centro storico
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Mazza e panella

Centro storico, storia di un'ordinaria sconfitta

Mazza e Panella di Giovanni Ronco

Ho deciso di pranzare, il giorno di Ferragosto, nel cuore del nostro Centro storico. Ero in uno degli angoli più suggestivi di quest'ultimo e mentre gustavo le portate, come in un sottile e doloroso contrappasso, per i peccati di gola, ero costretto a guardare con malinconia un bellissimo palazzo del nostro Centro storico, camuffato da giovane, come la vecchia signora del saggio dell'umorismo del Pirandello che continuava a truccarsi come fosse una ragazza, suscitando l'ilarita' di chi guardava.

Un palazzo arricchito con costosi e moderni portali marroncino chiaro, tendente al giallino, sormontato da finestre verde pisello, in un richiamo alla bandiera verde oro del Brasile. A Trani. Nel Centro storico. Al cattivo gusto degli amministratori o degli esercenti dell'esercito di pizzerie, a volte si unisce quello dei singoli individui possessori di Palazzi storici.

Sono passati altri 5 anni di amministrazione eletta dal popolo ed il nostro Centro storico non ha guadagnato nulla in termini di valorizzazione.

E pazienza se piazza Teatro, una volta sede del nostro Teatro, ora è ridotta a succursale di Miami, con tutte quelle palme e le scorribande dei bulli impuniti (un po' Bronx, un po' Miami beach).

Pazienza se gli attuali amministratori hanno dato i permessi per tirare su ombrelloni bianchi e cubi-gazebo ovunque (a proposito di cubi, mi è sembrato di aver fatto un brutto sogno vedendo un modellino davanti al Castello Svevo, dove a tutt'oggi stazionano i posteggiatori abusivi (mai debellati da un'amministrazione che doveva valorizzare il CS).

Scorrevo il mio smartphone e m'imbattevo in quel cubo, dunque, piazzato dove vi ho detto. Ma devono essere stati i peperoni fritti mangiati la sera prima. Ripeto, doveva essere un incubo notturno.

Pazienza se in vari angoli del CS imperano cartacce e pipì acide, laddove gli stessi pisciatori, credo tornino più volte sul luogo del misfatto, perché l'odore è un misto tra vecchia e più fresca urina. Pazienza se lo stesso "angolo della pisciotta" è garantito da anni ai 4 angoli della Cattedrale. Pazienza se si vedono scarafaggi ovunque.

Pazienza se perfino l'ingresso di quel centro storico è ridotto ad una riproduzione di Bagdad nei giorni dei bombardamenti americani: piazza Sant'Agostino l'impresentabile per eccellenza, alla fine di un'altra estate e alla fine dei 5 anni di questa amministrazione che ci aveva promesso la rivalutazione del Centro Storico. Pazienza? No, la pazienza è finita.

Ma fra i tanti e consiglieri segretari di partito e assessori che in questi anni stazionavano in pianta stabile, con tenda da campeggio, presso l'ufficio tecnico, sempre pronti a compiere interventi su tutto lo scibile umano, un esposto, una segnalazione per gli orrori di cui sopra, mai nulla? All'incompetenza si unisce il menefreghismo. Ed il Brutto dilaga. Altro che valorizzazione di sto' centro (storico).
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