Il 118 per animali non è un'utopia, ecco la proposta di De Toma
Dopo la petizione online, il consigliere di Fi spiega cosa si può fare
mercoledì 28 ottobre 2015
9.00
Sono 691, per ora, i sostenitori della petizione online avviata nei giorni scorsi dall'associazione tranese "Il collarino rosso". Da sempre impegnata nel contrastare fenomeni come il randagismo e l'abbandono di animali, con l'aiuto di alcuni soci volontari, l'associazione offre la possibilità di custodire in casa i randagi bisognosi, dona loro pasti ed ogni tipo di cure. Oggi, ormai, le spese veterinarie per gli interventi a cui sono sottoposti gli amici a quattro zampe sono insostenibili. È per questa ragione che "Il collarino rosso", attraverso la petizione online, chiede un aiuto alle istituzioni. La richiesta è molto semplice: istituire un pronto soccorso che sia disponibile 24 ore su 24. Un'idea, questa, non proprio dell'ultima ora.
La petizione non è passata inosservata e la disponibilità dell'associazione è stata subito accolta di buon grado dal consigliere di Forza Italia, Pasquale De Toma. Durante l'amministrazione Riserbato, infatti, pur non avendo una delega specifica in merito, De Toma aveva proposto alle associazioni locali di istituire un 118 "virtuale". La stessa idea è stata riportata alla luce durante il secondo Consiglio comunale del 27 agosto 2015. Ecco di cosa si tratta. Cosa succede, attualmente, se un cittadino si imbatte in un animale ferito? Per prima cosa, deve telefonare ai vigili urbani, di giorno, o a polizia e carabinieri, di notte. Si avvia, in seguito, un infinito giro di telefonate. Alla fine, l'associazione locale disponibile si rivolge al proprio veterinario di fiducia che, dopo aver controllato l'eventuale presenza di un microchip, decide il da farsi.
Questa procedura, secondo il consigliere di opposizione durante l'attuale governo di centrosinistra, non solo è molto lunga e dispendiosa, ma determina, il più delle volte, il monopolio di un'associazione rispetto ad un'altra e il prevalere di alcuni veterinari su altri. Da qui la proposta di De Toma. «La mia proposta è realizzare, tramite un avviso pubblico, una short list con l'elenco di tutti i veterinari disponibili con una tariffa trasparente e, soprattutto, muniti di tutti i macchinari per gli interventi di primo soccorso», spiega il consigliere. «Di conseguenza, in caso di necessità, la Asl saprebbe immediatamente a chi rivolgersi».
Per il consigliere, la nuova procedura renderebbe tutto più limpido e lineare, garantendo anche un notevole risparmio. Stipulare l'elenco di tutti i veterinari, infine, sarebbe un compito del Comune. Del resto, secondo una nota della Regione Puglia, è compito delle amministrazioni locali provvedere agli interventi di primo soccorso per gli animali randagi.
La petizione non è passata inosservata e la disponibilità dell'associazione è stata subito accolta di buon grado dal consigliere di Forza Italia, Pasquale De Toma. Durante l'amministrazione Riserbato, infatti, pur non avendo una delega specifica in merito, De Toma aveva proposto alle associazioni locali di istituire un 118 "virtuale". La stessa idea è stata riportata alla luce durante il secondo Consiglio comunale del 27 agosto 2015. Ecco di cosa si tratta. Cosa succede, attualmente, se un cittadino si imbatte in un animale ferito? Per prima cosa, deve telefonare ai vigili urbani, di giorno, o a polizia e carabinieri, di notte. Si avvia, in seguito, un infinito giro di telefonate. Alla fine, l'associazione locale disponibile si rivolge al proprio veterinario di fiducia che, dopo aver controllato l'eventuale presenza di un microchip, decide il da farsi.
Questa procedura, secondo il consigliere di opposizione durante l'attuale governo di centrosinistra, non solo è molto lunga e dispendiosa, ma determina, il più delle volte, il monopolio di un'associazione rispetto ad un'altra e il prevalere di alcuni veterinari su altri. Da qui la proposta di De Toma. «La mia proposta è realizzare, tramite un avviso pubblico, una short list con l'elenco di tutti i veterinari disponibili con una tariffa trasparente e, soprattutto, muniti di tutti i macchinari per gli interventi di primo soccorso», spiega il consigliere. «Di conseguenza, in caso di necessità, la Asl saprebbe immediatamente a chi rivolgersi».
Per il consigliere, la nuova procedura renderebbe tutto più limpido e lineare, garantendo anche un notevole risparmio. Stipulare l'elenco di tutti i veterinari, infine, sarebbe un compito del Comune. Del resto, secondo una nota della Regione Puglia, è compito delle amministrazioni locali provvedere agli interventi di primo soccorso per gli animali randagi.