
Cultura e spettacoli
Tributo al Giappone ed a Yukio Mishima
martedì 29 marzo 2011
Ore 21.00
Corso Imbriani 162 - Trani
Il circolo Pdl Nuova Italia ricorda Yukio Mishima, un tributo al Giappone messo in ginocchio dal terremoto. L'iniziativa si svolge presso la sede del circolo, in corso Imbriani 162 (inizio ore 21).
Mishima è uno dei pochi autori giapponesi che hanno riscosso immediato successo all'estero. Alberto Moravia lo definì «nazionalista nostalgico, un conservatore decadente». Uno dei suoi ideali più forti fu il patriottismo, che ha ispirato anche numerosi personaggi delle sue opere, oltre al culto per l'Imperatore, non come personaggio storico o figura autoritaria ma come ideale astratto dell'essenza del Giappone tradizionale.
Morì suicida nel 1970, durante una occupazione simbolica del Ministero della Difesa. Mishima fu anche fondatore di una organizzazione paramilitare, di cui egli era capo e finanziatore, chiamata Tate no kai (Associazione degli scudi) che rifiutava in maniera netta ciò che egli definiva una sottomissione del Giappone, ossia il trattato di San Francisco del 1951 col quale il suo paese aveva rinunciato per sempre a possedere un esercito affidando la propria difesa agli Stati Uniti. Mishima insistette spesso sulla funzione non reale ma simbolica del suo esercito, composto solo da 100 giovani selezionati dallo scrittore stesso, inteso come esercito a salvaguardia dello spirito tradizionale giapponese e difensore dell'Imperatore.
Mishima è uno dei pochi autori giapponesi che hanno riscosso immediato successo all'estero. Alberto Moravia lo definì «nazionalista nostalgico, un conservatore decadente». Uno dei suoi ideali più forti fu il patriottismo, che ha ispirato anche numerosi personaggi delle sue opere, oltre al culto per l'Imperatore, non come personaggio storico o figura autoritaria ma come ideale astratto dell'essenza del Giappone tradizionale.
Morì suicida nel 1970, durante una occupazione simbolica del Ministero della Difesa. Mishima fu anche fondatore di una organizzazione paramilitare, di cui egli era capo e finanziatore, chiamata Tate no kai (Associazione degli scudi) che rifiutava in maniera netta ciò che egli definiva una sottomissione del Giappone, ossia il trattato di San Francisco del 1951 col quale il suo paese aveva rinunciato per sempre a possedere un esercito affidando la propria difesa agli Stati Uniti. Mishima insistette spesso sulla funzione non reale ma simbolica del suo esercito, composto solo da 100 giovani selezionati dallo scrittore stesso, inteso come esercito a salvaguardia dello spirito tradizionale giapponese e difensore dell'Imperatore.
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