L'ultimo 25 aprile di Amedeo Bottaro: il congedo di un Sindaco tra bilanci, scuse e orgoglio ateniese

Il congedo del Sindaco: tra le parole di Pertini e il ringraziamento alla città, Amedeo Bottaro chiude il suo lungo mandato nel segno della libertà e della giustizia sociale

sabato 25 aprile 2026 19.51
Ci sono momenti che segnano la fine di un'epoca e il 25 aprile 2026, per Trani, rimarrà impresso come il giorno dei saluti. Nella cornice solenne della Villa Comunale, tra il tricolore e le note del Piave, Amedeo Bottaro ha pronunciato il suo ultimo discorso pubblico da Primo Cittadino. Non è stata una celebrazione come le altre: è stato il "testamento politico" di un uomo che ha guidato la città per undici anni, attraversando tempeste epocali e trasformazioni profonde. Con un post affidato ai social poco dopo la cerimonia, Bottaro ha scelto di spogliarsi della fascia tricolore per parlare direttamente al cuore dei tranesi, chiudendo un ciclo iniziato nel 2015 con un mix di commozione istituzionale e orgoglio amministrativo.

L'analisi del testo: tra Pertini e il "Giuramento di Atene" - Il messaggio di Bottaro è costruito su una struttura narrativa classica ma potente, che si snoda attraverso tre pilastri: la memoria, la gratitudine e la responsabilità. La narrazione politica: un'eredità pesante per il "dopo" - Politicamente, questo discorso è molto più di un saluto: è un posizionamento strategico. Bottaro non se ne va da "dimissionario", ma da leader che ha completato un percorso. Ricordando le difficoltà del Covid e lo stato della città nel 2015, il Sindaco blinda la sua narrazione: la Trani che lascia è, nella sua visione, una città più solida e con una prospettiva di lungo periodo. Il passaggio in cui "affida l'impegno a chi verrà dopo" è un chiaro messaggio politico alla sua coalizione e agli elettori: la sfida ora è non disperdere il lavoro fatto. Con questo post, Bottaro esce di scena dalla porta principale, trasformando il suo addio in un trampolino per il futuro (che sia regionale o nazionale) e ponendo un'asticella altissima per chiunque ambisca a succedergli. Non è solo un saluto, è la certificazione di una leadership che ha segnato un decennio e che, anche da domani, continuerà a pesare come termine di paragone per la politica locale.

In villa abbiamo rinnovato la celebrazione della Festa della Liberazione, una ricorrenza che appartiene alla nostra storia più profonda e alla nostra identità di popolo libero e democratico. Nel mio intervento ho ricordato le parole del mai dimenticato presidente Sandro Pertini: "La libertà senza giustizia sociale è una conquista vana". La libertà è un impegno quotidiano per costruire una società più giusta, più equa, più solidale. Non è mai definitiva, non è un bene acquisito per sempre. Va custodita, alimentata, difesa con le scelte di ogni giorno. E questo vale anche per la nostra comunità. La cerimonia odierna, per me, ha assunto un significato ancora più profondo. E' stato il mio ultimo discorso pubblico da sindaco. Sono stati undici anni intensi, complessi, fatti di scelte, responsabilità, ma soprattutto di relazioni umane, di impegno quotidiano. Ricordo bene com'era la nostra città all'inizio di questo percorso. Una città con grandi potenzialità, ma anche con difficoltà evidenti, con bisogni urgenti e sfide importanti.

In questi anni abbiamo lavorato per migliorarla quanto più possibile e per darle una prospettiva nel medio e lungo periodo. Non è stato un cammino facile. Abbiamo attraversato momenti difficilissimi, tra tutti penso al Covid, che ha segnato profondamente le nostre vite. A distanza di anni, possiamo dire di aver compiuto un percorso importante. Molto è stato fatto, molto resta ancora da fare. E proprio per questo, oggi, sento il dovere di dire grazie. Grazie ai cittadini di Trani, per la fiducia, per il sostegno, ma anche per le critiche, che ci hanno aiutato a comprendere gli errori e a migliorare. Grazie alla politica, ai consiglieri comunali, alla giunta, a chi ha condiviso con me questo lungo cammino istituzionale. Grazie al personale comunale, ai dirigenti ed al segretario comunale. Grazie a tutte le donne e gli uomini della Polizia Locale e a chi, ogni giorno, spesso lontano dai riflettori, ha garantito il funzionamento della macchina amministrativa con professionalità e dedizione. Grazie alle forze dell'ordine, alle autorità civili e militari, agli enti e alle istituzioni che hanno sempre collaborato con il Comune per il bene della città. Grazie al mondo dell'associazionismo, del volontariato, della cultura e dello sport, che rappresenta l'anima viva della nostra comunità. E permettetemi anche di chiedere scusa. Scusa per ciò che non siamo riusciti a realizzare, per i ritardi, per gli errori, per le aspettative che non abbiamo potuto soddisfare. Ma permettetemi anche di dire, con sincerità e orgoglio, che abbiamo dato tutto, che ho dato tutto. Con impegno, con passione, con amore per questa città.

C'è un giuramento antico che i giovani ateniesi pronunciavano al momento di essere eletti: "Promettiamo di restituire la città più bella di come ce l'avete consegnata". Ecco, questo è stato il senso del mio impegno in questi undici anni. E' stato un grande onore aver provato, insieme a voi, a rendere Trani un po' più bella, un po' più giusta, un po' più libera. Oggi affido questo stesso impegno a chi verrà dopo di me, con la certezza che saprà continuare a lavorare per il bene comune. Viva il 25 aprile, viva Trani, viva la nostra comunità. Grazie a tutti.

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