Bisogna ancora votare e già si "preservano" le poltrone
Da un consigliere di maggioranza la proposta di prolungare di un anno la durata del Cda di Amet
venerdì 17 luglio 2020
6.18
Ancora dobbiamo votare, ancora dobbiamo capire chi sarà eletto e chi no, sia come sindaco, sia come consiglieri e già "monta" quel desiderio irrefrenabile di preservare lo status quo, senza però una prospettiva certa. Sembrano ispirarsi all'attuale tormentone estivo di Alessandra Amoroso... "Ho voglia di...". Ovviamente poltrone.
La notizia è trapelata da una nostra fonte attendibile e siamo in grado di "girarla" ai nostri lettori. Nei giorni scorsi un consigliere dell'attuale maggioranza avrebbe preparato, steso e fatto circolare un documento in cui si chiedeva che fosse raggiunto un accordo per prolungare di un anno la durata del Cda di Amet, che invece dovrebbe esaurirsi con la chiusura del mandato dell'attuale amministrazione.
La proposta avrebbe però subito trovato lo "stop" del primo partito di maggioranza, il PD, senza che il volenteroso emissario del consigliere "mittente", terminasse il giro degli altri partiti. Molte infatti le perplessità sollevate in seno al Partito Democratico come ad esempio l'incertezza oggettiva sulla rielezione dei consiglieri in capo ai quali si troverebbe lo stesso CDA. Tutto questo senza una prospettiva sul futuro, senza programmi su chi debba rispondere a chi, con quali linee guida, se è con quali "allineamenti" tra linea politica e linea "industriale" nel mare Magnum del mercato e della concorrenza. Il retroscena che vi abbiamo raccontato non è fine a se stesso ma, come sempre funzionale per farvi capire una situazione in atto, una tendenza latente.
Insomma nell'attuale maggioranza c'è chi, senza nemmeno aspettare l'esito del voto, vorrebbe già portarsi avanti col lavoro. Un segnale che ci fa capire come, all'indomani del voto stesso, chi sarà eletto si ritroverà sempre con il solito nodo "Frau": poltrone comode e in pelle da preservare.
La notizia è trapelata da una nostra fonte attendibile e siamo in grado di "girarla" ai nostri lettori. Nei giorni scorsi un consigliere dell'attuale maggioranza avrebbe preparato, steso e fatto circolare un documento in cui si chiedeva che fosse raggiunto un accordo per prolungare di un anno la durata del Cda di Amet, che invece dovrebbe esaurirsi con la chiusura del mandato dell'attuale amministrazione.
La proposta avrebbe però subito trovato lo "stop" del primo partito di maggioranza, il PD, senza che il volenteroso emissario del consigliere "mittente", terminasse il giro degli altri partiti. Molte infatti le perplessità sollevate in seno al Partito Democratico come ad esempio l'incertezza oggettiva sulla rielezione dei consiglieri in capo ai quali si troverebbe lo stesso CDA. Tutto questo senza una prospettiva sul futuro, senza programmi su chi debba rispondere a chi, con quali linee guida, se è con quali "allineamenti" tra linea politica e linea "industriale" nel mare Magnum del mercato e della concorrenza. Il retroscena che vi abbiamo raccontato non è fine a se stesso ma, come sempre funzionale per farvi capire una situazione in atto, una tendenza latente.
Insomma nell'attuale maggioranza c'è chi, senza nemmeno aspettare l'esito del voto, vorrebbe già portarsi avanti col lavoro. Un segnale che ci fa capire come, all'indomani del voto stesso, chi sarà eletto si ritroverà sempre con il solito nodo "Frau": poltrone comode e in pelle da preservare.