
Salute d'asporto
I danni dell'alcol all'organismo
Ce ne parla il biologo Giuseppe Labianca
sabato 24 ottobre 2026
16.24
Le bevande alcoliche sono rappresentative di momenti di convivialità e piacere, infatti hanno origini molto antiche e fanno parte delle tradizioni fin da tempi remoti. Seppur parte integrante della cultura gastronomica, è necessario conoscere i danni che l'abuso ed il surplus alcolico comportano.
Una volta ingerita, una bevanda alcolica viene assorbita attraverso l'intestino e smaltita dal fegato, attraverso il processo di metabolizzazione, che comporta però la formazione di una sostanza intermedia chiamata acetaldeide.
L'acetaldeide è un vero e proprio veleno per le cellule, poiché è in grado di danneggiare il DNA ed innescare uno stato di infiammazione cronica. Il consumo di alcol sostenuto nel tempo, comporta lo sviluppo di sofferenze epatiche attraverso tre tappe principali:
Fegato grasso (steatosi epatica): è il primo segnale di allarme. Il fegato accumula grasso al suo interno. Non dà sintomi evidenti, ma è una condizione che può regredire completamente se si smette di bere.
Infiammazione (epatite alcolica): le cellule del fegato iniziano a soffrire e a distruggersi sotto la spinta dell'infiammazione.
Cicatrici irreversibili (cirrosi epatica): il tessuto sano del fegato viene sostituito da vere e proprie cicatrici. Il fegato perde la capacità di funzionare correttamente e il danno diventa permanente ed irreversibile.
Oltre ai problemi al fegato, l'alcol in circolo aumenta il rischio di tumori in diverse parti del corpo: bocca, gola, esofago, colon-retto e seno (dove agisce alterando anche gli equilibri ormonali).
L'errore più comune è pensare alla salute come a un conto in banca: "Se da lunedì a giovedì risparmio e non bevo, il sabato posso spendere tutto insieme". In biologia questo calcolo non funziona.
Il fegato ha una capacità di smaltimento limitata, infatti riesce a neutralizzare solo piccole quantità di alcol all'ora, perciò in risposta ad un aumento, soprattutto in poche ore, della quantità di drink, tecnicamente definito binge drinking o "abbuffata alcolica", si hanno una serie di alterazioni del metabolismo epatico
In primis si ha la Saturazione immediata, ovvero il fegato non riesce a smaltire l'eccessivo quantitativo ricevuto e, di conseguenza, l'acetaldeide (la sostanza tossica) rimane in circolo nel sangue per molte ore a concentrazioni altissime. Allo stesso tempo l'eccesso improvviso di alcol rende le pareti dell'intestino più "permeabili", lasciando passare sostanze dannose nel sangue che scatenano un'infiammazione in tutto il corpo. Infine si ha stress cellulare, ovvero le cellule subiscono un vero e proprio "attacco chimico" concentrato, che aumenta le probabilità di danni permanenti al DNA.
Tutelare la propria salute non significa rinunciare per forza alla socialità o vivere con il terrore, ma sviluppare una reale consapevolezza. Non esiste una "dose minima" di alcol del tutto priva di rischi, ma c'è una grande differenza tra il concedersi un assaggio occasionale e il sottoporre il proprio corpo a uno stress concentrato ogni fine settimana.
Il fegato lavora in silenzio per proteggerci ogni giorno: iniziare a non sovraccaricarlo nei giorni di festa è il primo passo fondamentale per prendercene cura davvero
Una volta ingerita, una bevanda alcolica viene assorbita attraverso l'intestino e smaltita dal fegato, attraverso il processo di metabolizzazione, che comporta però la formazione di una sostanza intermedia chiamata acetaldeide.
L'acetaldeide è un vero e proprio veleno per le cellule, poiché è in grado di danneggiare il DNA ed innescare uno stato di infiammazione cronica. Il consumo di alcol sostenuto nel tempo, comporta lo sviluppo di sofferenze epatiche attraverso tre tappe principali:
Fegato grasso (steatosi epatica): è il primo segnale di allarme. Il fegato accumula grasso al suo interno. Non dà sintomi evidenti, ma è una condizione che può regredire completamente se si smette di bere.
Infiammazione (epatite alcolica): le cellule del fegato iniziano a soffrire e a distruggersi sotto la spinta dell'infiammazione.
Cicatrici irreversibili (cirrosi epatica): il tessuto sano del fegato viene sostituito da vere e proprie cicatrici. Il fegato perde la capacità di funzionare correttamente e il danno diventa permanente ed irreversibile.
Oltre ai problemi al fegato, l'alcol in circolo aumenta il rischio di tumori in diverse parti del corpo: bocca, gola, esofago, colon-retto e seno (dove agisce alterando anche gli equilibri ormonali).
L'errore più comune è pensare alla salute come a un conto in banca: "Se da lunedì a giovedì risparmio e non bevo, il sabato posso spendere tutto insieme". In biologia questo calcolo non funziona.
Il fegato ha una capacità di smaltimento limitata, infatti riesce a neutralizzare solo piccole quantità di alcol all'ora, perciò in risposta ad un aumento, soprattutto in poche ore, della quantità di drink, tecnicamente definito binge drinking o "abbuffata alcolica", si hanno una serie di alterazioni del metabolismo epatico
In primis si ha la Saturazione immediata, ovvero il fegato non riesce a smaltire l'eccessivo quantitativo ricevuto e, di conseguenza, l'acetaldeide (la sostanza tossica) rimane in circolo nel sangue per molte ore a concentrazioni altissime. Allo stesso tempo l'eccesso improvviso di alcol rende le pareti dell'intestino più "permeabili", lasciando passare sostanze dannose nel sangue che scatenano un'infiammazione in tutto il corpo. Infine si ha stress cellulare, ovvero le cellule subiscono un vero e proprio "attacco chimico" concentrato, che aumenta le probabilità di danni permanenti al DNA.
Tutelare la propria salute non significa rinunciare per forza alla socialità o vivere con il terrore, ma sviluppare una reale consapevolezza. Non esiste una "dose minima" di alcol del tutto priva di rischi, ma c'è una grande differenza tra il concedersi un assaggio occasionale e il sottoporre il proprio corpo a uno stress concentrato ogni fine settimana.
Il fegato lavora in silenzio per proteggerci ogni giorno: iniziare a non sovraccaricarlo nei giorni di festa è il primo passo fondamentale per prendercene cura davvero

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