Violenza sessuale aggravata e maltrattamenti: arrestato. Ora è detenuto nel carcere di Trani

L’indagine della Procura di Trani e della Squadra Mobile BAT, una vicenda accaduta ad Andria che richiama l’attenzione su un fenomeno che continua a colpire le donne anche a pochi chilometri da Trani

giovedì 11 giugno 2026 11.18
A cura di Tonino Lacalamita
Ci sono notizie che un cronista non vorrebbe mai dover scrivere, storie di sopraffazione e violenza che lasciano addosso una profonda amarezza. Quando parliamo di abusi sulle donne, la cronaca si fa dolorosa, ma il dovere di informare diventa un atto di testimonianza necessario. Questa volta la vicenda arriva dalla vicina Andria, ma la distanza geografica non attenua l'impatto della notizia: non sono certo i pochi chilometri che dividono Andria da Trani a dare meno importanza a un dramma che parla di violenza sessuale aggravata, maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e danneggiamento.

L'epilogo di questa dolorosa vicenda, che vede l'indagato ristretto tra le mura del carcere di Trani, restituisce un briciolo di sicurezza a una donna che ha trovato il coraggio immenso di spezzare la catena del silenzio. Sebbene la presunzione di innocenza rimanga un principio cardine fino a sentenza definitiva, la rapidità con cui la macchina della giustizia e le forze dell'ordine della BAT si sono attivate dimostra quanto sia vitale non abbassare mai la guardia. Di fronte a reati così odiosi – che feriscono il corpo e l'anima – l'attenzione dell'opinione pubblica e dei media deve rimanere altissima, a prescindere dai confini comunali, per ricordare a chiunque si trovi in pericolo che non è sola e che chiedere aiuto può salvare la vita.

È una ferita che colpisce l'intero territorio provinciale e che si è consumata, ancora una volta, tra le mura di quella che avrebbe dovuto essere una casa sicura. Di seguito, il comunicato ufficiale diramato dalla Questura di Barletta-Andria-Trani, che ricostruisce i dettagli dell'indagine e il tempestivo intervento delle forze dell'ordine:
Questo il comunicato stampa della Questura di Barletta Andria Trani

"Andria (BAT): La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani, all'esito di una puntuale e approfondita attività investigativa, ha richiesto e ottenuto l'applicazione della misura cautelare personale della custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di origini straniere e residente ad Andria, sottoposto a indagine per i reati di violenza sessuale aggravata, maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e danneggiamento. Nei giorni scorsi, personale della Polizia di Stato — III Sezione della Squadra Mobile della Questura BAT (Reati contro la persona, minori e reati sessuali) — ha dato esecuzione all'ordinanza cautelare emessa, in pari data, dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Trani, su richiesta della Procura della Repubblica presso lo stesso Tribunale.
Le indagini hanno ricostruito un quadro indiziario ritenuto di notevole gravità, poiché l'uomo, già condannato in primo grado per maltrattamenti in famiglia per fatti antecedenti al 2017, avrebbe reiterato analoghe condotte in due ulteriori distinti episodi commessi nei confronti di altrettante donne originarie del suo stesso paese, ingannandole con promessa di ospitalità. Si è accertato infatti che, nonostante lo straniero fosse destinatario di un divieto di avvicinamento alla persona offesa, per episodi simili subiti nel 2024 da una sua precedente compagna, avrebbe continuato a porre in essere comportamenti violenti nei confronti della nuova compagna con la quale aveva avviato una convivenza dall'inizio dell'anno in corso. Secondo quanto ricostruito, l'indagato, all'interno delle mura domestiche, ha messo in atto una serie di atti lesivi dell'integrità fisica e morale della nuova convivente, consistenti in minacce di morte, violenza fisica e psicologica, molestie e costrizioni a rapporti sessuali non consensuali. Le condotte descritte includono calci, pugni, spintoni, strattoni, tirate di capelli, insulti e minacce; in un episodio in particolare, dopo il rifiuto della donna nell'avere avere rapporti sessuali, l'indagato avrebbe aggredito la connazionale afferrandola dalla gola e tirandole i capelli, costringendola quindi con la violenza, ad avere un rapporto sessuale.
La donna è riuscita a chiedere aiuto telefonando al N.U.E. 112 dando riferimenti precisi che hanno permesso ai Poliziotti della Questura di collocarla nell'immediato in una struttura protetta e poi raccogliere la sua denuncia, avviando così l'attività investigativa diretta dal Pubblico Ministero titolare del fascicolo. Le successive attività di indagine hanno permesso di ricostruire in modo credibile e coerente le condotte persecutorie poste in essere dal cittadino straniero. La gravità e la persistenza dei comportamenti lesivi, nonché la presenza di precedenti vicende giudiziarie riferibili a maltrattamenti, hanno indotto l'Autorità Giudiziaria a valutare sussistenti le esigenze cautelari, con particolare riferimento al concreto ed attuale pericolo di reiterazione di tali condotte. Per tali motivi la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani ha chiesto ed ottenuto l'emissione urgente della misura della custodia cautelare in carcere, eseguita con la medesima tempestività dal personale della Squadra Mobile, in modo da preservare l'incolumità fisica e psicologica della persona offesa nonché di impedire ulteriori comportamenti prevaricanti da parte dell'indagato. L'uomo è stato quindi condotto presso la Casa Circondariale di Trani a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. Si precisa che i provvedimenti adottati nel corso delle indagini non sono definitivi e che l'indagato non può essere considerato colpevole fino a quando la sua responsabilità non sia accertata con sentenza irrevocabile. La Questura di Barletta-Andria-Trani ribadisce l'impegno della III Sezione della Squadra Mobile nel contrasto della violenza di genere e domestica, attività svolta con personale specializzato nell'ascolto delle vittime nonché nella ricostruzione puntuale delle condotte delittuose, al fine di garantire tutela e sicurezza a potenziali destinatari di tali comportamenti."