Nessuna ricapitalizzazione dell'Amiu, Trani #aCapo contro l'amministrazione comunale
Antonio Procacci: «Il primo cittadino dia subito le dimissioni»
mercoledì 30 marzo 2016
12.25
A 24 ore dal Consiglio comunale non c'è traccia del punto sulla ricapitalizzazione dell'Amiu. Domani, infatti, non si discuterà di un punto che doveva essere in programma già da giorni, perché vincolato a una scadenza (di tre mesi) fissata dallo stesso Consiglio comunale il 28 dicembre scorso. Per il movimento Trani#aCapo c'è l'evidente volontá, da parte dell'amministrazione, di non ottemperare ad un mandato del Consiglio comunale.
«Si tratta - ha spiegato Antonio Procacci, portavoce del movimento - di una situazione che diventa sempre piú grave perché l'amministratore e il presidente del collegio sindacale di Amiu avevano dichiarato, nel verbale di assemblea del 30 dicembre, che qualora entro 90 giorni non fosse avvenuta la ricapitalizzazione, loro avrebbero portato i libri in tribunale. Questo significa - chiarisce - che domani mattina l'amministratore di Amiu potrebbe andare in tribunale a consegnare i libri di Amiu, sancendo, di fatto, il fallimento dell'azienda. Un fatto gravissimo per cittadini e lavoratori. La città deve prendere coscienza di quello che l'amministrazione ha combinato e, ancora una volta, non possiamo che chiedere le dimissioni del sindaco di fronte ad una situazione del genere». Per Antonio Procacci, il primo cittadino «è stato incapace di affrontare una situazione grave, ma che poteva essere risolta se affrontata nei tempi giusti».
A chiarire la situazione ci pensa anche la consigliera Maria Grazia Cinquepalmi. «Per la ricapitalizzazione - spiega - occorrono 4 milioni e 700mila euro, ma nessuno ha detto da dove recuperare questi fondi. L'Amiu chiede sempre, ma non dà mai nulla. Abbiamo chiesto che venissero intraprese azioni di responsabilità da parte di chi ha causato il disastro economico e ambientale. Ad oggi non si sa nulla e a farne le spese - sostiene - sono i cittadini. La messa in sicurezza della discarica richiede una spesa di 20 milioni. La situazione, però, è poco chiara. Abbiamo proposto che l'Amiu venga messa in liquidazione perché il Comune non può permettersi 4milioni e 700mila euro. Non è una società che può essere recuperata. Per garantire i lavoratori - conclude - si può intraprendere un percorso condiviso con l'Aro».
Intanto, non resta da chiedersi cosa succederà domani in Consiglio comunale. «Non vorrei che - ha ipotizzato Aldo Procacci - la maggioranza non si presenti e il punto sulla ricapitalizzazione dell'Amiu sará aggiunto così in seconda convocazione. Un'inerzia totale. Noi, però, ci saremo».
«Si tratta - ha spiegato Antonio Procacci, portavoce del movimento - di una situazione che diventa sempre piú grave perché l'amministratore e il presidente del collegio sindacale di Amiu avevano dichiarato, nel verbale di assemblea del 30 dicembre, che qualora entro 90 giorni non fosse avvenuta la ricapitalizzazione, loro avrebbero portato i libri in tribunale. Questo significa - chiarisce - che domani mattina l'amministratore di Amiu potrebbe andare in tribunale a consegnare i libri di Amiu, sancendo, di fatto, il fallimento dell'azienda. Un fatto gravissimo per cittadini e lavoratori. La città deve prendere coscienza di quello che l'amministrazione ha combinato e, ancora una volta, non possiamo che chiedere le dimissioni del sindaco di fronte ad una situazione del genere». Per Antonio Procacci, il primo cittadino «è stato incapace di affrontare una situazione grave, ma che poteva essere risolta se affrontata nei tempi giusti».
A chiarire la situazione ci pensa anche la consigliera Maria Grazia Cinquepalmi. «Per la ricapitalizzazione - spiega - occorrono 4 milioni e 700mila euro, ma nessuno ha detto da dove recuperare questi fondi. L'Amiu chiede sempre, ma non dà mai nulla. Abbiamo chiesto che venissero intraprese azioni di responsabilità da parte di chi ha causato il disastro economico e ambientale. Ad oggi non si sa nulla e a farne le spese - sostiene - sono i cittadini. La messa in sicurezza della discarica richiede una spesa di 20 milioni. La situazione, però, è poco chiara. Abbiamo proposto che l'Amiu venga messa in liquidazione perché il Comune non può permettersi 4milioni e 700mila euro. Non è una società che può essere recuperata. Per garantire i lavoratori - conclude - si può intraprendere un percorso condiviso con l'Aro».
Intanto, non resta da chiedersi cosa succederà domani in Consiglio comunale. «Non vorrei che - ha ipotizzato Aldo Procacci - la maggioranza non si presenti e il punto sulla ricapitalizzazione dell'Amiu sará aggiunto così in seconda convocazione. Un'inerzia totale. Noi, però, ci saremo».