Scarichi a mare, la Bat promotrice di un tavolo tecnico

Passa in Consiglio l’ordine del giorno presentato dalla sesta commissione. Passa anche il piano anti-corruzione: dirigenti e funzionari ruoteranno

martedì 2 luglio 2013 16.29
Nel corso della odierna seduta di Consiglio provinciale, l'assemblea ha approvato all'unanimità dei presenti (voti favorevoli di Ventola, Corrado, Di Modugno, Fasanella, Fisfola, Lovino, Antonucci, Silvestri Vigilante, Zinni, Riserbato, d'Addato, Valente, Abascià, Dicorato, Lodispoto, Patruno, Scelzi, Superbo, Evangelista, Marmo e Landolfi) un ordine del giorno presentato dalla sesta commissione consiliare permanente e presentato in aula dal vicepresidente della commissione Sergio Evangelista, sullo sversamento incontrollato di reflui inquinanti lungo la fascia costiera, causalmente ricollegato al malfunzionamento di alcuni impianti di depurazione posti a servizio di Comuni della Provincia ed all'immissione abusiva (entro copri idrici artificiali o lame a cielo aperti sparsi sul territorio) di acque di scarico provenienti da proprietà private.

L'ordine del giorno approvato chiede la costituzione di un tavolo tecnico in cui siano coinvolti i rappresentanti istituzionali della Regione Puglia, dei Comuni interessati dall'emergenza, unitamente ai responsabili della Società Purà ed ai vertici delle forze di polizia locale, ed impegna il presidente della Provincia a promuovere ogni iniziativa che affronti la delicata situazione dell'inquinamento marino.

Il Consiglio provinciale ha approvato anche all'unanimità il piano provvisorio triennale di prevenzione della corruzione e dell'Illegalità. Il piano contiene disposizioni dirette a salvaguardare la correttezza e la legalità dell'attività e dei procedimenti svolti nell'ambito delle competenze istituzionali della Provincia, individua le materie, i procedimenti e le attività esposte al rischio di corruzione e di illegalità ed indica le misure volte a prevenire il medesimo rischio, disciplina i meccanismi di formazione, attuazione e controllo delle decisioni idonee a prevenire il rischio di corruzione ed illegalità ed indica le procedure appropriate per selezionare e formare i dipendenti chiamati ad operare in settori particolarmente esposti alla corruzione, prevedendo, negli stessi settori, la rotazione di dirigenti e funzionari.