Riscoprendo Trani

Tornano a suonare le campane del Castello di Trani: foto esclusive

La storia e le foto dell'orologio ottocentesco

Dopo decenni di silenzio le campane dell'orologio ottocentesco, collocato nella piccola torre sul prospetto orientale del Castello di Trani, torneranno a far sentire la loro voce, durante una cerimonia ufficiale, il 23 febbraio 2014. Questa "restituzione della voce" al Castello, avverrà nell'ambito degli obiettivi del Rotary International e grazie ad una raccolta fondi operata dal Club tramite una lotteria tra rotariani e sostenitori del Rotary.

La torre e l'orologio vennero innalzati sul prospetto orientale del Castello Trani nel 1848 quando venne trasformato in carcere, questo perché si sentì la necessità di regolare la vita interna del carcere. Sul quadrante sono incisi in numeri romani le dodici ore. La sua caratteristica è quella di avere una sola lancetta a forma di saetta con un sole centrale. Anche questo orologio, come tutti gli altri sei esistenti in città, era regolato sull'ora italica, tuttavia, in virtù di uno strano meccanismo, suonava il quarto, la mezz'ora ed i tre quarti.

La carica durava dodici ore ed il suo suono regolava la vita del carcere, dei carcerieri e dei carcerati che contavano i giorni graffiandoli con un segno sui muri. Il meccanismo, in ferro battuto, fatto da un abile meccanico orologiaio di Foggia, ha un pendolo a forma di mezza luna, che si contrappone al disco solare apposto all'esterno. Restaurato nel 1996 dal signor Zaccaria di Bari, l'orologio ha fatto sentire la sua voce grazie all'impegno di Rocco Traicco, restauratore della Soprintendenza ed impiegato al Castello. Circa dieci anni fa, Rocco Traicco è andato in pensione e da allora l'orologio è rimasto fermo. Oggi torna a far sentire i suoi rintocchi grazie all'impegno della direttrice del Castello, Margherita Pasquale e ad un accordo con il Rotary Club di Trani che ha permesso il restauro delle campane e l'elettrificazione del meccanismo.
11 fotoOrologio e campane del Castello di Trani
Meccanismi di orologio e campane del Castello di TraniMeccanismi di orologio e campane del Castello di TraniMeccanismi di orologio e campane del Castello di TraniMeccanismi di orologio e campane del Castello di TraniMeccanismi di orologio e campane del Castello di TraniMeccanismi di orologio e campane del Castello di TraniCastello Svevo di TraniCastello Svevo di TraniMeccanismi di orologio e campane del Castello di TraniCastello Svevo di TraniCastello Svevo di Trani
L'ora italica, usata per diversi secoli fino al 1800, divideva il giorno in 24 ore comprendendo in questa divisione anche la notte. Sennonché l'ora italica aveva l'inconveniente di doversi adeguare alla variazione del tramonto nell'arco dell'anno; L'orario seguiva le stagioni, per cui d'inverno la prima ora era verso le 18, mentre d'estate, veniva spostata alle 21 ed il ritmo della vita era scandito dal ritmo del sole. Lo stesso momento della giornata era individuato, al variare delle stagioni, con ore diverse. Infatti il mezzodì coincideva all'incirca con l'ora 19a in inverno, e con l'ora 16a in estate. Avevano tuttavia il vantaggio di indicare quante ore mancavano al tramonto, dato questo di straordinaria importanza nella civiltà contadina dell'epoca, poiché il sopraggiungere del buio segnava la fine della lunga giornata lavorativa. L'uso degli orologi ad ora italica venne definitivamente abbandonato all'inizio dell'epoca Napoleonica, a favore del sistema ad "ora francese", che offriva il vantaggio di avere l'ora di durata costante per tutto l'anno.

Si ringrazia l'associazione Traninostra per i contributi storici e la dottoressa Margherita Pasquale per la cortese collaborazione.
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