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Politica
«Promesse dimenticate e silenzi»: Giuseppe De Simone critica il dibattito in Consiglio
Il professore chiede risposte su rifiuti, welfare, sanità, urbanistica e grandi opere ancora ferme
Trani - sabato 1 agosto 2026
Di seguito la nota di Giuseppe De Simone, già Consigliere Comunale, Assessore all'Ambiente e candidato di Fratelli d'Italia alle ultime amministrative.
La stampa ha dato ampio risalto agli interventi dei consiglieri comunali nel corso dell'ultima seduta del Consiglio comunale di Trani.
Molti cittadini tranesi sono rimasti delusi, poiché i nuovi consiglieri eletti non hanno affrontato alcune delle principali promesse formulate dal sindaco Amedeo Bottaro e rimaste, ad oggi, disattese. Tra queste, a titolo esemplificativo, vi è l'introduzione di una raccolta differenziata puntuale, accompagnata da un sistema di premialità economica per i cittadini virtuosi.
Si continua, invece, a utilizzare nella raccolta differenziata i cosiddetti "cassonetti volanti", che rendono difficile verificare la corretta natura dei rifiuti conferiti e non consentono di premiare concretamente i cittadini che effettuano una raccolta differenziata corretta. Nel frattempo, l'AMIU S.p.A. di Trani si appresta a salutare l'ingegnere Nacci, amministratore unico, il quale, subito dopo la campagna elettorale, ha bandito un concorso per nuove assunzioni, nonostante, secondo alcuni, non vi fossero adeguate motivazioni né particolari esigenze organizzative tali da giustificare l'ampliamento del personale.
Nessuno dei nuovi eletti ha inoltre avuto il coraggio di affrontare il tema della gestione dell'AMIU, ritenuta da molti eccessivamente personalistica, caratterizzata dall'affidamento di numerosi incarichi legali e tecnici senza un adeguato controllo da parte del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, individuato nel Segretario generale, né da parte del sindaco Bottaro, che ha approvato i relativi bilanci.
Ha suscitato particolare attenzione anche la proposta avanzata da un movimento civico di modificare il regolamento comunale per la concessione di benefici economici a soggetti pubblici e privati operanti senza scopo di lucro. Tale iniziativa ha rafforzato nei cittadini onesti la convinzione che, negli ultimi undici anni, tali benefici siano stati concessi prevalentemente a determinate associazioni e a specifici soggetti.
A questo proposito, è stata rivolta al sindaco Bottaro una richiesta urgente, ripresa anche dagli organi di stampa, affinché venga istituito uno specifico capitolo di bilancio destinato a sostenere le persone in condizioni di grave disagio economico, impossibilitate a sostenere il costo dell'affitto a causa di redditi insufficienti. Analoga attenzione è stata richiesta per le famiglie che assistono in casa persone affette da disabilità in condizioni di gravità assoluta, le quali confidavano nell'erogazione di contributi economici analoghi a quelli già previsti da altri Comuni e Regioni a favore dei caregiver familiari che affrontano situazioni di particolare difficoltà sociale ed economica.
Sul tema della sanità, qualcuno ha osservato che alcuni interventi hanno assunto il tono di un comizio elettorale. Resta tuttavia il fatto che la città di Trani non dispone più dell'assistenza sanitaria di cui godeva in passato, quando poteva contare su un ospedale all'avanguardia e su numerosi reparti altamente efficienti, progressivamente ridimensionati da scelte politiche che, secondo molti, non hanno tutelato adeguatamente gli interessi della collettività.
Ci si domanda, inoltre, come sia possibile che alcuni esponenti politici, un tempo parte della maggioranza e oggi collocati all'opposizione, gridino allo scandalo rispetto a proposte avanzate dall'amministrazione Galiano, quando per undici anni non solo non hanno denunciato analoghe criticità, ma neppure hanno avanzato proposte alternative. Al tempo stesso, sorprende il silenzio mantenuto dal centrodestra durante gli undici anni di amministrazione precedente, periodo nel quale sono stati rilasciati numerosi permessi di costruire, da tempo all'attenzione della Procura della Repubblica di Trani, che hanno consentito la demolizione di ville e fabbricati esistenti per lasciare spazio a nuovi complessi edilizi, in applicazione di un Piano Urbanistico Generale del 2009 più volte oggetto di discussione. Nessuna amministrazione, nel frattempo, ha ritenuto opportuno procedere a una revisione del PUG, adeguandolo alle mutate esigenze urbanistiche e sociali della città.
Nessuno ha inoltre dedicato attenzione al crescente numero di impianti di telefonia mobile che vengono installati sul territorio comunale, spesso tra le polemiche per il presunto mancato rispetto delle norme urbanistiche e delle disposizioni regolamentari che disciplinano la loro localizzazione e il rilascio delle autorizzazioni.
Parimenti, nessun consigliere, né di maggioranza né di opposizione, ha affrontato il tema degli interventi sulla costa sud, che hanno profondamente modificato il patrimonio arboreo e architettonico della città. Lo stesso vale per la costa nord, dove permane la situazione dell'area dell'ex distilleria, ancora inquinata e mai completamente caratterizzata sotto il profilo ambientale. Nel frattempo continuano le spese per espropri e risarcimenti danni, senza che sia stata ancora realizzata l'annunciata opera del parco urbano. Un progetto che, peraltro, non sarebbe stato condiviso dagli operatori della giustizia, poiché avrebbe sottratto un'area originariamente destinata all'edilizia giudiziaria, determinando oggi una grave carenza di spazi per parcheggi e servizi a supporto di un Palazzo di Giustizia ormai insufficiente e posto ai limiti degli standard di sicurezza e funzionalità.
Infine, la città di Trani attende ancora di conoscere quando avranno inizio i lavori di ricostruzione e riqualificazione del Cinema Impero e del Supercinema, acquisiti dal Comune per un importo di circa 1 milione e 750 mila euro. Secondo le valutazioni contenute negli studi di fattibilità, l'amministrazione potrebbe dover sostenere ulteriori investimenti nell'ordine di circa 15 milioni di euro per rendere pienamente funzionanti le due strutture, che attualmente versano in uno stato di grave degrado e fatiscenza.
Queste rappresentano alcune delle criticità più rilevanti che la città di Trani attende da anni di vedere affrontate e risolte. La loro concreta realizzazione potrebbe restituire alla città il ruolo e il prestigio che le appartenevano, consentendole di tornare a essere quella che, non a caso, veniva definita "la Perla del Sud".
La stampa ha dato ampio risalto agli interventi dei consiglieri comunali nel corso dell'ultima seduta del Consiglio comunale di Trani.
Molti cittadini tranesi sono rimasti delusi, poiché i nuovi consiglieri eletti non hanno affrontato alcune delle principali promesse formulate dal sindaco Amedeo Bottaro e rimaste, ad oggi, disattese. Tra queste, a titolo esemplificativo, vi è l'introduzione di una raccolta differenziata puntuale, accompagnata da un sistema di premialità economica per i cittadini virtuosi.
Si continua, invece, a utilizzare nella raccolta differenziata i cosiddetti "cassonetti volanti", che rendono difficile verificare la corretta natura dei rifiuti conferiti e non consentono di premiare concretamente i cittadini che effettuano una raccolta differenziata corretta. Nel frattempo, l'AMIU S.p.A. di Trani si appresta a salutare l'ingegnere Nacci, amministratore unico, il quale, subito dopo la campagna elettorale, ha bandito un concorso per nuove assunzioni, nonostante, secondo alcuni, non vi fossero adeguate motivazioni né particolari esigenze organizzative tali da giustificare l'ampliamento del personale.
Nessuno dei nuovi eletti ha inoltre avuto il coraggio di affrontare il tema della gestione dell'AMIU, ritenuta da molti eccessivamente personalistica, caratterizzata dall'affidamento di numerosi incarichi legali e tecnici senza un adeguato controllo da parte del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, individuato nel Segretario generale, né da parte del sindaco Bottaro, che ha approvato i relativi bilanci.
Ha suscitato particolare attenzione anche la proposta avanzata da un movimento civico di modificare il regolamento comunale per la concessione di benefici economici a soggetti pubblici e privati operanti senza scopo di lucro. Tale iniziativa ha rafforzato nei cittadini onesti la convinzione che, negli ultimi undici anni, tali benefici siano stati concessi prevalentemente a determinate associazioni e a specifici soggetti.
A questo proposito, è stata rivolta al sindaco Bottaro una richiesta urgente, ripresa anche dagli organi di stampa, affinché venga istituito uno specifico capitolo di bilancio destinato a sostenere le persone in condizioni di grave disagio economico, impossibilitate a sostenere il costo dell'affitto a causa di redditi insufficienti. Analoga attenzione è stata richiesta per le famiglie che assistono in casa persone affette da disabilità in condizioni di gravità assoluta, le quali confidavano nell'erogazione di contributi economici analoghi a quelli già previsti da altri Comuni e Regioni a favore dei caregiver familiari che affrontano situazioni di particolare difficoltà sociale ed economica.
Sul tema della sanità, qualcuno ha osservato che alcuni interventi hanno assunto il tono di un comizio elettorale. Resta tuttavia il fatto che la città di Trani non dispone più dell'assistenza sanitaria di cui godeva in passato, quando poteva contare su un ospedale all'avanguardia e su numerosi reparti altamente efficienti, progressivamente ridimensionati da scelte politiche che, secondo molti, non hanno tutelato adeguatamente gli interessi della collettività.
Ci si domanda, inoltre, come sia possibile che alcuni esponenti politici, un tempo parte della maggioranza e oggi collocati all'opposizione, gridino allo scandalo rispetto a proposte avanzate dall'amministrazione Galiano, quando per undici anni non solo non hanno denunciato analoghe criticità, ma neppure hanno avanzato proposte alternative. Al tempo stesso, sorprende il silenzio mantenuto dal centrodestra durante gli undici anni di amministrazione precedente, periodo nel quale sono stati rilasciati numerosi permessi di costruire, da tempo all'attenzione della Procura della Repubblica di Trani, che hanno consentito la demolizione di ville e fabbricati esistenti per lasciare spazio a nuovi complessi edilizi, in applicazione di un Piano Urbanistico Generale del 2009 più volte oggetto di discussione. Nessuna amministrazione, nel frattempo, ha ritenuto opportuno procedere a una revisione del PUG, adeguandolo alle mutate esigenze urbanistiche e sociali della città.
Nessuno ha inoltre dedicato attenzione al crescente numero di impianti di telefonia mobile che vengono installati sul territorio comunale, spesso tra le polemiche per il presunto mancato rispetto delle norme urbanistiche e delle disposizioni regolamentari che disciplinano la loro localizzazione e il rilascio delle autorizzazioni.
Parimenti, nessun consigliere, né di maggioranza né di opposizione, ha affrontato il tema degli interventi sulla costa sud, che hanno profondamente modificato il patrimonio arboreo e architettonico della città. Lo stesso vale per la costa nord, dove permane la situazione dell'area dell'ex distilleria, ancora inquinata e mai completamente caratterizzata sotto il profilo ambientale. Nel frattempo continuano le spese per espropri e risarcimenti danni, senza che sia stata ancora realizzata l'annunciata opera del parco urbano. Un progetto che, peraltro, non sarebbe stato condiviso dagli operatori della giustizia, poiché avrebbe sottratto un'area originariamente destinata all'edilizia giudiziaria, determinando oggi una grave carenza di spazi per parcheggi e servizi a supporto di un Palazzo di Giustizia ormai insufficiente e posto ai limiti degli standard di sicurezza e funzionalità.
Infine, la città di Trani attende ancora di conoscere quando avranno inizio i lavori di ricostruzione e riqualificazione del Cinema Impero e del Supercinema, acquisiti dal Comune per un importo di circa 1 milione e 750 mila euro. Secondo le valutazioni contenute negli studi di fattibilità, l'amministrazione potrebbe dover sostenere ulteriori investimenti nell'ordine di circa 15 milioni di euro per rendere pienamente funzionanti le due strutture, che attualmente versano in uno stato di grave degrado e fatiscenza.
Queste rappresentano alcune delle criticità più rilevanti che la città di Trani attende da anni di vedere affrontate e risolte. La loro concreta realizzazione potrebbe restituire alla città il ruolo e il prestigio che le appartenevano, consentendole di tornare a essere quella che, non a caso, veniva definita "la Perla del Sud".
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