Laurora, Nenna, Loconte, Capone
Laurora, Nenna, Loconte, Capone
Mazza e panella

La politica del “vedo non vedo” e l’assorbente insicuro

Laurora, Ferrante, Eleonora Vitale, le primarie del PD e il possibile rimpasto in giunta

Il prossimo 26 corrente mese è stato convocato il consiglio comunale di Trani. Si discute del bilancio, roba grossa, roba forte. Tommaso Laurora è già andato in tv a dire che i dissidenti vogliono capire bene, vogliono vederci bene, novelli San Tommaso, come lui. Si decide il futuro della città. E nelle scorse ore che notizia gira nei corridoi di Palazzo? Marina Nenna, nelle vesti di capogruppo delegata da Mimmo De Laurentis, assente al momento, avrebbe rivolto una richiesta al presidente patrocinante del consiglio di non convocare l'assemblea cittadina in quella data, poichè sarebbero state previste svariate indisponibilità di consiglieri del suo partito. Richiesta respinta. "Il consiglio si farà, anche se ha le spalle strette, questo altr'anno giocherà con la maglia numero … 7, 13, 14 mah!" – avrebbe cantato De Gregori.

Tommaso fa le doppiette in tv (nel senso di ospitate a due a due) e in una trasmissione dice che i dissidenti non ci sono e che volevano solo leggere meglio le carte. Nell'altra dice che se le cose non andranno bene, si "trarranno le conseguenze". Al paese mio e di Roberto Straniero che raccoglieva quest'ultima affermazione nel suo programma di approfondimento da parte del Tommaso "Vedo non vedo" , queste frasi significano che si è già ad un capolinea, già vicini a possibili dimissioni o fiducie mancate. Non così nel paese della politica tranese. Il vedo non vedo, una volta dolce riferimento a donne sicure della tenuta del proprio assorbente o dell'eleganza velata di determinate trasparenze, qui è sinonimo di eterna indecisione. La maggioranza è in grado di fare da assorbente tra la visione politica del sindaco e del suo Cerchi Tragico, tra le esigenze dei cittadini e le aspirazioni degli stessi consiglieri? L'assorbente diventa sempre più stretto, invisibile e la città affonda, inondata dall'immobilismo.

Vedo che l'amministrazione va male? La faccio cadere. Non vedo niente di scorretto? Vado avanti. Due sarebbero le strade della politica: sì o no. Qui è sempre tutto un dire e un dire, un chiedere di rimandare, un vediamo , faremo, allargando il colletto, mostrando maglie della salute intrise di sudore per il cattivo sangue. Riunioni ufficiali, riunioni segrete, riunioni a numero limitato, riunioni, si dice, ma la notizia non è ancora completa e cercheremo di farvi sapere qualcosa di più nei prossimi giorni, dei dissidenti tranesi, che, altro che non esistere: esistono, sudano e lottano dietro o accanto a noi.

Così come per le liste PD in vista della Primarie e per la formazione dell'Assemblea Nazionale. Qui a Trani niente nomi provenienti da Lab Dem ergo Avantario father & son , più gruppetto di fedelissimi ( Mino Carriero ha già mandato segnali di nervoso) niente nomi vicini al segretario Amoruso, ma solo Bottaro capolista per Orlando, Laurora "vedo non vedo" e Marinaro nella lista di Caracciolo pro Emiliano, rispettivamente 3° e 5°. Poi sarebbe finita qui ma invece ecco un migrante. Ecco Fabrizio Ferrante il patrocinante che "emigra" nel collegio di Cosenza. Ma perché non qui? Perché ci ha lasciato? Poi vado a vedere il sito La C news 24 di Cosenza, scorro fino a "Collegio 2 Cosenza Provincia" e leggo alla voce "lista Renzi" i seguenti nomi: Carmine Quercia (non è lui); Anna Di Cianni (non è lui); Roberto Rizzuto (non è lui); Era Rocco – beata lei- (ma non è lui) ed infine eccolo: Fabrizio Ferrante. Pur con buone, ma non scontate possibilità di riuscire eletto nell'assemblea nazionale (Renzi avvantaggiato ma torta da spartire sempre con altre liste) il Nostro ha dovuto "navigare" come un novello Ulisse dei nostri giorni fino in Calabria, addentrandosi nella ridente terra cosentina. Il fatto che non sia capolista all'inizio ci ha turbato. Poi lo abbiamo capito quando abbiamo letto una dichiarazione del segretario provinciale del PD di Cosenza che "scolpisce" sulla targa in marmo dedicata al benvenuto a Ferrante calabrese la seguente dichiarazione: "Comporre le liste non è mai semplice, penso però che abbiamo centrato l'obiettivo di coinvolgere tanti bravi rappresentanti del territorio che meritano di essere valorizzati". Ehi un momento! Ferrante è il nostro, caro Luigi Guglielmelli, (dichiarazione raccolta dal sito "Otto e trenta"). Da quando in qua fa parte del territorio calabrese? Non lo avrete mai, lotteremo per tenercelo stretto e non farlo ripartire mai più. Ci impegneremo a farlo confermare Presidente del Consiglio per le prossime 4 amministrazioni ma l'escursione a Cosenza non dovrà farla mai più. Poi non capisco questa discriminazione tra gente del territorio e gente che viene da fuori (di qui il quinto posto e non il primo, ma manco il secondo, il terzo …?).

E mentre c'è chi sta da vent'anni a sudare in politica e deve emigrare per un posto in assemblea, qui a Trani, scorgiamo un nome che ci lascia di sasso: Eleonora Vitale, iscritta al secondo (2°!, leggasi secondo) posto della lista Noi per Emiliano. Ma dove sei stata fino ad ora, Eleonora? Qui c'è gente che si scanna, per un posto in Aula Magna, e tu arrivi toma toma, cacchia cacchia, e li mandi tutti in vacca. (Anche una poesia le dedico). Un'operazione politica condotta nel giro di 48 ore con inserimento d'una tranese al secondo posto, quindi con ottime chance di riuscire, una tranese che non ha dovuto scappellarsi col feudatario di turno, né prendere la valigia di cartone e salire sul barcone. Quelli della Lista Emiliano saranno pure un po' naif , ma tanto di cappello ad un'operazione che ha il gusto della regia fredda e disarmante, dinanzi a chi sgomita da tempo e non avrà nemmeno un posto in Nazionale. Ripassino per l'Under 21, se rientrano nei parametri.

Bagliori intanto sul toto assessori: si parla di un possibile, ma non ancora confermato arrivo in giunta di Emilia Cosentino al posto di Debora Ciliento nell'imminente rimpasto che Amedeo Sarri Bottaro sembra che stia per operare forse già in zona recupero. La Cosentino sarebbe un'altra "costola" di quel mondo avantariano che già s'espresse fra la fine degli anni 90 e l'inizio del 2000. Fu addetta alle pubbliche relazioni e alla comunicazione durante la campagna elettorale dell'ex primo cittadino, poi trombato dal suo stesso partito. Vico docet.
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