Prenotazioni Cup: una nuova tassa si aggiunge al ticket
«Implementare i Cup per rompere con le pretese della lobby farmaceutica di Federfarma»
domenica 6 luglio 2014
7.40
«La vicenda delle prenotazioni delle visite specialistiche riemersa anche sulla stampa in questi giorni ha sicuramente dell'inquietante». È quanto viene riferito dal coordinatore regionale di Alternativa Comunista, Michele Rizzi, in merito al nuovo provvedimento sulle prenotazioni: una tassa aggiuntiva si andrebbe a sommare al costo del ticket per le prenotazioni delle visite specialistiche: «Infatti - riprende Rizzi - l'ipotesi che le farmacie della Provincia Bat possano far pagare a chi prenota una visita specialistica un costo aggiuntivo al ticket già di per se alto può diventare un'ulteriore mannaia per lavoratori e pensionati andando ad aggravare sempre più la situazione economica di famiglie che molto spesso non riescono ad arrivare nemmeno alla terza settimana del mese».
Un provvedimento questo che si va ad aggiungere ad una situazione sanitaria che comunque ad oggi non è delle migliori: «Tutto questo si accompagna a quello che è stato un Piano regionale sanitario della Giunta Vendola che al di là dei proclama dell'ex assessore alla sanità Gentile, ha visto comunque pesantemente penalizzata anche la Provincia Bat con tagli di posti letto e di interi reparti, cosa che ha prodotto inevitabilmente l'allungamento delle liste d'attesa che spingono chi non può permettersi di aspettare mesi o anni verso la sanità privata finendo per svenarsi economicamente. Adesso, oltre alle liste d'attesa chilometriche ci può essere anche la beffa del pagamento di una "tassa" di prenotazione alle farmacie visto che i Cup sono quasi al collasso».
«Dal nostro punto di vista - conclude Rizzi - sono proprio i Cup che vanno rilanciati e sviluppati, con l'ampliamento di organico e di punti prenotazione, il tutto nell'ambito di un processo di ripubblicizzazione della sanità che tolga potere alle lobby sanitarie e farmaceutiche private. Nessuno metta più mani nelle tasche delle fasce sociali più deboli».
Un provvedimento questo che si va ad aggiungere ad una situazione sanitaria che comunque ad oggi non è delle migliori: «Tutto questo si accompagna a quello che è stato un Piano regionale sanitario della Giunta Vendola che al di là dei proclama dell'ex assessore alla sanità Gentile, ha visto comunque pesantemente penalizzata anche la Provincia Bat con tagli di posti letto e di interi reparti, cosa che ha prodotto inevitabilmente l'allungamento delle liste d'attesa che spingono chi non può permettersi di aspettare mesi o anni verso la sanità privata finendo per svenarsi economicamente. Adesso, oltre alle liste d'attesa chilometriche ci può essere anche la beffa del pagamento di una "tassa" di prenotazione alle farmacie visto che i Cup sono quasi al collasso».
«Dal nostro punto di vista - conclude Rizzi - sono proprio i Cup che vanno rilanciati e sviluppati, con l'ampliamento di organico e di punti prenotazione, il tutto nell'ambito di un processo di ripubblicizzazione della sanità che tolga potere alle lobby sanitarie e farmaceutiche private. Nessuno metta più mani nelle tasche delle fasce sociali più deboli».