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Io e mia sorella (e i sottoculturati)

Amet e nomine, su questa Trani è tiro al piccione

Io l'ho sempre detto a mia sorella Mariangela che non dovevamo studiare le scuole grosse ed andare all'Università, io a Lettere e lei a Giurisprudenza. Dovevamo accoccolarci all'ombra di qualche anonimo consigliere, uno qualsiasi, di un qualsiasi "figuro", legato ad una qualsiasi amministrazione di governo di una qualsiasi città, per poi vederci un giorno, entrambi sorridenti e felici e per la gioia dei nostri genitori, piazzati in un qualsiasi consiglio d'amministrazione, uno qualsiasi, sempre, anche se non sarebbe c'entrato un tubo con i nostri studi; magari io presidente o amministratore delegato, lei consigliera, o viceversa. Ci saremmo risparmiati il cattivo sangue degli esami universitari, degli approcci con certi folli docenti universitari che giudicavano gli esaminandi in base alla qualità del loro risveglio, alla qualità delle performance sessuali delle proprie amanti, all'umore dei loro schiavetti assistenti. Niente. Abbiamo insistito, abbiamo voluto studiare, prenderci delle competenze vere ed oggi eccoci qua, a commentare i giornali di questi giorni. A raccogliere le telefonate dei cittadini indignati: uno di questi, tra l'altro un ex amministratore Amet guarda caso mi confida: "Di voler lasciare Trani, di voler cambiare città di residenza". Coraggio, paisà, ce ne faremo una ragione anche stavolta, come già tante volte è successo in questi anni, dopo aver visto tutto ed il contrario di tutto.

Uno che studia sodo è invece Beppe Corrado: studia sempre il modo per attirarsi le ire del sindaco, che a sua volta è entrato in competizione col sottoscritto nel trovare nomignoli per lo stesso Beppe C.. All'ennesimo attacco ad alzo zero di Brasciolo, stavolta contro l'esimio Antonello Ruggiero, nuovo deus ex machina dell'amministrazione, contro "gli affidamenti diretti e gli incarichi diretti dati agli amici degli amici in seno all'Amiu", di cui AR è il contestatissimo (dall'opposizione) presidente, il Riserbato ha fatto riferimento a questi "sottoculturati" che fanno politica su Facebook, con bavetta alla bocca e risentimento acido. Sottoculturato sullo Zanichelli è definito come "rappresentante di una cultura scadente, deteriore, inferiore". Era meglio "brascioletta", caro Beppe Corrado. Ti sei lamentato, ed ora beccati il "sottoculturato".

Il problema è che se vogliamo introdurre questa categoria, quella della sottocultura appunto, e siamo grati a Luigi Nicola Riserbato, per averla sdoganata, siamo spiacenti ma dobbiamo dire che è la base della politica tranese: fare una polemica sui cassonetti è sottocultura, formare i consigli d'amministrazione con il Cencelli e non il curriculum nudo e puro è sottocultura, oltre alla dichiarazioni dei politici su Fb, con quelle frasi enigmatiche del cavolo (questo lo fanno anche altri comuni mortali, non solo i politici), con queste sentenze da Sibilla cumana dei poveri, quelle frasi da mezza calzetta per rispondere all'articolo del giornalista scomodo, perché si ha paura dell'attacco frontale, quei nickname da quattro soldi dietro i quali nascondersi per tirare fango e materia fecale a chicchessia, senza scrivere il proprio nome e cognome, bello, chiaro, esplicito, solido, duro e senza paura. La sottocultura delle mezze calze, della politica fatta con i boccacci della salsa, con i rimpasti della nonna, la paura dell'ombra stessa, con la raccomandazione per la sorella, l'amante, la zita da sistemare. La sottocultura è tra noi, caro sindaco, e ci avvolge spietatamente. E il naufragar è bello in questo mare negrogno.

PS: Un ultimo pensiero per il nuovo presidente Amet, Pappolla, nuova pedina in uno scacchiere sempre più grande della persona nominata, indipendentemente da chi si tratti. Dopo le tante critiche di questo governo alle passate amministrazioni, soprattutto per quel che riguarda i conti, i numeri, i terrisi, è bello vedere che un ex assessore, guarda caso proprio alle sfiatate e spompate finanze locali, venga ora insignito di una nomina di rilievo come la poltrona della presidenza Amet. La lavagna è stata pulita, ma qualche alone è sempre bello da vedere, in controluce, nel blu dipinto di blu. Ora aspettiamo Sergino "Gridazzaro" De Feudis prossimo presidente Amiu. Lavagna senza cassino, soldi sul bancone, su questa Trani è tiro al piccione. Ame…T
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