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Salute d'asporto
La piramide alimentare italiana e la nuova proposta americana: due modelli a confronto
Ce ne parla il biologo Giuseppe Labianca
sabato 7 febbraio 2026
13.52
La piramide alimentare è uno strumento educativo utilizzato per rappresentare visivamente le raccomandazioni nutrizionali di una popolazione. Sebbene il principio di base sia universale, ovvero indicare quali alimenti consumare più spesso e quali con moderazione, i modelli nutrizionali riflettono contesti culturali, sociali e politici differenti.
Un confronto interessante è quello tra la piramide alimentare italiana, ispirata alla dieta mediterranea, e la recente proposta americana promossa da Robert F. Kennedy Jr., che si inserisce in un dibattito ancora in evoluzione sulla salute pubblica negli Stati Uniti.
La piramide alimentare italiana affonda le sue radici nella dieta mediterranea, riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell'umanità. Questo modello non rappresenta soltanto un insieme di indicazioni nutrizionali, ma uno stile di vita che integra alimentazione equilibrata, stagionalità dei prodotti, convivialità e attività fisica quotidiana.
La proposta americana sostenuta da Kennedy nasce invece come reazione critica al sistema alimentare industriale statunitense, accusato di favorire il consumo di alimenti ultra-processati, zuccheri aggiunti e additivi chimici. La piramide proposta promuove il ritorno a cibi semplici, poco processati e nutrienti, ponendo l'accento sulla qualità delle materie prime più che sul conteggio calorico.
Nel modello italiano, la struttura piramidale è ben definita: alla base si trovano cereali integrali, frutta, verdura, acqua e movimento quotidiano; seguono olio extravergine d'oliva, legumi, pesce e latticini in quantità moderate; al vertice sono collocati carne rossa, dolci e grassi animali, da consumare solo occasionalmente.
La proposta americana recente condivide alcuni principi con il modello mediterraneo, come la riduzione degli zuccheri semplici e degli alimenti ultra-processati, ma si distingue per una minore demonizzazione dei grassi animali e per una critica esplicita alle linee guida nutrizionali tradizionali, considerate influenzate dall'industria alimentare.
Un'altra differenza significativa riguarda l'approccio culturale, infatti la piramide italiana integra esplicitamente l'attività fisica, la socialità e il rispetto della stagionalità come elementi fondamentali della salute, mentre la proposta americana si concentra principalmente sulla riforma del sistema alimentare e sulla trasparenza degli ingredienti, lasciando in secondo piano gli aspetti sociali e comportamentali.
In conclusione, mentre la piramide alimentare italiana rappresenta un modello consolidato e scientificamente validato, la proposta americana promossa da Kennedy costituisce un tentativo recente di ripensare l'alimentazione negli Stati Uniti, avvicinandosi per alcuni aspetti ai principi della dieta mediterranea, ma mantenendo una propria identità e una forte componente politica e critica.
Un confronto interessante è quello tra la piramide alimentare italiana, ispirata alla dieta mediterranea, e la recente proposta americana promossa da Robert F. Kennedy Jr., che si inserisce in un dibattito ancora in evoluzione sulla salute pubblica negli Stati Uniti.
La piramide alimentare italiana affonda le sue radici nella dieta mediterranea, riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell'umanità. Questo modello non rappresenta soltanto un insieme di indicazioni nutrizionali, ma uno stile di vita che integra alimentazione equilibrata, stagionalità dei prodotti, convivialità e attività fisica quotidiana.
La proposta americana sostenuta da Kennedy nasce invece come reazione critica al sistema alimentare industriale statunitense, accusato di favorire il consumo di alimenti ultra-processati, zuccheri aggiunti e additivi chimici. La piramide proposta promuove il ritorno a cibi semplici, poco processati e nutrienti, ponendo l'accento sulla qualità delle materie prime più che sul conteggio calorico.
Nel modello italiano, la struttura piramidale è ben definita: alla base si trovano cereali integrali, frutta, verdura, acqua e movimento quotidiano; seguono olio extravergine d'oliva, legumi, pesce e latticini in quantità moderate; al vertice sono collocati carne rossa, dolci e grassi animali, da consumare solo occasionalmente.
La proposta americana recente condivide alcuni principi con il modello mediterraneo, come la riduzione degli zuccheri semplici e degli alimenti ultra-processati, ma si distingue per una minore demonizzazione dei grassi animali e per una critica esplicita alle linee guida nutrizionali tradizionali, considerate influenzate dall'industria alimentare.
Un'altra differenza significativa riguarda l'approccio culturale, infatti la piramide italiana integra esplicitamente l'attività fisica, la socialità e il rispetto della stagionalità come elementi fondamentali della salute, mentre la proposta americana si concentra principalmente sulla riforma del sistema alimentare e sulla trasparenza degli ingredienti, lasciando in secondo piano gli aspetti sociali e comportamentali.
In conclusione, mentre la piramide alimentare italiana rappresenta un modello consolidato e scientificamente validato, la proposta americana promossa da Kennedy costituisce un tentativo recente di ripensare l'alimentazione negli Stati Uniti, avvicinandosi per alcuni aspetti ai principi della dieta mediterranea, ma mantenendo una propria identità e una forte componente politica e critica.






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