Oltre le luci della festa: al Teatro Mimesis un viaggio tra Dostoevskij e la riscoperta dell'umanità
Guidati dalla riflessione di don Michele Fabiano, una serata per riscoprire il valore delle relazioni sincere oltre le luci delle feste
venerdì 9 gennaio 2026
l Teatro Mimesis si conferma ancora una volta un luogo di cultura a tutto tondo, capace di sorprendere per l'eterogeneità delle sue proposte. Se il palcoscenico è spesso casa della rappresentazione scenica, mercoledì 07 gennaio si è trasformato in uno spazio di intima riflessione, dimostrando come questo teatro sappia accogliere non solo lo spettacolo, ma anche il pensiero, il dialogo e la spiritualità.
Una storia sussurrata nel silenzio
La serata, svoltasi all'indomani dell'Epifania, ha voluto raccogliere ciò che resta delle feste appena trascorse, andando oltre la superficie. Al centro dell'incontro, la visione condivisa di un video-racconto intenso, che ha richiesto al pubblico solo uno sguardo attento e un cuore aperto. La narrazione ci ha portato dentro "una storia che ci racconta, sussurrata ancora nel silenzio, di coraggio, di fughe, dell'ipocrisia di tanti". È emerso con forza il tema della scelta drammatica ma necessaria, dove "a volte scappare è l'unico gesto d'amore possibile". Attraverso le figure di una donna e di un bambino, i presenti sono stati invitati a non dimenticare ciò che il Natale ha realmente narrato: non il cibo, le luminarie o i regali ormai scartati, ma "quell'altro" che si cela nel mistero della natività.
Sotto un cielo stellato: la guida di don Michele Fabiano
A condurre la platea in questo percorso è stato il giovanissimo don Michele Fabiano, che ha saputo guidare la visione e il successivo dibattito con sensibilità. Il punto di partenza per la riflessione è stato un interrogativo potente, tratto da Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij: "Il cielo era stellato, tanto che, dopo averlo contemplato, ci si chiedeva se sotto un cielo così potessero vivere uomini senza pace." Su questa falsa riga, il dialogo si è aperto al messaggio che, a conclusione del Natale, tutti ci domandiamo: siamo capaci di migliorare? Al Mimesis si è riflettuto su quanto oggi siamo influenzati dall'esteriorità, una maschera che spesso impedisce di relazionarsi in maniera sincera. È emersa una nostalgia positiva per un tempo in cui il Natale era vissuto come incontro reale, fatto di "convivialità semplice e tombolate allegre".
Recuperare il senso dell'umano
L'incontro non si è limitato a un'analisi del passato, ma ha guardato al presente e al futuro. Siamo ancora in tempo per recuperare quel senso di serenità, ridando valore alla venuta di un Bambino che "ci guarda con occhi teneri e ci aiuta ad affrontare gli impegni della vita quotidiana".
Grazie alla guida di don Michele Fabiano, i presenti sono stati indirizzati a compiere scelte consapevoli, con l'obiettivo ultimo di recuperare non solo il senso autentico del Natale, ma il senso stesso della nostra umanità. Una serata che ha ricordato a tutti come, spente le luci dell'albero, sia necessario tenere accesa quella della consapevolezza.
Una storia sussurrata nel silenzio
La serata, svoltasi all'indomani dell'Epifania, ha voluto raccogliere ciò che resta delle feste appena trascorse, andando oltre la superficie. Al centro dell'incontro, la visione condivisa di un video-racconto intenso, che ha richiesto al pubblico solo uno sguardo attento e un cuore aperto. La narrazione ci ha portato dentro "una storia che ci racconta, sussurrata ancora nel silenzio, di coraggio, di fughe, dell'ipocrisia di tanti". È emerso con forza il tema della scelta drammatica ma necessaria, dove "a volte scappare è l'unico gesto d'amore possibile". Attraverso le figure di una donna e di un bambino, i presenti sono stati invitati a non dimenticare ciò che il Natale ha realmente narrato: non il cibo, le luminarie o i regali ormai scartati, ma "quell'altro" che si cela nel mistero della natività.
Sotto un cielo stellato: la guida di don Michele Fabiano
A condurre la platea in questo percorso è stato il giovanissimo don Michele Fabiano, che ha saputo guidare la visione e il successivo dibattito con sensibilità. Il punto di partenza per la riflessione è stato un interrogativo potente, tratto da Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij: "Il cielo era stellato, tanto che, dopo averlo contemplato, ci si chiedeva se sotto un cielo così potessero vivere uomini senza pace." Su questa falsa riga, il dialogo si è aperto al messaggio che, a conclusione del Natale, tutti ci domandiamo: siamo capaci di migliorare? Al Mimesis si è riflettuto su quanto oggi siamo influenzati dall'esteriorità, una maschera che spesso impedisce di relazionarsi in maniera sincera. È emersa una nostalgia positiva per un tempo in cui il Natale era vissuto come incontro reale, fatto di "convivialità semplice e tombolate allegre".
Recuperare il senso dell'umano
L'incontro non si è limitato a un'analisi del passato, ma ha guardato al presente e al futuro. Siamo ancora in tempo per recuperare quel senso di serenità, ridando valore alla venuta di un Bambino che "ci guarda con occhi teneri e ci aiuta ad affrontare gli impegni della vita quotidiana".
Grazie alla guida di don Michele Fabiano, i presenti sono stati indirizzati a compiere scelte consapevoli, con l'obiettivo ultimo di recuperare non solo il senso autentico del Natale, ma il senso stesso della nostra umanità. Una serata che ha ricordato a tutti come, spente le luci dell'albero, sia necessario tenere accesa quella della consapevolezza.