delle problematiche evitando interventi spot e penso alla battaglia per l'assistenza specialistica scolastica, per la quale mi sono battuta sin dal primo momento e che resta un nodo cruciale per l'inclusione. Investire in un'istruzione di qualità significa prima di tutto garantire luoghi sicuri, caldi e accoglienti dove quel miracolo chiamato "educazione" possa avvenire senza ostacoli: i cittadini di domani sono i bambini di oggi!! - Rosa Uva Docente di Scuola dell'Infanzia - Già Assessore ai Servizi Sociali della Città di Trani
tl@