Bilancio del Comune di Trani: l'avv.Maria Grazia Cinquepalmi svela la grande bugia degli 11 milioni

La candidata della Lista "Guarriello Sindaco" smonta lo slogan del buco ereditata: «Trani non era in rosso. Quel disavanzo è stato creato a tavolino per giustificare tasse e immobilismo. Ecco le prove.»

domenica 10 maggio 2026 11.17
Per un decennio, l'amministrazione uscente ha utilizzato lo spauracchio degli "11 milioni di debiti ereditati" come uno scudo per giustificare ogni mancanza, ogni aumento di tassazione e ogni promessa non mantenuta. Ci hanno raccontato di aver trovato i cassetti vuoti, di aver salvato Trani dal baratro. Ma era davvero così o è stata la più grande operazione di propaganda contabile della storia cittadina? Oggi, a pochi giorni dal voto del 24 e 25 maggio, l'avvocato Maria Grazia Cinquepalmi, candidata nella lista "Guarriello Sindaco", rompe il silenzio dei numeri. Con la precisione tecnica che l'ha distinta in 11 anni di battaglie e studio degli atti, la Cinquepalmi dimostra — documenti alla mano — che quel "buco" non è mai esistito come debito reale, ma è stato un artificio tecnico, una scelta deliberata della Giunta Bottaro per riscrivere la storia finanziaria di Trani a proprio uso e consumo: «La buona amministrazione si fa con la trasparenza, non con gli slogan» è il cuore del comunicato stampa dell' avv. Maria Grazia Cinquepalmi.
Il comunicato stampa dell'Avv. Maria Grazia Cinquepalmi
BILANCIO COMUNALE, LA VERITÀ OLTRE GLI SLOGAN
Per anni abbiamo sentito parlare di un "buco di 11 milioni" ereditato dal passato. È arrivato il momento di spiegare ai cittadini, in parole semplici, cosa dicono davvero i documenti ufficiali e perché quella cifra non è un debito "trovato nei cassetti", ma il frutto di una scelta tecnica, per adeguarsi a quanto disposto dal decreto legislativo sulla contabilità degli enti pubblici.
1. Il punto di partenza: Trani non era in rosso. Al 31 dicembre 2014, il Comune di Trani non aveva alcun disavanzo. Anzi, i conti si erano chiusi con un avanzo di circa 5 milioni di euro. Questo dato non è un'opinione, ma è certificato ufficiale con delibera n. 43 del 22 luglio 2015. In sostanza: c'erano più soldi di quelli necessari a coprire le spese.
2. Cosa è cambiato nel 2015? (Il "riaccertamento"). Nel 2015 sono cambiate le leggi sulla contabilità per tutti i Comuni d'Italia. È stato chiesto a ogni amministrazione di fare una "pulizia dei residui", ovvero una revisione di crediti e debiti accumulati negli anni. In quel momento, il Comune di Trani aveva: Le due cifre quasi si compensavano. Non c'era alcun allarme finanziario.
3. La scelta che ha creato il "disavanzo". La nuova amministrazione, nell'agosto 2015, ha preso una decisione puramente tecnica: Togliendo i crediti e lasciando i debiti, è "apparso" un segno meno di circa 11 milioni. Questo numero viene definito dalla legge "disavanzo tecnico", con possibilità di coprirlo in 30 anni, mettendo da parte 330mila euro l'anno in ogni bilancio.
4. La prova del nove: Dov'è finito il piano di rientro? Se quegli 11 milioni fossero stati un vero debito fuori controllo, il Comune avrebbe dovuto mettere da parte ogni anno circa 330 mila euro per trent'anni per coprire il buco. Ebbene, la realtà è sotto gli occhi di tutti: nei bilanci non troviamo più quei 330 mila euro che avrebbero dovuto coprire quella perdita.
Non solo: non risulta se e quando ci sia stato l'azzeramento di quel debito. Se il debito fosse stato reale, oggi ci sarebbe ancora quel sacrificio finanziario annuale. Se non c'è, è perché quel debito esisteva solo sulla carta.
CONCLUSIONE Dire che nel 2015 sono stati "trovati" 11 milioni di debiti nascosti è falso. I cittadini meritano chiarezza. La buona amministrazione si fa con la trasparenza: quello che io ho cercato di fare con voi per 11 anni, raccontandovi la realtà dei fatti e mettendovi al corrente di situazioni che nessuno di voi avrebbe mai saputo.
Avv. Maria Grazia Cinquepalmi (Candidata al Consiglio Comunale – Lista "Guarriello Sindaco")