Fermo posta Trani: cercasi Sindaco disperatamente. Ecco i nomi

Il punto a 100 giorni dalle elezioni di maggio 2026

lunedì 9 febbraio 2026 7.15
A cura di Tonino Lacalamita
A tre mesi dalle elezioni di maggio 2026, Trani non è solo una città in campagna elettorale, ma è anche un laboratorio politico che somiglia molto a quello del dott. Frankenstein dove il pragmatismo più spinto sfida la coerenza, e dove il silenzio dei partiti tradizionali si scontra con il fermento del civismo puro.

L'ultimo rimpasto della Giunta Bottaroun'operazione riuscita, ma con il paziente che pare non goda di buona salute - non è che l'antipasto di una partita a scacchi molto più complessa che ha visto il sacrificio di assessori di peso come Cecilia Di Lernia e Luca Lignola per far spazio a nuove geometrie, inclusi ingressi dall'area leghista (leggasi Puglia Popolare).

Il "Civismo" dei due volti: Angela Mercorio e Sebastiano de Feudis
Mentre i tavoli della politica tradizionale faticano a trovare una sintesi, due figure hanno già sciolto gli ormeggi e rotto gli indugi puntando tutto sul civismo. Da un lato quello purista di Angela Mercorio, leader di RispettiAmo Trani, che da oltre un anno cavalca l'onda di un "cambiamento" necessario, la sua è una scommessa sulla sfiducia: con un assenteismo che alle ultime regionali ha sfiorato il 50%, la Mercorio punta a intercettare quel "partito del non voto" che non si riconosce più nei simboli storici, la sua è una campagna elettorale che parte dal basso.
Dall'altro lato troviamo il civismo evoluto dell'avv. Sebastiano de Feudis che punta ad aggregare le migliori competenze della società civile restia ad impegnarsi in politica di cui lui si fa garante affinché sia una buona politica. La sua candidatura ha il sapore di una sfida aperta al sistema Bottaro. De Feudis, con il gruppo "CON", è stato il collante della maggioranza nei momenti critici, garantendo la tenuta sul Bilancio quando i numeri traballavano. Eppure, il recente rimpasto ha certificato il suo esautoramento: un "divorzio politico" voluto più dai compagni di viaggio di maggioranza di Amedeo Bottaro, gli hanno forzato la mano, che da lui stesso, una separazione , ma in politica mai dire mai, consumatosi lentamente dall'ottobre scorso tra post social al vetriolo e rapporti deteriorati. Sebastiano de Feudis si presenta oggi come il conoscitore delle macchine comunali che non accetta i diktat del "metodo Bottaro", ponendosi come alternativa di competenza e memoria storica.

Centrosinistra: la regia di Bottaro tra primarie e nomi "dall'alto"
Nel perimetro del centrosinistra, la situazione è paradossale. La regia del Sindaco uscente sembra orientata a cercare una soluzione di prestigio esterna, si era fatto il nome del magistrato DDA Giannicola Sinisi, per blindare la coalizione. Ma la base e i quadri intermedi fremono fra Fabrizio Ferrante, Vice Sindaco, le sue ambizioni rischiano di naufragare se il nome verrà calato dall'alto, e Giacomo Marinaro, Presidente del Consiglio Comunale, che reclama a gran voce la sfida delle primarie che il PD sembra non voler concedere. Poi ci sono Nicola Ventura, avvocato e componente della Segreteria Regionale del PD, e Alberto Muciaccia, commercialista e militante PD di lungo corso, candidature bruciate o smentite con una velocità che tradisce una profonda instabilità interna. Ed intanto che scriviamo c'è un ulteriore nome di prestigio che gira nelle stanze segrete e blindate del PD, ma questo nome non lo scriviamo per correttezza nei confronti dello stesso. Il rischio di tutto questo bailamme? Che per inseguire il "campo largo" si finisca per perdere i pezzi storici della coalizione.

Centrodestra: il puzzle di Andrea Ferri
Non va meglio sul fronte opposto. Il neo-consigliere regionale Andrea Ferri si trova a gestire una "gatta da pelare" non indifferente. Il tavolo è affollato di ambiziose candidature: dal ritorno dell'ex sindaco Gigi Riserbato, in quota Lega, alla militanza di Michele Scagliarini (FdI), fino all'esperienza di Pasquale De Toma (Forza Italia) . In questo elenco infinito ci sono altri nomi, spicca ad esempio il profilo manageriale di Alfonso Maria Mangione (Forza Italia) e di figure civiche come Roberto Gargiuolo e Alessandro Moscatelli. Poi emergono le possibili candidature delle donne, Maria Grazia Cinquepalmi (Movimento Trani 2026) e Rosa Uva, in quota Forza Italia, ambedue, già presenti in Consiglio Comunale con la seconda che può vantare una esperienza da ex Assessora ai Servizi Sociali, potrebbero rappresentare l'outsider vincenti della partita. In una città stanca di veti incrociati e capatosta che bloccano le trattative, l'ipotesi della seconda sindaca donna della storia tranese dopo Antonia Talamo, la possibilità si apre ovviamente anche per la candidata civica Angela Mercorio, potrebbe essere l'elemento di rottura capace di scompaginare i piani di chi pensa che Trani non sia nuovamente pronta ad accogliere la cura di un Primo Cittadino donna.

Il verdetto delle urne
Mentre i rumors dicono che "si chiude in settimana" da ambedue le parti, centrodestra e centrosinistra, Trani resta a guardare. Il rimpasto di Giunta "a termine" (soli tre mesi) ha mostrato al momento il volto più pragmatico della gestione del potere, ma ha anche scoperto il fianco a critiche di incoerenza che i candidati civici non mancheranno di cavalcare. Se i partiti tradizionali, prigionieri dei veti dei singoli, non riusciranno a presentare una proposta unitaria e credibile entro pochi giorni, il rischio è che maggio 2026 non sia la vittoria di uno schieramento, ma il trionfo definitivo del disincanto.

Trani sicuramente merita una guida, non un mercato dei posti e i cittadini, questa volta, potrebbero decidere che "non è più aria per i soliti giochi di potere", e mentre i tavoli di coalizione sembrano impegnati in una partita a Risiko dove nessuno vuole cedere, il vero vincitore rischia di essere il divano dei tranesi, quel 50% di astensionismo che guarda alla politica locale con lo stesso entusiasmo con cui si guarda un film di cui si conosce già il finale, ma dove hanno solo cambiato i doppiatori all'ultimo minuto.