Trani ricorda il brigadiere Antonio Cezza: 36 anni fa l'eroico sacrificio del Carabiniere Medaglia d'Argento al Valor Militare
Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Barletta Andria Trani rende omaggio al sottufficiale, ucciso il 17 luglio 1990 a Melfi
venerdì 17 luglio 2026
9.52
Il Comando Provinciale Carabinieri di Barletta Andria Trani rinnova il tributo alla memoria del Brigadiere Medaglia d'Argento al Valor Militare alla Memoria Antonio Cezza, nel trentaseiesimo anniversario del suo eroico sacrificio.
Il 17 luglio 1990 il militare, originario del Salento ma cresciuto a Trani e all'epoca in forza al Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Melfi, intervenne con altissimo senso del dovere all'interno della villa comunale melfitana per sedare una violenta rissa in corso. Sebbene libero dal servizio e in abiti civili, il Brigadiere Cezza non esitò ad affrontare, a tutela dell'incolumità pubblica, un pericoloso pregiudicato armato di fucile. Nel tentativo di intimare la resa al malvivente, venne attinto da una ravvicinata e proditoria azione di fuoco. Il sottufficiale si spense cinque giorni dopo, il 22 luglio 1990, presso l'ospedale di Potenza, all'età di soli 26 anni.
Per il fulgido esempio e l'estremo sacrificio profuso, al Brigadiere Cezza è stata conferita la Medaglia d'Argento al Valor Militare alla Memoria con la seguente motivazione:
"Sottufficiale addetto al Nucleo Operativo e Radiomobile di Compagnia, appreso che in giardini pubblici della sede era in atto una grave rissa, sebbene libero dal servizio e in abiti civili interveniva prontamente insieme ad altri militari. Intercettavano noto pregiudicato armato di fucile e in atteggiamento minaccioso lo affrontava con grande sprezzo del pericolo precedendo i commilitoni. Veniva ferito mortalmente dalla proditoria e ravvicinata azione di fuoco da parte del malvivente a cui aveva intimato la resa. Fulgido esempio di elette virtù militari, altissimo senso del dovere e di generoso altruismo spinti fino al supremo sacrificio".
Per tutti i Carabinieri, il ricordo del Brigadiere Cezza resta un esempio di coraggio, fedeltà e assoluta dedizione al servizio della comunità.
Il 17 luglio 1990 il militare, originario del Salento ma cresciuto a Trani e all'epoca in forza al Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Melfi, intervenne con altissimo senso del dovere all'interno della villa comunale melfitana per sedare una violenta rissa in corso. Sebbene libero dal servizio e in abiti civili, il Brigadiere Cezza non esitò ad affrontare, a tutela dell'incolumità pubblica, un pericoloso pregiudicato armato di fucile. Nel tentativo di intimare la resa al malvivente, venne attinto da una ravvicinata e proditoria azione di fuoco. Il sottufficiale si spense cinque giorni dopo, il 22 luglio 1990, presso l'ospedale di Potenza, all'età di soli 26 anni.
Per il fulgido esempio e l'estremo sacrificio profuso, al Brigadiere Cezza è stata conferita la Medaglia d'Argento al Valor Militare alla Memoria con la seguente motivazione:
"Sottufficiale addetto al Nucleo Operativo e Radiomobile di Compagnia, appreso che in giardini pubblici della sede era in atto una grave rissa, sebbene libero dal servizio e in abiti civili interveniva prontamente insieme ad altri militari. Intercettavano noto pregiudicato armato di fucile e in atteggiamento minaccioso lo affrontava con grande sprezzo del pericolo precedendo i commilitoni. Veniva ferito mortalmente dalla proditoria e ravvicinata azione di fuoco da parte del malvivente a cui aveva intimato la resa. Fulgido esempio di elette virtù militari, altissimo senso del dovere e di generoso altruismo spinti fino al supremo sacrificio".
Per tutti i Carabinieri, il ricordo del Brigadiere Cezza resta un esempio di coraggio, fedeltà e assoluta dedizione al servizio della comunità.