Amianto a Trani, le associazioni: «Ordinanze ignorate minano salute e sicurezza»

Le segnalazioni di "Esposti Amianto" e "Codacons" denunciano il mancato rispetto delle norme, coperture pericolose nel centro storico e zona industriale

domenica 1 marzo 2026 8.56
A cura di Tonino Lacalamita
A Trani il problema dell'amianto continua a preoccupare cittadini, lavoratori e associazioni. Da decenni l'Associazione Esposti Amianto e rischi per la salute, con il portavoce Antonio Carrabba, e la sede locale del Codacons, guidata dall'avv. Nicola Ulisse, conducono un'opera costante di sensibilizzazione e monitoraggio dei siti contaminati, diventando punti di riferimento per chi segnala situazioni di rischio. «Non possiamo più tacere», spiegano i rappresentanti delle associazioni, «la presenza di coperture, canali di scolo, cisterne e manufatti in cemento-amianto in città rappresenta un pericolo concreto per la salute. Non solo per i residenti, ma anche per i lavoratori dei capannoni industriali che quotidianamente operano in contesti a rischio».

Negli ultimi giorni, le associazioni hanno nuovamente sollecitato le istituzioni inviando una PEC al Sindaco di Trani, all'Assessore all'Ambiente, alla Direzione Generale della ASL BAT, alla Prefetta della provincia e all'Assessora regionale all'Ambiente, richiamando l'attenzione sull'ordinanza n. 4/2020, emessa sei anni fa consultabile in allegato ancora non ottemperata. L'ordinanza riguarda una copertura in cemento-amianto in pessimo stato di manutenzione, situata nel centro storico, vicino a uffici giudiziari e alla Cattedrale, in Piazza Lambert occupata da famiglie e frequentata da turisti e cittadini.

Le associazioni denunciano la mancata manutenzione dei manufatti, obbligatoria secondo le leggi vigenti (Legge 257/92 e D.M. 6.9.1994), sostenendo che i proprietari, consapevoli dell'obbligo futuro di rimozione, hanno evitato ogni intervento preventivo, mettendo a rischio la sicurezza di chi vive e lavora vicino a questi siti. «È evidente», sottolineano, «che non si possono fare economie sulla salute dei cittadini. Questa inerzia è grave e inaccettabile». Il rischio è amplificato dai cambiamenti climatici: eventi meteorologici estremi, come la tromba d'aria del 1° ottobre scorso, hanno aggravato il degrado delle coperture, causando crolli e dispersione potenziale di fibre di amianto. Nonostante ciò, rilevano le associazioni, «alcune valutazioni ufficiali, come quelle dell'ARPA, hanno dichiarato assenza di danni ambientali, ma noi riteniamo che non siano sufficienti a garantire la sicurezza».

Nelle interviste rilasciate, Antonio Carrabba e Nicola Ulisse hanno ribadito la gravità della situazione: "Quando si parla di amianto a Trani - dicono i responsabili associativi - la questione non è solo normativa, ma anche di gestione concreta dei rischi.", la denuncia è di una chiara sottovalutazione del problema da parte delle istituzioni: «Le leggi ci sono, il Piano Regionale Amianto della Puglia è tra i migliori in Italia, ma purtroppo viene sistematicamente disapplicato. Ordinanze e controlli rimangono lettera morta, mentre i cittadini continuano a essere esposti».

Il rischio per chi lavora e per la popolazione è reale. Nei capannoni industriali della BAT, molti lavoratori entrano quotidianamente in contatto con strutture ammalorate, senza che siano state effettuate le manutenzioni previste dalla legge. "Studi nazionali su città come Casale Monferrato e Taranto - affermano - hanno dimostrato che non solo gli operai, ma anche i loro familiari possono ammalarsi di patologie asbesto-correlate, talvolta letali, a causa della dispersione di fibre nelle abitazioni o negli indumenti da lavoro. In Puglia si contano ancora centinaia di siti contaminati, con una presenza storica significativa di coperture e manufatti in cemento-amianto, molti dei quali nel nord della regione, nella BAT, restano in attesa di bonifica da decenni."

Per Carrabba e Ulisse la responsabilità non è solo delle istituzioni: «Molti proprietari sanno di dover rimuovere l'amianto, ma non effettuano le manutenzioni necessarie. È un atteggiamento miope e colpevole: si risparmiano risorse a discapito della salute pubblica, mettendo a rischio chi lavora e chi vive vicino a questi siti». Le associazioni chiedono oggi alle autorità di agire concretamente: completare il censimento e la mappatura dei siti contaminati, dare avvio a un piano serio di bonifiche e intervenire immediatamente nei siti più pericolosi. «L'amianto è un nemico invisibile», avvertono, «ma non possiamo abbassare la guardia. Ogni cittadino può fare la sua parte, segnalando situazioni di rischio, perché la tutela della salute è responsabilità di tutti».

I responsabili associativi segnalano di aver inviato lo scorso 4 febbraio una pec al Sindaco, all'Assessore all'Ambiente, alla Direzione Generale della ASL BAT, alla Prefetta e all'Assessora regionale all'Ambiente, richiedendo interventi immediati nei siti più pericolosi, il completamento del censimento e della mappatura dei siti contaminati e l'avvio di un piano serio di bonifiche, perchè sono ancora numerosi e insufficientemente monitorati.

Negli ultimi trent'anni, nella provincia di Barletta‑Andria‑Trani sono stati registrati 135 casi di mesotelioma, la malattia più tipicamente legata all'esposizione all'amianto, un dato che mette in evidenza quanto il rischio non sia solo teorico, ma concreto e presente sul territorio. Nonostante la provincia non abbia mai ospitato grandi poli industriali come Bari o Taranto, la presenza di coperture, tettoie e manufatti in cemento‑amianto non bonificati continua a rappresentare una minaccia silenziosa per lavoratori, residenti e visitatori.

Le autorità regionali e locali hanno messo in piedi strumenti normativi e piani specifici, come il Piano Regionale Amianto, ma il censimento e la mappatura dei siti contaminati nella BAT non risultano ancora completati. In molte aree industriali e anche nel centro storico di Trani, i manufatti ammalorati restano senza manutenzione, creando una sorta di "bomba a orologeria" silenziosa, pronta a trasformarsi in rischio reale per chi vive o lavora accanto a questi siti.

In questo contesto, le associazioni di volontariato ribadiscono la loro disponibilità a collaborare per completare censimenti e mappature, ma chiedono interventi concreti e urgenti per rimuovere le coperture ammalorate, garantendo così la sicurezza dei cittadini e dei lavorator, denunciando con forza l'urgenza di interventi concreti, perché ogni giorno di ritardo significa potenzialmente un'esposizione in più a un materiale che non lascia scampo: l'amianto è invisibile, ma i suoi effetti possono manifestarsi anche dopo decenni. Antonio Carrabba e Nicola Ulisse concludono con un appello chiaro: «L'amianto è un problema di tutti. La vigilanza deve restare alta e le istituzioni devono agire con responsabilità, perché ogni giorno di ritardo può tradursi in un rischio sanitario reale per la nostra comunità».
TRANI Amianto Piazza Lambert JPEG © Tonino Lacalamita
Trani Piazza Lambert Amianto JPG © Tonino Lacalamita
Trani Piazza Lambert Amianto JPG © Tonino Lacalamita
Trani Piazza Lambert Amianto JPG © Tonino Lacalamita
Trani Piazza Lambert Amianto JPG © Tonino Lacalamita
Via Papa Giovanni e Via Barletta Amianto JPG © Tonino Lacalamita
Via Papa Giovanni e Via Barletta Amianto JPG © Tonino Lacalamita
Snapshot JPG © Tonino Lacalamita
Comune di Trani - Ordinanza Piazza Lambert (Trani)Comune di Trani - Ordinanza Piazza Lambert (Trani)