Uffici giudiziari, per Santorsola (Sel) è una battaglia tra Trani e Barletta
Il Consigliere: «Il nostro Comune si sta dimostrando perdente»
domenica 13 luglio 2014
7.56
Mimmo Santorsola, esponete politico di Sel Trani, affronta con rammarico la questione, ancora in ballo, riguardo l'assegnazione della sede definitiva per la Sezione Lavoro del Tribunale. Stando alle parole di Santorsola, infatti, il Comune di Trani si sta dimostrando "perdente e poco disponibile", rispetto a Barletta, a mantenere gli uffici giudiziari in città. «Mentre in città assistiamo ad una faida politica condotta per difendere gli interessi di pochi con i soliti rituali di un un triste gioco dell'oca - afferma Santorsola -, i Comuni limitrofi giocano a Roma la propria partita di poker ed hanno in mano le carte vincenti. In ballo è l'assegnazione della sede definitiva per la Sezione Lavoro del Tribunale e Trani si sta dimostrando perdente nei confronti della città di Barletta che ha manifestato apertamente la disponibilità ad "accogliere" gli uffici giudiziari: un altro tentativo di "scippo" da parte dei vicini, un altro "gioiello di famiglia" che corre il rischio di passare in altre mani.
Non sussiste (ancora) alcuna norma giuridica che sancisca questo trasferimento ma, nonostante il nostro Comune abbia un patrimonio immobiliare sufficiente a garantire una "location" adeguata e dignitosa a tutti gli uffici giudiziari, non c'è stata da parte delle amministrazioni che si sono succedute negli anni la volontà di affrontare compiutamente la questione e di mettere nel piatto proposte allettanti e realizzabili. I potenti di turno, infatti, ci hanno raccontato tanti inutili proclami a proposito dei Capannoni Ruggia, del Monastero degli Agostiniani, di una Cittadella Giudiziaria nell'area dell'ex distilleria o del restauro di Palazzo Gadaleta ma, nel frattempo, sottoscrivevano ricchi contratti di locazione di immobili privati da adibire a sedi del Tribunale, incuranti delle vere priorità della comunità tranese.
Ciò che manca alla città (e non solo in questo ambito) - ha continuato l'esponente di Sel - è un progetto di medio e lungo respiro che non si limiti al calcolo di metri quadri, vani e scrivanie: un progetto finalizzato alla creazione di un "tribunale diffuso nel centro storico" che tenga conto delle vie di accesso alla città (rete stradale, ferroviaria, ecc.), che preveda aree di sosta facilmente raggiungibili (legali e non custodite da abusivi); un progetto che esalti il decoro ed il prestigio dell'Istituzione Tribunale e di una città a vocazione turistica slow. Suggeriamo al Sindaco un tavolo di concertazione aperto alla fattiva partecipazione di tutti gli operatori giuridici (avvocati, magistrati, operatori di cancelleria), dell'ordine degli architetti, delle associazioni culturali, e di singoli cittadini che in tempi brevi elabori quelle proposte che sino ad ora sono mancate.
Le soluzioni, infatti, possono essere tante ed alcune anche immediate: basterebbe valutare opportunità che sono sotto gli occhi di tutti e compiere un primo passo per uscire dalla profonda palude d'immobilismo in cui la nostra comunità è precipitata. Si pensi per esempio alla possibilità di concludere la ristrutturazione del prestigioso "Palazzo Carcano" per il quale il Comune di Trani nel 2004 aveva impegnato tre milioni di euro ma che oggi, superato ampiamente il termine di consegna, è utilizzabile solo per i vani allocati a piano terra, oppure, si pensi di destinare a Tribunale Unico il nostro Palazzo di Città dislocando sul territorio gli uffici comunali così come è stato fatto in altre città limitrofe. Il circolo SEL di Trani – conclude Santorsola - si riserva di presentare un piano articolato che preveda la riconversione di alcune aree e che soddisfi le esigenze logistiche della amministrazione giudiziaria nel rispetto delle aspirazioni turistiche della nostra città».
Non sussiste (ancora) alcuna norma giuridica che sancisca questo trasferimento ma, nonostante il nostro Comune abbia un patrimonio immobiliare sufficiente a garantire una "location" adeguata e dignitosa a tutti gli uffici giudiziari, non c'è stata da parte delle amministrazioni che si sono succedute negli anni la volontà di affrontare compiutamente la questione e di mettere nel piatto proposte allettanti e realizzabili. I potenti di turno, infatti, ci hanno raccontato tanti inutili proclami a proposito dei Capannoni Ruggia, del Monastero degli Agostiniani, di una Cittadella Giudiziaria nell'area dell'ex distilleria o del restauro di Palazzo Gadaleta ma, nel frattempo, sottoscrivevano ricchi contratti di locazione di immobili privati da adibire a sedi del Tribunale, incuranti delle vere priorità della comunità tranese.
Ciò che manca alla città (e non solo in questo ambito) - ha continuato l'esponente di Sel - è un progetto di medio e lungo respiro che non si limiti al calcolo di metri quadri, vani e scrivanie: un progetto finalizzato alla creazione di un "tribunale diffuso nel centro storico" che tenga conto delle vie di accesso alla città (rete stradale, ferroviaria, ecc.), che preveda aree di sosta facilmente raggiungibili (legali e non custodite da abusivi); un progetto che esalti il decoro ed il prestigio dell'Istituzione Tribunale e di una città a vocazione turistica slow. Suggeriamo al Sindaco un tavolo di concertazione aperto alla fattiva partecipazione di tutti gli operatori giuridici (avvocati, magistrati, operatori di cancelleria), dell'ordine degli architetti, delle associazioni culturali, e di singoli cittadini che in tempi brevi elabori quelle proposte che sino ad ora sono mancate.
Le soluzioni, infatti, possono essere tante ed alcune anche immediate: basterebbe valutare opportunità che sono sotto gli occhi di tutti e compiere un primo passo per uscire dalla profonda palude d'immobilismo in cui la nostra comunità è precipitata. Si pensi per esempio alla possibilità di concludere la ristrutturazione del prestigioso "Palazzo Carcano" per il quale il Comune di Trani nel 2004 aveva impegnato tre milioni di euro ma che oggi, superato ampiamente il termine di consegna, è utilizzabile solo per i vani allocati a piano terra, oppure, si pensi di destinare a Tribunale Unico il nostro Palazzo di Città dislocando sul territorio gli uffici comunali così come è stato fatto in altre città limitrofe. Il circolo SEL di Trani – conclude Santorsola - si riserva di presentare un piano articolato che preveda la riconversione di alcune aree e che soddisfi le esigenze logistiche della amministrazione giudiziaria nel rispetto delle aspirazioni turistiche della nostra città».