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L'ultimo 25 aprile di Amedeo Bottaro: il congedo di un Sindaco tra bilanci, scuse e orgoglio ateniese
Il congedo del Sindaco: tra le parole di Pertini e il ringraziamento alla città, Amedeo Bottaro chiude il suo lungo mandato nel segno della libertà e della giustizia sociale
L'analisi del testo: tra Pertini e il "Giuramento di Atene" - Il messaggio di Bottaro è costruito su una struttura narrativa classica ma potente, che si snoda attraverso tre pilastri: la memoria, la gratitudine e la responsabilità.
- La bussola dei valori: Citando Sandro Pertini ("La libertà senza giustizia sociale è una conquista vana"), il Sindaco ribadisce la sua identità politica. La libertà non è un concetto astratto, ma un "impegno quotidiano" fatto di scelte. È la difesa della sua visione di centrosinistra: pragmatica ma con un occhio costante all'equità sociale.
- L'ammissione di umanità: Colpisce il passaggio sulle scuse. Bottaro non si nasconde dietro i successi; riconosce ritardi ed errori. È un gesto di umiltà politica raro, utile a disinnescare le asprezze elettorali e a ricondurre il dibattito sul piano della fallibilità umana.
- L'ideale ateniese: La chiusura è affidata al giuramento degli efebi di Atene: "Restituire la città più bella di come ce l'avete consegnata". È qui che Bottaro rivendica la sua "paternità" sulla Trani di oggi, consegnando idealmente le chiavi della città con la consapevolezza di chi sa di aver dato tutto ("Ho dato tutto").
- Il testo integrale del post di Amedeo Bottaro
tl@In villa abbiamo rinnovato la celebrazione della Festa della Liberazione, una ricorrenza che appartiene alla nostra storia più profonda e alla nostra identità di popolo libero e democratico. Nel mio intervento ho ricordato le parole del mai dimenticato presidente Sandro Pertini: "La libertà senza giustizia sociale è una conquista vana". La libertà è un impegno quotidiano per costruire una società più giusta, più equa, più solidale. Non è mai definitiva, non è un bene acquisito per sempre. Va custodita, alimentata, difesa con le scelte di ogni giorno. E questo vale anche per la nostra comunità. La cerimonia odierna, per me, ha assunto un significato ancora più profondo. E' stato il mio ultimo discorso pubblico da sindaco. Sono stati undici anni intensi, complessi, fatti di scelte, responsabilità, ma soprattutto di relazioni umane, di impegno quotidiano. Ricordo bene com'era la nostra città all'inizio di questo percorso. Una città con grandi potenzialità, ma anche con difficoltà evidenti, con bisogni urgenti e sfide importanti.
In questi anni abbiamo lavorato per migliorarla quanto più possibile e per darle una prospettiva nel medio e lungo periodo. Non è stato un cammino facile. Abbiamo attraversato momenti difficilissimi, tra tutti penso al Covid, che ha segnato profondamente le nostre vite. A distanza di anni, possiamo dire di aver compiuto un percorso importante. Molto è stato fatto, molto resta ancora da fare. E proprio per questo, oggi, sento il dovere di dire grazie. Grazie ai cittadini di Trani, per la fiducia, per il sostegno, ma anche per le critiche, che ci hanno aiutato a comprendere gli errori e a migliorare. Grazie alla politica, ai consiglieri comunali, alla giunta, a chi ha condiviso con me questo lungo cammino istituzionale. Grazie al personale comunale, ai dirigenti ed al segretario comunale. Grazie a tutte le donne e gli uomini della Polizia Locale e a chi, ogni giorno, spesso lontano dai riflettori, ha garantito il funzionamento della macchina amministrativa con professionalità e dedizione. Grazie alle forze dell'ordine, alle autorità civili e militari, agli enti e alle istituzioni che hanno sempre collaborato con il Comune per il bene della città. Grazie al mondo dell'associazionismo, del volontariato, della cultura e dello sport, che rappresenta l'anima viva della nostra comunità. E permettetemi anche di chiedere scusa. Scusa per ciò che non siamo riusciti a realizzare, per i ritardi, per gli errori, per le aspettative che non abbiamo potuto soddisfare. Ma permettetemi anche di dire, con sincerità e orgoglio, che abbiamo dato tutto, che ho dato tutto. Con impegno, con passione, con amore per questa città.
C'è un giuramento antico che i giovani ateniesi pronunciavano al momento di essere eletti: "Promettiamo di restituire la città più bella di come ce l'avete consegnata". Ecco, questo è stato il senso del mio impegno in questi undici anni. E' stato un grande onore aver provato, insieme a voi, a rendere Trani un po' più bella, un po' più giusta, un po' più libera. Oggi affido questo stesso impegno a chi verrà dopo di me, con la certezza che saprà continuare a lavorare per il bene comune. Viva il 25 aprile, viva Trani, viva la nostra comunità. Grazie a tutti.

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