Palazzo Beltrani, la direttrice stoppa le critiche
«Sono circoscritte e non aderenti alla realtà dei fatti. In 3 anni e mezzo fatte grandi cose». Frequentato sempre più da giovanissimi è un patrimonio per le nuove generazioni
martedì 13 agosto 2013
Le critiche non le sono affatto piaciute. Lucia Pastore, direttrice di palazzo Beltrani, non ci sta: «C'è chi lavora con lo spirito del voler costruire, altri pensano solo a demolire. Non ci può essere confronto su questo campo soprattutto quando le critiche non sono aderenti alla realtà dei fatti e spesso cadono nella diffamazione». La risposta è diretta ai detrattori del suo operato alla guida del palazzo delle arti. «Sono state dette tante cose non vere, compresa quella di un possibile ripensamento dei tanti donatori di opere. Per mia natura, verifico sempre le informazioni e posso testimoniare l'esatto contrario».
I numeri della stagione non sono ancora disponibili, di certo c'è che il palazzo sta diventando terreno fertile per la crescita sociale e culturale dei giovanissimi. L'inedito percorso progettuale incentrato sulla mostra "L'autoritratto e la ricerca della propria identità" ha avvicinato all'istituzione museale tantissimi studenti di scuole elementari e medie, non solo di Trani. Anche un importante Istituto comprensivo di Bari ha sposato l'iniziativa posta in essere da Lucia Pastore, divenuta anche un prodotto editoriale. «Chi critica l'attività del palazzo evidentemente o non lo frequenta o è assalito da ansia di immediatezza. I progetti culturali hanno dei tempi di attuazione medio lunghi, la mia attività in tal senso è incessante e sta dando, credo, ottimi risultati. Nella pinacoteca di Bari impiegano mediamente 2 anni per organizzare un mostra, qualcuno invece dimentica cosa si è fatto a Trani in 3 anni e mezzo e senza fondi. Fra mostre e attività editoriali palazzo Beltrani ha mostrato una vitalità straordinaria, in più con l'ultima donazione dell'artista Matteo Masiello abbiamo completato l'ultima ala espositiva rimasta vuota. Palazzo Beltrani è una realtà molto più dinamica di ciò che si dice, le critiche però hanno sempre un potere di amplificazione notevole. Io preferisco lavorare ed in silenzio. A deporre per il lavoro svolto ci sono i commenti che i visitatori immancabilmente ci lasciano sui registri. Una docente di Bari, ad esempio, è rimasta colpita dalla presenza di tanti piccoli studenti impegnati nelle attività didattiche. Una scena simile l'aveva vissuta soltanto a Parigi».
Più che di forza lavoro e di strutture a supporto, il museo tranese avrebbe bisogno, secondo la Pastore, di forza morale. «Il personale comunale dislocato nel palazzo sta operando bene, con alto senso civico. Molte associazioni del posto hanno manifestato un certo interesse ad occuparsi del palazzo: chi si approccia con spirito costruttivo non può che contribuire al miglioramento delle attività, la cooperazione d'altronde è uno dei concetti che ha ispirato la nascita del palazzo delle arti. Sono convinta che l'amministrazione comunale saprà fare le dovute riflessioni in merito».
I numeri della stagione non sono ancora disponibili, di certo c'è che il palazzo sta diventando terreno fertile per la crescita sociale e culturale dei giovanissimi. L'inedito percorso progettuale incentrato sulla mostra "L'autoritratto e la ricerca della propria identità" ha avvicinato all'istituzione museale tantissimi studenti di scuole elementari e medie, non solo di Trani. Anche un importante Istituto comprensivo di Bari ha sposato l'iniziativa posta in essere da Lucia Pastore, divenuta anche un prodotto editoriale. «Chi critica l'attività del palazzo evidentemente o non lo frequenta o è assalito da ansia di immediatezza. I progetti culturali hanno dei tempi di attuazione medio lunghi, la mia attività in tal senso è incessante e sta dando, credo, ottimi risultati. Nella pinacoteca di Bari impiegano mediamente 2 anni per organizzare un mostra, qualcuno invece dimentica cosa si è fatto a Trani in 3 anni e mezzo e senza fondi. Fra mostre e attività editoriali palazzo Beltrani ha mostrato una vitalità straordinaria, in più con l'ultima donazione dell'artista Matteo Masiello abbiamo completato l'ultima ala espositiva rimasta vuota. Palazzo Beltrani è una realtà molto più dinamica di ciò che si dice, le critiche però hanno sempre un potere di amplificazione notevole. Io preferisco lavorare ed in silenzio. A deporre per il lavoro svolto ci sono i commenti che i visitatori immancabilmente ci lasciano sui registri. Una docente di Bari, ad esempio, è rimasta colpita dalla presenza di tanti piccoli studenti impegnati nelle attività didattiche. Una scena simile l'aveva vissuta soltanto a Parigi».
Più che di forza lavoro e di strutture a supporto, il museo tranese avrebbe bisogno, secondo la Pastore, di forza morale. «Il personale comunale dislocato nel palazzo sta operando bene, con alto senso civico. Molte associazioni del posto hanno manifestato un certo interesse ad occuparsi del palazzo: chi si approccia con spirito costruttivo non può che contribuire al miglioramento delle attività, la cooperazione d'altronde è uno dei concetti che ha ispirato la nascita del palazzo delle arti. Sono convinta che l'amministrazione comunale saprà fare le dovute riflessioni in merito».