prof.Giuseppe De Simone
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Amiu, Amet, Stp e passaggio a livello: De Simone sollecita l’Amministrazione su gestione e criticità

L'ex assessore chiede maggiore chiarezza su società partecipate, uffici comunali e utilizzo dei fondi PNRR

Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa del prof. Giuseppe De SImone ex assessore e consigliere comunale della Città di Trani.
Terminata la pausa estiva, mi permetto di sottoporre alla Sua cortese attenzione, e alle Sue eventuali decisioni, alcune considerazioni riguardanti la gestione dell'AMIU S.p.A. di Trani, dell'AMET S.p.A. e della STP.
Come più volte riferito, l'AMIU di Trani ha speso milioni di euro per gestire la raccolta differenziata attraverso i cosiddetti "bidoni volanti", senza mai programmare una raccolta differenziata mediante cassonetti intelligenti, che avrebbero consentito alla città di introdurre una tariffazione più equa e, potenzialmente, una TARI ridotta e proporzionata all'effettivo conferimento dei rifiuti.
Ma gli incarichi ricoperti dall'amministratore unico, ing. Nacci, sia a Trani, per l'incarico presso l'AMIU, sia a Taranto, per l'incarico presso Kyma Ambiente, hanno indotto alcuni esponenti del Consiglio comunale di Taranto a informare l'ANAC in merito a presunte situazioni di incompatibilità, inconferibilità e conflitto di interessi riguardanti l'Ing. Nacci.
Sarebbe interessante poter leggere l'esposto presentato all'ANAC, con il quale viene chiesto all'Autorità di intervenire in merito ai doppi incarichi ricoperti come amministratore unico, uno a Trani e l'altro a Taranto.
Al contrario, a Trani tutto va bene, madama la marchesa.
Per quanto riguarda l'AMET e la STP, la stampa ha riportato più volte notizie relative a situazioni gestionali e occupazionali che, almeno secondo quanto riferito, si troverebbero al limite della legalità.
Anche su queste società, dunque, tutto va bene, madama la marchesa.
Inoltre, tutti coloro che abitano al di qua e al di là del passaggio a livello di via Corato non hanno ancora ben compreso perché i lavori siano fermi da anni. L'Ufficio tecnico non chiarisce adeguatamente i motivi dei ritardi e, mi dispiace rilevare, che i contenziosi tra RFI e gli uffici comunali non vengono resi pubblici ai cittadini i quali ogni giorno devono superare l'ostacolo rappresentato dal passaggio a livello per recarsi al lavoro e svolgere le proprie attività e servizi.
Eppure, se fosse stato realizzato il progetto presentato negli anni '90, che prevedeva un sovrappasso con un tracciato che iniziava da una determinata area per occupare soltanto una minima parte dell'ex area Bini, oggi la città di Trani non avrebbe dovuto subire tanti disagi legati alla presenza del passaggio a livello.
Allo stato attuale, quale studio tecnico può assicurare che il progetto sottoscritto dal Comune e dalle Ferrovie per la rimozione del passaggio a livello sia valido, sicuro e non soggetto ad allagamenti durante le forti piogge?
Suggerisco al Sindaco di approfondire il funzionamento e la funzionalità degli Uffici comunali e di comprendere le ragioni del dissenso manifestato dai cittadini, che nell'ultima consultazione hanno partecipato in misura minima, sottolineando, con l'eccezione di due uffici, che il resto della riorganizzazione non sarebbe servito realmente alla città.
Certamente, la città avrebbe suggerito, in tempi non sospetti, che una parte dei fondi del PNRR fosse destinata al miglioramento della funzionalità delle scuole e dei relativi servizi, e giammai ad alcuni interventi ritenuti inutili o eccessivamente dispendiosi, come, per esempio, la realizzazione di tre asili nido a Trani.
La presente lettera ha esclusivamente la funzione di fornire suggerimenti e spunti di riflessione all'attuale Amministrazione, nella convinzione che una maggiore attenzione alle criticità evidenziate possa contribuire a migliorare la gestione della città e dei servizi pubblici nell'interesse dei cittadini.
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