Caso Buzzi Unicem, stop alle emissioni: una minaccia per la salute che da Barletta tocca anche Trani e l'intero comprensorio
Provincia e Comune bloccano l'impianto dopo l'ennesimo incidente. L'inquinamento dell'aria non ha confini fisici: coinvolte anche l'ASL e la Procura di Trani
L'inquinamento atmosferico, infatti, non è un fenomeno locale, non possiede un confine amministrativo né una limitazione fisica: i fumi, le polveri e le esalazioni disperse nell'aria viaggiano seguendo le correnti e i venti, rendendo la tutela dell'aria una responsabilità e un interesse collettivo di tutte le comunità costiere e dell'entroterra. Proprio in quest'ottica di massima allerta per la salute pubblica, nel giro di 24 ore si è attivata una vera e propria barriera istituzionale per fermare la produzione del cementificio, muovendo l'asse politico e giudiziario tra Barletta, l'ARPA, la Prefettura e la Procura della Repubblica di Trani.
Il punto di svolta: l'ordinanza di chiusura del Sindaco Cannito
A stretto giro dalla diffida provinciale, nella mattinata di giovedì 25 giugno 2026, il sindaco di Barletta, Cosimo Cannito, ha firmato un'ordinanza drastica che dispone la sospensione immediata delle attività dell'impianto di cottura clinker dello stabilimento Buzzi Unicem. Il primo cittadino ha deciso di intervenire a tutela e salvaguardia della salute pubblica dopo l'ennesimo grave episodio dello scorso 19 giugno, caratterizzato dalla fuoriuscita di fumi, polveri e forti emissioni odorigene dal camino principale. Un evento tutt'altro che isolato: si tratta infatti del diciassettesimo episodio analogo registrato a partire dal febbraio 2025.
La decisione di Cannito è maturata soprattutto in considerazione del fatto che lo stabilimento ha continuato la sua produzione nonostante le criticità emerse e l'impossibilità oggettiva di stabilire l'insalubrità o meno delle emissioni sprigionate negli ultimi giorni a causa del blackout dei sistemi di controllo. Il sindaco ha specificato di non aver potuto firmare prima il provvedimento poiché era necessario attendere i dati e le evidenze scientifiche ufficiali.
Oltre a ringraziare pubblicamente i cittadini, i consiglieri comunali e le associazioni ambientaliste da sempre sensibili al tema delle aziende insalubri, Cannito ha annunciato di aver formalmente coinvolto l'ASL BAT per avviare una fattiva collaborazione tra le istituzioni sanitarie e gli enti locali. L'ordinanza impone alla Buzzi Unicem l'invio immediato di tutta la documentazione chiarificatrice su quanto accaduto il 19 giugno ed è stata trasmessa per conoscenza anche alla Prefettura BAT e alla Procura della Repubblica di Trani.
L'atto precedente: la diffida della Provincia BAT del 24 giugno
L'ordinanza sindacale si inserisce nel solco tracciato appena il giorno prima dalla Provincia. Di seguito si rilascia la pubblicazione integrale del comunicato emesso dall'ente provinciale il 24 giugno 2026:
BAT. STABILIMENTO BUZZI UNICEM, LODISPOTO: "COMINCIATO PROVVEDIMENTO DI DIFFIDA. SOCIETÀ ADEMPIA A PRESCRIZIONI, CRITICITÀ STRUTTURALI"
Nota del Presidente della Provincia di Barletta-Andria-Trani, Bernardo Lodispoto.
Occhi puntati sul territorio: Trani e il comprensorio non possono abbassare la guardia"La Provincia di Barletta-Andria-Trani è intervenuta con estrema tempestività e fermezza a seguito degli ultimi incendi avvenuti nello stabilimento Buzzi Unicem di Barletta: abbiamo emanato oggi un provvedimento di diffida per garantire la massima tutela dell'ambiente e della salute pubblica. L'ultimo incidente, causato da un guasto elettrico che ha determinato sia l'emissione incontrollata di polveri sia l'oscuramento dei sistemi di monitoraggio per circa novanta minuti, non è stato considerato dall'amministrazione come un episodio isolato, ma come il segnale di una possibile criticità strutturale dell'impianto, data la ricorrenza di simili anomalie già nel recente passato. Con questo atto formale, la Provincia ha imposto alla società il divieto assoluto di riavviare la produzione di clinker senza aver prima rimosso le cause del malfunzionamento e aver ottenuto collaudi positivi certificati da Arpa Puglia. Tra le prescrizioni più urgenti figurano l'installazione di sistemi di continuità elettrica per evitare nuovi blackout dei monitoraggi e la presentazione di una relazione tecnica che quantifichi l'impatto delle emissioni disperse durante il guasto. Sottolineo che lo stop dell'impianto deve essere utile per un ripristino totale della conformità normativa, avvertendo che qualsiasi ulteriore inadempienza comporterà l'immediata sospensione dell'autorizzazione ambientale e l'applicazione di pesanti sanzioni penali e amministrative".
L'evoluzione della vicenda sarà seguita con estrema attenzione nelle prossime settimane da parte di tutte le istituzioni e della cittadinanza. La città di Trani si trova a pochissimi chilometri in linea d'aria da questo polo industriale: una vicinanza geografica così netta che trasforma una questione apparentemente confinata all'area di Barletta in un problema ambientale prioritario e comune, che non può in alcun modo essere sottovalutato o declassato a fenomeno locale. I diciassette episodi di anomalie registrati in poco più di un anno impongono un monitoraggio costante e stringente. Con il blocco dell'impianto, il coinvolgimento dell'ASL BAT e l'invio degli atti alla Procura della Repubblica di Trani, si apre ora una fase di accertamenti tecnici e giudiziari decisivi. L'auspicio e l'obiettivo comune di tutto il comprensorio restano la totale trasparenza sui dati e l'assoluta garanzia che il diritto alla salute e alla qualità dell'aria venga preservato, senza deroghe, per tutti gli abitanti del territorio della BAT.