Verdi Trani: che fine ha fatto il progetto per la costruzione l'impianto di smaltimento biogas?
«Troppi manifesti celebrativi su cose che si faranno, pochi dati concreti»
venerdì 18 luglio 2014
7.22
«Nonostante la città sia oramai allo sbando, come lo può essere una macchina che ad alta velocità viaggia senza conducente (aree pedonali invase dalle auto, accessi al mare proibiti, parcheggiatori abusivi in agguato, mercato ittico ed agricolo con il binocolo, mercato settimanale che tiene in ostaggio una parte della città, refezione scolastica in pericolo, darsena comunale a picco etc) ci tocca pure assistere a comunicati e manifesti dell'Amministrazione, auto celebrativi, o peggio a preavvisi di interrogazioni da parte di soggetti che hanno propri rappresentanti in giunta e che quindi hanno tra le mani il potere di operare senza dovere chiedere niente a nessuno!». È con queste dure parole che i Verdi Trani, Michele Di Gregorio e Franco Laurora, tornano a contestare l'Amministrazione Riserbato.
«In attesa di conoscere - affermano i Verdi - il dettaglio dei costi della raccolta differenziata e soprattutto di sapere come e con quali soldi essa sarà estesa e/o proseguita, e tralasciando il fatto che pure un neonato avrebbe capito che la percentuale sarebbe automaticamente aumentata, riaccendiamo i riflettori sulla vicenda del c.d. biogas. Tenuto conto che siamo rimasti indietro ad una prima aggiudicazione del febbraio 2012 successivamente revocata in favore della ditta seconda classificata a marzo del 2013 ed alle parole di qualcuno che, ad aprile 2014, parlava di accordi con la azienda affidataria in relazione al valore delle royalties da riconoscere al Comune di Trani. Infatti con la delibera n. 35 del 28.7.2008 il Consiglio Comunale di Trani approvava lo schema di convenzione disciplinante patti, modalità e condizioni per l'integrazione del contratto di servizio del 9.5.2007 sottoscritto con l'Amiu in relazione alla realizzazione dell'impianto di captazione e recupero del biogas prodotto dalla discarica per rifiuti solidi urbani per i lotto I e II. La realizzazione dell'impianto era necessaria sia per l'esercizio della discarica sia per evitare finalmente dopo anni che si sprigionassero nell'ambiente circostanze sostanze inquinanti. Ma importante era anche l'aspetto economico considerato che dalla produzione del biogas l'Amiu avrebbe realizzato anche ricavi economici (Royalty) dalla società affidataria del servizio».
«Nel giugno 2009 - proseguono - finalmente l'Amiu bandiva la gara per l'affidamento della progettazione esecutiva, della costruzione e della gestione (per un periodo di 15 anni) dell'impianto di captazione del biogas per un costo stimato di costruzione di circa 3 milioni di euro ed un investimento per il periodo di gestione di circa 5 milioni di euro. Tuttavia ad oggi, dopo 6 anni dalla delibera del Consiglio Comunale di cui quasi due accompagnati dalla nuova-vecchia amministrazione, non è dato sapere a che punto è l'iniziativa con l'unica certezza che la discarica continua a produrre biogas inquinante e che l'Amiu ed i cittadini Tranesi continuano a perdere soldi nella forma dovuta a titolo di royalty».
«A quando un comunicato – concludono Di Gregorio e Laurora - che finalmente annunci le cose già fatte e non quelle che forse si faranno? Infine, il tormentone dell'estate: quanti debiti fuori bilancio gravano sulle teste dei tranesi?»
«In attesa di conoscere - affermano i Verdi - il dettaglio dei costi della raccolta differenziata e soprattutto di sapere come e con quali soldi essa sarà estesa e/o proseguita, e tralasciando il fatto che pure un neonato avrebbe capito che la percentuale sarebbe automaticamente aumentata, riaccendiamo i riflettori sulla vicenda del c.d. biogas. Tenuto conto che siamo rimasti indietro ad una prima aggiudicazione del febbraio 2012 successivamente revocata in favore della ditta seconda classificata a marzo del 2013 ed alle parole di qualcuno che, ad aprile 2014, parlava di accordi con la azienda affidataria in relazione al valore delle royalties da riconoscere al Comune di Trani. Infatti con la delibera n. 35 del 28.7.2008 il Consiglio Comunale di Trani approvava lo schema di convenzione disciplinante patti, modalità e condizioni per l'integrazione del contratto di servizio del 9.5.2007 sottoscritto con l'Amiu in relazione alla realizzazione dell'impianto di captazione e recupero del biogas prodotto dalla discarica per rifiuti solidi urbani per i lotto I e II. La realizzazione dell'impianto era necessaria sia per l'esercizio della discarica sia per evitare finalmente dopo anni che si sprigionassero nell'ambiente circostanze sostanze inquinanti. Ma importante era anche l'aspetto economico considerato che dalla produzione del biogas l'Amiu avrebbe realizzato anche ricavi economici (Royalty) dalla società affidataria del servizio».
«Nel giugno 2009 - proseguono - finalmente l'Amiu bandiva la gara per l'affidamento della progettazione esecutiva, della costruzione e della gestione (per un periodo di 15 anni) dell'impianto di captazione del biogas per un costo stimato di costruzione di circa 3 milioni di euro ed un investimento per il periodo di gestione di circa 5 milioni di euro. Tuttavia ad oggi, dopo 6 anni dalla delibera del Consiglio Comunale di cui quasi due accompagnati dalla nuova-vecchia amministrazione, non è dato sapere a che punto è l'iniziativa con l'unica certezza che la discarica continua a produrre biogas inquinante e che l'Amiu ed i cittadini Tranesi continuano a perdere soldi nella forma dovuta a titolo di royalty».
«A quando un comunicato – concludono Di Gregorio e Laurora - che finalmente annunci le cose già fatte e non quelle che forse si faranno? Infine, il tormentone dell'estate: quanti debiti fuori bilancio gravano sulle teste dei tranesi?»