«Stop al trasferimento di rianimazione ed ematologia»

Lo intima il centrosinistra finché l’ospedale non sarà potenziato. Chiesto un incontro con i vertici regionali ed aziendali

mercoledì 10 luglio 2013 18.41
Dal 15 luglio tutti gli uffici amministrativi del San Nicola Pellegrino saranno trasferiti a Bisceglie, rianimazione seguirà lo stesso percorso mentre ematologia è destinata a Barletta in breve tempo. Silenzio sulla casa del parto, nessuna sostanziale novità in entrata per ciò che concerne l'attuazione di un piano la cui attuazione viene definita a doppia velocità, con accelerazione delle fasi di chiusura e rallentamento delle aperture e potenziamento.

Il centrosinistra non ci sta e firma un documento in cui rivendica la centralità delle strutture tranesi nelle attività ambulatoriali della Asl, rivendica la cancellazione dei trasferimenti e delle sostituzioni del personale medico e paramedico operata negli ultimi mesi, la permanenza degli uffici e l'attivazione immediata di un day surgery polispecialistico che possa soddisfare la necessità dell'utenza tranese con in primis la riapertura delle sale operatorie adeguatamente dotate dal punto di vista organico e strumentale. «Fin quando questi servizi non saranno attivati – dicono i firmatari – rianimazione ed ematologia non dovranno essere assolutamente trasferiti».

Il documento è stato firmato da Partito Democratico, Unione di centro, Sinistra ecologia e Libertà, Verdi, Partito socialista italiano, Uniti per Ferrante, col sostegno di un movimento civico (Trani Futura) e del sindacato Uil Funzione pubblica. Il centrosinistra chiede al presidente della Regione, Nichi Vendola, all'assessore regionale Elena Gentile ed al direttore generale della Asl, Giovanni Gorgoni, un incontro con una delegazione delle forze politiche tranesi al fine di concordare la riconversione del San Nicola Pellegrino in una struttura mista che soddisfi le necessità assistenziali del territorio. «Questo incontro – si legge nel documento – metterebbe fine alle tensioni sociali che serpeggiano tra i cittadini tranesi ed eviterebbe che il prolungarsi dello scontro comporti un ulteriore peggioramento della capacità assistenziale dell'ospedale di Trani, eviterebbe la massiva fuga di personale e la conseguente distrazione di risorse economiche e strumentali a vantaggio di altre strutture della Bat e permetterebbe di ottenere quella ristrutturazione dignitosa e funzionale che l'ospedale di Trani e tutti gli operatori sanitari meritano».