
Religioni
Il Cammino dello Spirito secondo l’esempio di San Francesco al Polo Museale a Trani
L’incontro con Don Vincenzo Di Pilato, Padre Gianpaolo Lacerenza e Mons. Leonardo D’Ascenzo ieri sera sulla figura del Santo d’Assisi
Trani - sabato 13 giugno 2026
09.00
La figura di San Francesco è una di quelle che non smette mai di dare insegnamenti; a ottocento anni dalla sua morte Trani, attraverso la Fondazione S.E.C.A., omaggia il Santo patrono d'Italia con una serie di appuntamenti mirati a celebrarne la memoria e scrutarne l'umanità. Uno di questi è quello che si è tenuto ieri all'interno de Polo Museale con tre relatori di alto profilo: Mons. Leonardo D'Ascenzo, Arcivescovo di Trani – Barletta – Bisceglie e titolare di Nazareth, Padre Gianpaolo Lacerenza, OFM Cap. già Ministro Provinciale dei Frati Cappuccini di Puglia e Don Vincenzo Di Pilato, docente ordinario di Teologia Fondamentale presso la Facoltà Teologica Pugliese.
L'incontro di ieri ha sondato la figura di San Francesco proprio attraverso le sue parole e la sua esperienza di fede, ancora oggi attuale; lo stile di vita abbracciato dal Santo d'Assisi è tutt'oggi un esempio di vita evangelica a cui molti si ispirano. Il commento della figura è affidato alle parole stesse dei tre relatori.
D: Mons. Leonardo D'Ascenzo, qual è l'impatto del messaggio di San Francesco nella società odierna?
R: il messaggio di di San Francesco continua a essere, ancora, di un'attualità straordinaria, oltre che di una accoglienza straordinaria. Innanzitutto, bisogna inquadrare Francesco nel suo rapporto con la persona di Gesù, perché in tutto il suo cammino mette al centro la persona di Gesù. La sua è una esperienza di continua e progressiva conformazione alla persona e al messaggio di Gesù; sta di fatto che Francesco richiama a questa vita anche i suoi fratelli: una vita in cui mettere al centro il Vangelo sine glossa, senza aggiungere né togliere alcunché, e l'esperienza di Francesco poi si si conclude, con la comparsa delle stigmate, che sono segni che richiamano proprio la passione di Gesù messo in croce; richiamano la pienezza della rivelazione del volto di Dio, l'amore che si dona fino a morire con il cuore trafitto che dona vita e amore con le braccia spalancate che esprimono piena accoglienza. Questo, insomma, è Francesco, e questo messaggio continua a essere di una straordinaria attualità. Il legame di Francesco con la sua comunità, con i fratelli, richiama oggi, soprattutto, la necessità di relazioni vere e buone, che ci aiutino poi a superare l'individualismo, che diventa sempre, purtroppo, più forte in questa nostra società. Ma l'individualismo ci porta alla chiusura e a non vivere. San Francesco continua ad annunciarci la vita che passa attraverso le relazioni.
D: Queste relazioni si esplicano anche nel suo rapporto con la natura.
R: Certo. Come non pensare al suo rapporto con il creato? Il rispetto, l'accoglienza, l'inserimento in quella che è la dimensione del creato, oggi, continua ancora a essere qualcosa da celebrare e in questo nostro tempo, in questo nostro mondo in cui ogni giorno siamo costretti a registrare effetti disastrosi a causa del mancato rispetto del creato. Poi, per noi Francesco è una immagine straordinaria di un italiano che vive il rapporto con la sua terra, si veda il cantico delle creature.
D: Don Vincenzo Di Pilato, ci sono degli aspetti del messaggio di San Francesco che, ancora oggi, rimangono poco ascoltati o poco chiari?
R: Il messaggio di Francesco è piuttosto arduo da mettere in pratica; gli stessi francescani della prima ora avevano difficoltà a seguire il loro fondatore, perché - quando dovette scrivere la regola che doveva indicare la strada per gli altri che lo seguivano - per lui bastava il Vangelo. Sembra semplice nella sua espressione, prendere il Vangelo, in realtà, è la cosa più ardua da mettere in pratica, perché lui prendeva il Vangelo sine glossa, che vuol dire "senza nessun commento, senza nessun orpello, senza nessuna sovrastruttura". Sembra cosa da poco, ma basta vedere la vita di Francesco e ci si rende conto che sembra quasi irraggiungibile, a tal punto che i contemporanei, da subito, lo definirono Alter Christus, che in italiano significa "un altro Cristo" sulla terra. Ecco, basterebbe questo a dire come il messaggio di Francesco, probabilmente per la sua altezza, è il più universale e il più affascinante; basta vedere anche come le altre tradizioni religiose o le altre chiese cristiane sono affascinate dalla figura di Francesco proprio perché, quando lo si guarda, non si pensa subito a qualcosa di aggiunto ma a qualcosa di essenziale, di vero e di autentico.
D: Padre Gianpaolo Lacerenza, qual è il ruolo del frate nella complessità della società attuale?
R: In questo tempo il nostro primo compito è quello, come Francesco, di essere dei cristiani "fratelli tra fratelli" e, in questa complessità, il nostro compito è quello di metterci a servizio delle relazioni, perché una delle grandi difficoltà in questo modo complesso, è mettersi in relazione e cercare di fare comunità e creare fraternità. Il nostro compito è, nel nome di Gesù, quello di trasferire il senso della fraternità in qualsiasi luogo, anche ai non credenti. Pensiamo a Francesco che va dal sultano e non si preoccupa di dire: "tu devi pensarla come me", ma si preoccupa di ascoltarlo, di condividere e di costruire quest'amicizia. Quindi, credo che noi siamo chiamati a essere fratelli al servizio delle comunità e anche portatori di un messaggio di pace, che non è quello di fare la pace ma quello, prima di tutto, di essere persone pacifiche.
L'incontro di ieri ha sondato la figura di San Francesco proprio attraverso le sue parole e la sua esperienza di fede, ancora oggi attuale; lo stile di vita abbracciato dal Santo d'Assisi è tutt'oggi un esempio di vita evangelica a cui molti si ispirano. Il commento della figura è affidato alle parole stesse dei tre relatori.
D: Mons. Leonardo D'Ascenzo, qual è l'impatto del messaggio di San Francesco nella società odierna?
R: il messaggio di di San Francesco continua a essere, ancora, di un'attualità straordinaria, oltre che di una accoglienza straordinaria. Innanzitutto, bisogna inquadrare Francesco nel suo rapporto con la persona di Gesù, perché in tutto il suo cammino mette al centro la persona di Gesù. La sua è una esperienza di continua e progressiva conformazione alla persona e al messaggio di Gesù; sta di fatto che Francesco richiama a questa vita anche i suoi fratelli: una vita in cui mettere al centro il Vangelo sine glossa, senza aggiungere né togliere alcunché, e l'esperienza di Francesco poi si si conclude, con la comparsa delle stigmate, che sono segni che richiamano proprio la passione di Gesù messo in croce; richiamano la pienezza della rivelazione del volto di Dio, l'amore che si dona fino a morire con il cuore trafitto che dona vita e amore con le braccia spalancate che esprimono piena accoglienza. Questo, insomma, è Francesco, e questo messaggio continua a essere di una straordinaria attualità. Il legame di Francesco con la sua comunità, con i fratelli, richiama oggi, soprattutto, la necessità di relazioni vere e buone, che ci aiutino poi a superare l'individualismo, che diventa sempre, purtroppo, più forte in questa nostra società. Ma l'individualismo ci porta alla chiusura e a non vivere. San Francesco continua ad annunciarci la vita che passa attraverso le relazioni.
D: Queste relazioni si esplicano anche nel suo rapporto con la natura.
R: Certo. Come non pensare al suo rapporto con il creato? Il rispetto, l'accoglienza, l'inserimento in quella che è la dimensione del creato, oggi, continua ancora a essere qualcosa da celebrare e in questo nostro tempo, in questo nostro mondo in cui ogni giorno siamo costretti a registrare effetti disastrosi a causa del mancato rispetto del creato. Poi, per noi Francesco è una immagine straordinaria di un italiano che vive il rapporto con la sua terra, si veda il cantico delle creature.
D: Don Vincenzo Di Pilato, ci sono degli aspetti del messaggio di San Francesco che, ancora oggi, rimangono poco ascoltati o poco chiari?
R: Il messaggio di Francesco è piuttosto arduo da mettere in pratica; gli stessi francescani della prima ora avevano difficoltà a seguire il loro fondatore, perché - quando dovette scrivere la regola che doveva indicare la strada per gli altri che lo seguivano - per lui bastava il Vangelo. Sembra semplice nella sua espressione, prendere il Vangelo, in realtà, è la cosa più ardua da mettere in pratica, perché lui prendeva il Vangelo sine glossa, che vuol dire "senza nessun commento, senza nessun orpello, senza nessuna sovrastruttura". Sembra cosa da poco, ma basta vedere la vita di Francesco e ci si rende conto che sembra quasi irraggiungibile, a tal punto che i contemporanei, da subito, lo definirono Alter Christus, che in italiano significa "un altro Cristo" sulla terra. Ecco, basterebbe questo a dire come il messaggio di Francesco, probabilmente per la sua altezza, è il più universale e il più affascinante; basta vedere anche come le altre tradizioni religiose o le altre chiese cristiane sono affascinate dalla figura di Francesco proprio perché, quando lo si guarda, non si pensa subito a qualcosa di aggiunto ma a qualcosa di essenziale, di vero e di autentico.
D: Padre Gianpaolo Lacerenza, qual è il ruolo del frate nella complessità della società attuale?
R: In questo tempo il nostro primo compito è quello, come Francesco, di essere dei cristiani "fratelli tra fratelli" e, in questa complessità, il nostro compito è quello di metterci a servizio delle relazioni, perché una delle grandi difficoltà in questo modo complesso, è mettersi in relazione e cercare di fare comunità e creare fraternità. Il nostro compito è, nel nome di Gesù, quello di trasferire il senso della fraternità in qualsiasi luogo, anche ai non credenti. Pensiamo a Francesco che va dal sultano e non si preoccupa di dire: "tu devi pensarla come me", ma si preoccupa di ascoltarlo, di condividere e di costruire quest'amicizia. Quindi, credo che noi siamo chiamati a essere fratelli al servizio delle comunità e anche portatori di un messaggio di pace, che non è quello di fare la pace ma quello, prima di tutto, di essere persone pacifiche.

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