Vittorio Emanuele, il Tar dà ragione al Comune

Proprietà dell’immobile, i giudici ritengono infondato il ricorso dell’Asp. «La struttura è di proprietà del Comune il quale può legittimamente effettuare i lavori»

giovedì 29 agosto 2013 12.31
La prima sezione del Tar Puglia ha rigettato poiché «infondato» il ricorso proposto dall'Asp Vittorio Emanuele contro il Comune di Trani per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, del bando di procedura aperta del Comune relativo all'appalto integrato per la progettazione esecutiva e l'esecuzione di lavori di adeguamento della casa di riposo da adibire a centro socio educativo diurno per minori.

Come si ricorderà, il commissario Carmela Craca aveva deciso di impugnare il bando, il disciplinare, il capitolato di gara e la determinazione a contrarre con cui era stato indetto l'appalto sul presupposto che la Vittorio Emanuele fosse proprietaria dell'immobile. Dalla documentazione in atti, il Tar ha dato ragione al Comune: l'immobile è suo e legittimamente poteva decidere di effettuare lavori di ristrutturazione.

Secondo i giudici, la deliberazione podestarile del 1928, invocata dalla parte ricorrente, conteneva solo una mera manifestazione di volontà di cedere in futuro l'ex convento dei Cappuccini in favore della Vittorio Emanuele, mai concretizzatasi in un successivo atto notarile di cessione. Ne deriva pertanto che la proprietà dell'immobile è rimasta del Comune di Trani. I giudici hanno comunque ritenuto la necessità di effettuare un accertamento incidentale.