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Bianconeve Tommaso e i sette nani

Ha deciso forse di recidere definitivamente quel cordone ombelicale?

E se alla fine il PD puntasse su Tommasino Laurora? In fin dei conti Avantario sarebbe un film già visto, Ferrante un cortometraggio pure già visto, De Laurentis, quello sul quale avrei puntato io, data l'assoluta rettitudine morale, non godrebbe di grandi numeri all'interno del partito e non sembra lasciare intravedere idee ciambottiste, di compromesso con l'altra parte politica, male assoluto di certa sinistra di questi anni e sembrerebbe pure allergico ad una società abituata al "do ut des" (ecco perché ha poche chance).

Le Primarie, più per imposizione, tradizione, obbligo con certa parte dell'elettorato di sinistra che ancora ci crede, oltre a quello di destra miseramente "convocato" si faranno pure, ma se alla fine ci fosse una sorta di convergenza proprio su Tommaso, già trombato o autotrombatosi (che brutta cosa!) prima ancora di partire per la corsa alle Regionali, non sarebbe uno scandalo, anzi. Tommaso la sa lunga. E fa bene. Ed è legittimo che anche lui si giochi le sue carte. In questo caso e anche stavolta, si gioca la sua figura che ricorderebbe quello di un Forrest Gump della politica. Uno che parte in sordina e poi? Non sappiamo dove arriverà, ma la regia del Nume politico tranese potrebbe portarlo a vincere le Primarie, per quel gioco d'incastri e antipatie, contrasti interni che, per una volta, invece di risolversi con una divisione esterna, porterbbero ad un fiume carsico di voti proprio nelle mani di Forrest Laurora; che tra l'altro, da quanto ci riferiscono fonti bene informate, ha sempre mantenuto ottimi rapporti (vedi anche prima intervista rilasciata al sottoscritto a Cordialmente) con quel "Pianeta Tarantini & Co.", che ha sempre mantenuto, in città, una certa impronta sull'opinione pubblica. Impronta rafforzatasi, volenti o nolenti, dopo la frana dell'esperienza Riserbato.

"Stupido è chi lo stupido fa", recitava Tom Hanks, ed infatti, Tommaso, vissuto per troppi anni all'ombra di Ferrante, non essendo stupido, ha deciso forse di recidere definitivamente quel cordone ombelicale. D'altronde, parafrasando ancora Forrest: "La vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai cosa ti può capitare"; e se ci capitasse un Laurora sindaco, a parte che farei salti di gioia per i numerosi spunti che offrirebbe alle mie rubriche (viste le grandi sparate degli ultimi mesi da oppositore, sembra uno che non le manda a dire, in linea con quel "tarantinismo" fatto di schiettezza acuta ed istinto, che non rinuncia pure alla mandata a quel paese) sarei pronto ad inaugurare una nuova rubrica chiamata "Forrest", con tutti gli annessi e connessi. Al di là dell'immagine alla Forrest, lui ora dovrebbe, per sfondare nella Trani ferita, impersonare la figura di Biancaneve, illibata, buona, affidabile, premurosa. I nani non mancherebbero nemmeno: basta dare una sbirciata agli altri nomi di quelli che gravitano introno al meraviglioso mondo delle Primarie … Brigugliolo, Triminugliolo, Santorsolo, Procacciolo, Pietrolo, Mimmolo, Pacolo. E pensare che un ex del centro – sinistra, poi eletto consigliere nell'ultimo governo di centro destra, aveva ansimato nel mio orecchio: "Giovà, passo alla destra perché voglio vincere". Non infierisco evitando di riferire il nome, ma lui potrebbe ora tornare nella sinistra ed essere l'ottavo nano. C'è posto per tutti!

Tutta questa voglia di girare pagina, azzerare il passato è fisiologica per il tranese dopo quello che ha visto: non una lavagna pulita, ma un megaschermo pulito ci vorrebbe. Etichette come Trani a capo o Voltarpagina, insistono molto su questo concetto. Quando Gillo (fusione di Gigi e dillo, nel tremendo slogan "dillo a Gigi", altro tormentone di oscuri presagi: alla fine glielo hanno detto i magistrati, cribbio!) cominciò a parlare di lavagna pulita, cominciarono i guai, anzi forse erano già cominciati; qui prima ancora d'iniziare si batte sul tasto di andare a capo, voltare pagina, andare a capoverso, ricominciare; ma non vorrei che ci si facesse prendere troppo la mano e si cominciasse a ripassare, tirare una riga su Trani, sbianchettare Trani, scapocchiare Trani, dare una mano di scolorina su Trani, prendere Trani a colpi di spugna, scolorare Trani, rischiando di creare troppa aspettativa su questo nuovo, ipotetico, modo di fare politica. Un modo che un mese dopo l'eventuale elezione degli sbianchettatori e dei voltatori di pagina, rischierebbe di scontrarsi con le consuetudini, i tempi ed i malanni d'una politica che nella burocrazia impastata e nelle richieste di visibilità di molti dei suoi attori, presenta trappole e pastoie, nelle quali i neofiti amanti del capoverso potrebbero scontrarsi, generando delusione in chi vorrà loro credere ora, in campagna elettorale. Puro Gillo aveva invocato la lavagna pulita e poi s'è visto come è finita. Meno male che alla fine c'è Carlo Laurora con le sue tre liste. Come le tre carte: Befano vince, Modugno perde, Carletto vede (come butta). Vabbè ma quelli sono dei professionisti (delle tre carte). Ve lo raccontiamo un'altra volta.
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