Trani, il sistema delle "Mazzette e Prosciutti": l'atto d'accusa di Maria Grazia Cinquepalmi
L'inchiesta sulla Provincia BAT scoperchia un vaso di Pandora fatto di collaudi sospetti e appalti truccati
venerdì 27 marzo 2026
13.15
C'è un'espressione che Maria Grazia Cinquepalmi usa per descrivere l'attuale classe dirigente di Trani: «Amministratori con il prosciutto sugli occhi». Non è solo una metafora efficace, è il richiamo diretto a un'inchiesta giudiziaria che dipinge un quadro desolante di corruzione, dove il bene pubblico veniva barattato con favori di ogni tipo: dalle auto di lusso alle cene a base di aragoste, fino ai fardelli d'acqua minerale e, appunto, ai prosciutti consegnati negli uffici pubblici. L'avvocato tranese denuncia con un post pubblicato sulla sua pagina facebook.
La "Sicurezza di Carta" sulla pelle dei tranesi - L'affondo dell'avvocato ed ex consigliera comunale colpisce il cuore pulsante del rischio ambientale cittadino: la discarica «Puro Vecchio». Se l'inchiesta della Procura di Trani ipotizza collaudi "poco attendibili" e certificati falsificati, la domanda che la Cinquepalmi pone alla città è brutale nella sua semplicità: La discarica è davvero sicura? * Il giallo dei Pozzi Spia: Dal 2023 i dati sulla qualità ambientale della discarica sembrano essere evaporati dai radar pubblici. Perché questo silenzio proprio mentre i tecnici incaricati finiscono sotto la lente dei magistrati?
Il "Filo Rosso" della continuità - Il punto politico sollevato dalla Cinquepalmi è una sfida aperta a chi oggi chiede il voto parlando di "futuro migliore". L'avvocato denuncia una continuità inquietante: «Come può "continuare l'impegno" se avete continuato ad affidare incarichi agli stessi tecnici finiti sotto inchiesta? Perché non è stata fatta pulizia per tutelare l'integrità del Comune?»
Non si tratta di "vecchia cronaca", ma di un metodo che sembra sopravvivere alle stagioni politiche. Per Maria Grazia Cinquepalmi, la vigilanza è fallita e le delibere firmate sotto il naso di chi doveva controllare gridano vendetta.
Un voto sulla trasparenza
L'inchiesta che vede protagonista l'ex dirigente Gianferrini e altri 13 indagati non è solo una faccenda da tribunale. È, per la Cinquepalmi, la prova di un fallimento amministrativo. Tra video-camere nascoste che immortalano passaggi di denaro e sequestri per milioni di euro, resta una città che deve decidere se continuare a guardare i manifesti elettorali o iniziare a guardare dentro i faldoni della Procura.
La "Sicurezza di Carta" sulla pelle dei tranesi - L'affondo dell'avvocato ed ex consigliera comunale colpisce il cuore pulsante del rischio ambientale cittadino: la discarica «Puro Vecchio». Se l'inchiesta della Procura di Trani ipotizza collaudi "poco attendibili" e certificati falsificati, la domanda che la Cinquepalmi pone alla città è brutale nella sua semplicità: La discarica è davvero sicura? * Il giallo dei Pozzi Spia: Dal 2023 i dati sulla qualità ambientale della discarica sembrano essere evaporati dai radar pubblici. Perché questo silenzio proprio mentre i tecnici incaricati finiscono sotto la lente dei magistrati?
- I 9 Milioni Fantasma: Cinquepalmi accende i riflettori sul fondo di post-gestione. Una cifra enorme che avrebbe dovuto proteggere la salute dei cittadini e che invece, secondo l'accusa, potrebbe essere servita ad alimentare un sistema di «false consulenze».
Il "Filo Rosso" della continuità - Il punto politico sollevato dalla Cinquepalmi è una sfida aperta a chi oggi chiede il voto parlando di "futuro migliore". L'avvocato denuncia una continuità inquietante: «Come può "continuare l'impegno" se avete continuato ad affidare incarichi agli stessi tecnici finiti sotto inchiesta? Perché non è stata fatta pulizia per tutelare l'integrità del Comune?»
Non si tratta di "vecchia cronaca", ma di un metodo che sembra sopravvivere alle stagioni politiche. Per Maria Grazia Cinquepalmi, la vigilanza è fallita e le delibere firmate sotto il naso di chi doveva controllare gridano vendetta.
Un voto sulla trasparenza
L'inchiesta che vede protagonista l'ex dirigente Gianferrini e altri 13 indagati non è solo una faccenda da tribunale. È, per la Cinquepalmi, la prova di un fallimento amministrativo. Tra video-camere nascoste che immortalano passaggi di denaro e sequestri per milioni di euro, resta una città che deve decidere se continuare a guardare i manifesti elettorali o iniziare a guardare dentro i faldoni della Procura.