Carcere: Pastore difende la "vigilanza dinamica"
Il consigliere regionale: «Gli errori di uno non inficino un intero provvedimento»
martedì 16 settembre 2014
7.18
«Quanto accaduto nel carcere di Trani è un episodio sul quale c'è poco da dire, ma sulla polemica, che l'aggressione ai due agenti di polizia penitenziaria ha provocato, evidentemente, c'è qualcosa da aggiungere». Con queste parole il consigliere regionale Franco Pastore (gruppo Misto-Psi) è intervenuto sull'increscioso episodio avvenuto nella tarda serata di sabato 13.
«L' aggressione – ha affermato Pastore - avvenuta ai danni di due agenti di Polizia Penitenziaria, tende a mettere in dubbio la bontà di una misura quale la vigilanza dinamica».
Il consigliere ha ritenuto, così, opportuno difendere il sistema della vigilanza penitenziaria contro la quale si è scagliata l'opinione pubblica. Il Dipartimento di amministrazione penitenziaria, come disposto dalla Corte Europea, ha stabilito la presenza, nelle carceri, di un padiglione all'interno del quale, per un massimo di otto ore al giorno, le porte delle celle devono restare aperte. «Certo questo – ha chiarito Pastore - non è previsto per tutti, ma "per i detenuti a media e bassa pericolosità", con lo scopo di offrire maggiori opportunità, iniziative e percorsi che rendano la pena non solo punitiva ma anche riabilitativa».
«Qualcosa – ha concluso il consigliere regionale - non ha funzionato a Trani, ci sono delle responsabilità e certo è da recriminare l'autore dell'aggressione il quale, probabilmente, non merita di godere dei privilegi della "vigilanza dinamica". Ma questo non deve negarla ad altri detenuti che, prima o poi, dal carcere usciranno e, a quel punto, è meglio per tutti che siano persone migliori e che non tornino a delinquere».
«L' aggressione – ha affermato Pastore - avvenuta ai danni di due agenti di Polizia Penitenziaria, tende a mettere in dubbio la bontà di una misura quale la vigilanza dinamica».
Il consigliere ha ritenuto, così, opportuno difendere il sistema della vigilanza penitenziaria contro la quale si è scagliata l'opinione pubblica. Il Dipartimento di amministrazione penitenziaria, come disposto dalla Corte Europea, ha stabilito la presenza, nelle carceri, di un padiglione all'interno del quale, per un massimo di otto ore al giorno, le porte delle celle devono restare aperte. «Certo questo – ha chiarito Pastore - non è previsto per tutti, ma "per i detenuti a media e bassa pericolosità", con lo scopo di offrire maggiori opportunità, iniziative e percorsi che rendano la pena non solo punitiva ma anche riabilitativa».
«Qualcosa – ha concluso il consigliere regionale - non ha funzionato a Trani, ci sono delle responsabilità e certo è da recriminare l'autore dell'aggressione il quale, probabilmente, non merita di godere dei privilegi della "vigilanza dinamica". Ma questo non deve negarla ad altri detenuti che, prima o poi, dal carcere usciranno e, a quel punto, è meglio per tutti che siano persone migliori e che non tornino a delinquere».