
Discarica di Puro Vecchio, l'intervento dell'ex assessore De Simone: «Intervenga l'Autorità Giudiziaria»
L'ex delegato all'Ambiente analizza il dibattito in corso, richiama i dati dei pozzi spia e chiede verifiche tecniche terze sulle ipotesi di colmatura del terzo lotto
Da alcuni giorni, si discute nuovamente della discarica che AMIU ha gestito dal 1994 al 2014 e, nella confusione generale, tutti si sentono titolati a dire la propria opinione su presunti pericoli per l'ambiente, sfoggiando competenze tecniche meritevoli di ben altri destini e vedendo persino pubblicate sui media locali le elucubrazioni affidate a solerti operatori dell' informazione. Il risultato invece è disinformazione e disorientamento della pubblica opinione giustamente ripiombata nella preoccupazione. È per questo che, a mio parere, si rende ora necessario che l'Autorità Giudiziaria si occupi della questione, perché la sensazione che si ricava analizzando gli articoli di giornale è che lo stato attuale, al di là del verbalismo polemico, sia molto seria e allarmante. Voglio ricordare, come ex assessore comunale all' ambiente, che nel 2014, non appena si manifestò anomalia nei risultati delle analisi delle acque prelevate dai pozzi spia, la sinistra locale si stracciò le vesti gridando al disastro ambientale e accusando impropriamente l'Assessorato all'ambiente, la Procura della Repubblica nella persona del P.m. Dr. Ruggiero Michele, più volte condannato per gravi reati, scese in campo iniziando un procedimento penale e compiendo indagini ed accertamenti tecnici . È pur vero che ne seguì un rinvio a giudizio di ben 19 persone ed un decennale processo conclusosi però con l'assoluzione piena di tutti gli imputati perché non si era verificato alcun disastro ambientale. L'istruttoria dibattimentale ha fatto emergere gravi incongruenze nelle deposizioni di alcuni testimoni e una modificazione del quadro probatorio iniziale. Durante il dibattimento si è verificato che l'esperto tecnico nominato dal P.m. Dr. Ruggiero si sottrae all'interrogatorio perchè colpito da morte apparente, che la perizia tecnica risulta fuorviante, e le indagini condotte dal P.m. sono generiche , frammentarie e superficiali. Difatti i veri responsabili dell'inquinamento non sono stati individuati e puniti dalle legge. Adesso, trascorsi oltre dodici anni dalla cessazione dell' attività della discarica e dopo diversi interventi effettuati e cospicue risorse impiegate, si verifica che, da un lato i prelievi dai pozzi producono risultati difformi dai valori normali (e questo è oggettivamente rilevabile consultando il sito web di AMIU) e dall' altro che alcuni attuali amministratori comunali dichiarano di voler chiudere definitivamente la discarica però dopo aver colmato il 3° lotto con rifiuti stabilizzati. In buona sostanza si potrebbe trattare di una malcelata riattivazione dell'impianto di smaltimento fatta passare come operazione necessaria ed innocua, mentre comunque da qualche tempo si registrano valori anomali, che richiederebbero già adeguati interventi della autorità amministrativa (ARPA Puglia, Regione, Provincia, Comune etc.) Ritengo in conclusione che sussistano sufficienti elementi per effettuare preliminari accertamenti tecnici ed approfondimenti per valutare se non siano stati commessi - o non si stiano commettendo - reati che potrebbero essere portati ad ulteriori conseguenze.
Trani, 06/11/2026_Prof. Giuseppe De Simone già Assessore all'ambiente sino alla data del 31/12/2014Nota della redazione
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