Amianto in piazza Lambert, la denuncia delle associazioni: «Residenti ostaggio dell'incuria, la salute va tutelata subito»
Oikos Trani, Associazione Esposti Amianto e rischi per la salute e Codacons puntano il dito contro i proprietari degli immobili con coperture degradate
sabato 4 luglio 2026
11.44
Di seguito la nota a firma di Associazione Cittadinanza Attiva Oikos Trani Aps e Associazione Esposti Amianto e rischi per la salute, Antonio Carrabba e Codacons, sede locale di Trani, Avv. Nicola Ulisse.
Irresponsabili e incivili, purtroppo non c'è un termine peggiore, è quello adatto per definire i proprietari di tutti gli immobili che a distanza di oltre 34 anni dall'entrata in vigore della legge 257/92 sull'amianto, continuano con tracotanza a ignorarne l'esistenza pur nella consapevolezza del grave stato di conservazione dei manufatti che liberano fibre cancerogene.
Kafkiana, invece, la situazione di alcuni residenti nelle vicinanze di piazza Lambert. Non sembri esagerato il richiamo letterario, ma in realtà essi si ritrovano inermi e increduli di fronte ai rischi per la salute, ai disagi per dover rinunciare all'apertura di finestre e balconi nonostante le alte temperature del periodo, alle difficoltà concrete di non poter abbandonare o solo cambiare casa avendone solo una, magari acquistata con sacrifici di anni e in alcuni casi ancora in corso. La loro non è resilienza perché in questo caso sarebbe fuori luogo! La loro, invece, è abdicazione: cioè sfiducia e rinuncia consapevoli per non riuscire a incidere in situazioni di estrema gravità e frustrazione nel vedere, di fatto, ancora non tutelato il loro diritto alla salute.
Sono situazioni MAI tollerabili, tanto meno dopo i tardivi sopralluoghi (di ASL e ARPA), i relativi verbali morbidi ancora più tardivi, le improprie ordinanze di dirigenti ingenui (?!?), piuttosto che della massima autorità comunale in presenza di motivi di urgenza e contingibilità, il mancato adempimento della proprietà a provvedere alla bonifica, forse nella consapevolezza che quell'ordinanza dirigenziale poteva essere trascurata senza conseguenze, la trascuratezza o ingiustificata tolleranza dei presidi Istituzionali, tutti, tenuti a far rispettare le leggi dello Stato, in tema di bonifiche, salvaguardia della salute, dell'ambiente.
Per i proprietari un comportamento come affermato in premessa INCIVILE, deprecabile, che non porta rispetto finanche al loro antenato che evidentemente ha meritato per qualche motivo di essere ricordato nella toponomastica della città. VERGOGNOSO per il solo fatto di pretendere di mantenere la proprietà di un immobile, sì diritto legittimo, ma non in danno della salute dei cittadini.
Non vogliamo scaricare il peso e la responsabilità di situazioni del passato sul nuovo Sindaco, preso dall'esigenza improcrastinabile di calarsi nel nuovo ruolo, ma riteniamo non rinviabile un richiamo ai collaboratori del Comune, fermo, severo, intelleggibile, al rispetto dei diritti e dei doveri dei cittadini che alimentano la fiducia e la credibilità verso le Istituzioni.
Irresponsabili e incivili, purtroppo non c'è un termine peggiore, è quello adatto per definire i proprietari di tutti gli immobili che a distanza di oltre 34 anni dall'entrata in vigore della legge 257/92 sull'amianto, continuano con tracotanza a ignorarne l'esistenza pur nella consapevolezza del grave stato di conservazione dei manufatti che liberano fibre cancerogene.
Kafkiana, invece, la situazione di alcuni residenti nelle vicinanze di piazza Lambert. Non sembri esagerato il richiamo letterario, ma in realtà essi si ritrovano inermi e increduli di fronte ai rischi per la salute, ai disagi per dover rinunciare all'apertura di finestre e balconi nonostante le alte temperature del periodo, alle difficoltà concrete di non poter abbandonare o solo cambiare casa avendone solo una, magari acquistata con sacrifici di anni e in alcuni casi ancora in corso. La loro non è resilienza perché in questo caso sarebbe fuori luogo! La loro, invece, è abdicazione: cioè sfiducia e rinuncia consapevoli per non riuscire a incidere in situazioni di estrema gravità e frustrazione nel vedere, di fatto, ancora non tutelato il loro diritto alla salute.
Sono situazioni MAI tollerabili, tanto meno dopo i tardivi sopralluoghi (di ASL e ARPA), i relativi verbali morbidi ancora più tardivi, le improprie ordinanze di dirigenti ingenui (?!?), piuttosto che della massima autorità comunale in presenza di motivi di urgenza e contingibilità, il mancato adempimento della proprietà a provvedere alla bonifica, forse nella consapevolezza che quell'ordinanza dirigenziale poteva essere trascurata senza conseguenze, la trascuratezza o ingiustificata tolleranza dei presidi Istituzionali, tutti, tenuti a far rispettare le leggi dello Stato, in tema di bonifiche, salvaguardia della salute, dell'ambiente.
Per i proprietari un comportamento come affermato in premessa INCIVILE, deprecabile, che non porta rispetto finanche al loro antenato che evidentemente ha meritato per qualche motivo di essere ricordato nella toponomastica della città. VERGOGNOSO per il solo fatto di pretendere di mantenere la proprietà di un immobile, sì diritto legittimo, ma non in danno della salute dei cittadini.
Non vogliamo scaricare il peso e la responsabilità di situazioni del passato sul nuovo Sindaco, preso dall'esigenza improcrastinabile di calarsi nel nuovo ruolo, ma riteniamo non rinviabile un richiamo ai collaboratori del Comune, fermo, severo, intelleggibile, al rispetto dei diritti e dei doveri dei cittadini che alimentano la fiducia e la credibilità verso le Istituzioni.