Castel dei Mondi | Marco Giallini a Trani. <span>Foto Marina Laurora</span>
Castel dei Mondi | Marco Giallini a Trani. Foto Marina Laurora
Eventi e cultura

Castel dei Mondi | Marco Giallini a Trani fra vinili e ricordi: «La musica mi fa sentire nell’intimità di casa»

L'attore romano protagonista a Palazzo delle Arti Beltrani

Sul palco, con la giornalista Giorgia Battista, l'attore romano si è raccontato in L'equilibrio imperfetto dei ricordi, un viaggio nella memoria costruito non attraverso una tradizionale autobiografia, ma attraverso i dischi e le canzoni che hanno accompagnato le diverse stagioni della sua vita. E proprio la musica sembra essere la vera compagna di viaggio di Giallini. Una passione che, come ha raccontato durante l'incontro, arriva persino a superare quella per il cinema. Non è soltanto un'affermazione provocatoria: nel 1981, ancora giovanissimo, Giallini fondò il gruppo rock The Monitors, confermando un legame con la musica che continua ancora oggi.
«Con questa musica mi sento nell'intimità di casa», ha raccontato l'attore, restituendo al pubblico un'immagine lontana da quella del personaggio televisivo o cinematografico. Per circa un'ora Giallini ha lasciato spazio ai ricordi, alternando ironia e momenti più personali, con quella spontaneità che negli anni è diventata una delle cifre distintive della sua presenza pubblica.
A rendere ancora più atteso l'appuntamento era stata anche l'assenza forzata dei mesi precedenti. «A causa di una frattura al femore ho dovuto farvi aspettare», ha raccontato con il consueto tono diretto e ironico, prima di lasciarsi andare al racconto.

Il viaggio nella memoria ha attraversato episodi molto diversi: dalla passione per il rock all'esperienza militare, dal battesimo del figlio agli incontri con alcuni dei nomi più importanti del cinema italiano. Tra i ricordi è comparsa anche Monica Bellucci, incontrata agli inizi della carriera, insieme alle esperienze con registi come Paolo Sorrentino, Sergio Castellitto e Carlo Verdone. Una carriera, quella di Giallini, iniziata dal teatro e arrivata progressivamente al grande pubblico. Dopo gli esordi cinematografici degli anni Novanta, sono arrivati ruoli sempre più importanti, fino alla grande popolarità televisiva con Romanzo criminale – La serie e, successivamente, con il personaggio del vicequestore Rocco Schiavone, che lo ha consacrato come uno degli interpreti più riconoscibili del cinema e della televisione italiana.

Al cinema ha saputo muoversi con naturalezza tra commedia e ruoli più drammatici: da Tutta colpa di Freud a Confusi e felici, da Se Dio vuole a Perfetti sconosciuti, passando per ACAB, L'amico di famiglia, Posti in piedi in paradiso e numerosi altri titoli. Proprio per Posti in piedi in paradiso ha ottenuto il Nastro d'Argento come miglior attore non protagonista. A Trani, però, il cinema è rimasto sullo sfondo. Al centro c'era l'uomo dietro l'attore, quello che conserva nei vinili una sorta di archivio sentimentale della propria esistenza. Non sono mancati gli aneddoti più curiosi e surreali, come quello del ragazzo che ha scelto di tatuarsi sul polpaccio una riproduzione di Giallini, raffigurandolo addirittura come defunto. E poi il rapporto con Verdone, i ricordi dei set e l'ironia sulle due candidature ai David di Donatello che l'attore non è riuscito a trasformare in una vittoria.Una serata quindi lontana dalla celebrazione dell'attore famoso e molto più vicina a una conversazione tra persone. Anche quando viene chiamato in causa il sindaco di Trani, Marco Galliano, Giallini mantiene il tono informale e scherzoso che ha caratterizzato l'intero incontro.

E quando si parla di futuro, anche qui non manca l'ironia. Attualmente impegnato nella produzione di un nuovo film, Giallini confessa un sogno decisamente particolare: interpretare l'Uomo Ragno. Un desiderio raccontato con la consueta leggerezza, immaginando il privilegio degli attori americani che, secondo la sua scherzosa ricostruzione, possono girare soltanto metà delle scene lasciando l'altra metà alla controfigura. È forse proprio questa la chiave della serata: prendere la propria storia, mescolarla alla musica, al cinema, agli incontri e agli imprevisti e restituirla senza troppa solennità. Perché i ricordi, come i vinili, non procedono mai in linea retta. Girano, tornano indietro, si interrompono, ripartono in un equilibrio imperfetto. © Riproduzione Riservata
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