
Incompatibilità dei consiglieri: il problema non sono i sette casi ma la percentuale del 60/65% dei tributi che il Comune di Trani non riesce a riscuotere.
Nota del presidio tecnico e civico indipendente: la vicenda dei consiglieri morosi è solo la punta dell'iceberg
La premessa politica formulata dall'Osservatorio sposta l'attenzione dal piano della polemica elettorale a quello dell'efficienza amministrativa . Se la situazione dei singoli consiglieri viene definita come pienamente sanabile e procedurale secondo i termini di legge , il vero elemento di allarme sociale e strutturale risiede nei dati ufficiali del rendiconto 2025 . L'analisi del presidio tecnico evidenzia come l'Ente presenti da anni una capacità di riscossione per entrate strategiche (quali IMU, TARI e sanzioni) che si attesta su una quota drammaticamente bassa, pari ad appena il 35/40% delle somme accertate. Ciò significa che il 60/65% dei tributi comunali rimane solo "sulla carta", traducendosi in una cronica carenza di liquidità effettiva per finanziare servizi, manutenzioni e investimenti per la comunità .
L'Osservatorio solleva un nodo politico centrale: Trani si trova al di sotto della soglia del 47% di capacità di riscossione, parametro ministeriale che inserisce formalmente l'Ente tra gli indicatori per la verifica della condizione di deficitarietà strutturale . La nota contesta il silenzio dell'amministrazione uscente su questo specifico indicatore di salute finanziaria e, al contempo, esprime sorpresa per il mancato rilievo da parte delle forze di opposizione , le quali non hanno mai posto al centro del confronto un fenomeno che incide direttamente sulla progressiva riduzione della qualità dei servizi pubblici . Per l'Osservatorio, l'incompatibilità dei consiglieri non è un fatto isolato, ma il riflesso di un sistema di riscossione che non riesce a far rispettare le regole in modo equo ed efficace .
- Di seguito, si pubblica il testo integrale della nota stampa.
Incompatibilità dei consiglieri: il problema non sono i sette casi ma la percentuale del 60/65% dei tributi che il Comune non riesce a riscuotere. La vicenda delle possibili incompatibilità di alcuni consiglieri comunali per debiti tributari nei confronti del Comune ha inevitabilmente acceso il dibattito pubblico Si tratta di una questione che merita attenzione e rispetto delle regole, ma che rischia di essere letta in modo parziale se isolata dal contesto generale nel quale si inserisce L'incompatibilità prevista dalla legge non rappresenta infatti una sanzione definitiva; si tratta di una situazione pienamente sanabile attraverso il pagamento di quanto dovuto o la regolarizzazione della propria posizione nei termini previsti dall'ordinamento
Il dato che dovrebbe invece far riflettere è un altro. Dal rendiconto 2025 emerge che il Comune di Trani presenta da anni una capacità di riscossione particolarmente contenuta per alcune delle principali entrate proprie, tra cui IMU, TARI e sanzioni amministrative. In termini pratici significa che, a fronte delle somme accertate e iscritte nei bilanci comunali, l'ente riesce a recuperare soltanto una quota del 35/40% . La capacità di riscossione costituisce, infatti, uno dei parametri utilizzati dal Ministero dell'Interno per valutare lo stato di salute finanziaria degli enti locali . L'indicatore viene calcolato rapportando tutte le riscossioni effettuate, sia in conto competenza che in conto residui, al totale delle somme accertate e dei residui attivi iniziali.
Per il Ministero dell'Interno un comune che ha una capacità di riscossione inferiore al 47% (quella di Trani è inferiore al 47% come si evince dall'allegato 1 al rendiconto 2025) è uno degli indicatori che viene preso in considerazione per verificare l'eventuale condizione di deficitarietà strutturale dell'Ente. Quando il livello di riscossione scende sotto tali valori significa che l'ente incontra serie difficoltà nell'incassare quanto gli è dovuto Questo significa che una parte rilevante delle entrate previste nei bilanci resta sulla carta senza trasformarsi in liquidità effettivamente disponibile. In altre parole il Comune programma risorse che non entrano nelle proprie casse con conseguenze dirette sulla capacità di finanziare servizi ai cittadini, manutenzioni, investimenti.
In questo contesto il fatto che alcuni consiglieri comunali debbano regolarizzare la propria posizione tributaria non appare come un episodio straordinario o isolato ma come il riflesso di una criticità più ampia che interessa il rapporto tra amministrazione, sistema di riscossione e contribuenti .
La questione delle incompatibilità probabilmente troverà soluzione attraverso le procedure previste dalla legge . Molto più complessa è invece la questione della capacità dell'ente di recuperare i propri crediti . Ed è forse questo l'aspetto più sorprendente .Negli ultimi anni il dibattito politico cittadino si è concentrato su opere pubbliche, inaugurazioni, cantieri, comunicazione istituzionale, polemiche e contrapposizioni elettorali . Eppure uno degli indicatori più importanti per comprendere la reale salute finanziaria del Comune è rimasto sostanzialmente fuori dal confronto pubblico .
Di questo problema l'amministrazione uscente ha preferito non parlare pur avendo il dovere di spiegare ai cittadini perché una quota così rilevante delle entrate comunali continui a rimanere inesigibile . Un fenomeno che produce conseguenze concrete: meno risorse disponibili, minori investimenti e una progressiva riduzione della qualità dei servizi pubblici . Ma sorprende che neppure l'opposizione abbia mai portato questa questione al centro del confronto politico e amministrativo nonostante si tratti di uno degli indicatori più significativi dello stato di salute finanziaria del Comune .
Eppure la capacità di riscossione è uno degli indicatori che meglio descrivono l'efficienza amministrativa di un ente e la sua capacità di trasformare le previsioni di bilancio in servizi reali per la comunità .
Per questo motivo la vera domanda non è quanti consiglieri comunali abbiano oggi una posizione da regolarizzare . La vera domanda è perché il Comune di Trani riesce a recuperare soltanto una quota significativamente limitata delle somme dovute per IMU, TARI e sanzioni perché una comunità funziona quando le regole valgono per tutti, ma soprattutto quando l'amministrazione è in grado di farle rispettare in modo efficace, equo e tempestivo .
Ricevi aggiornamenti e contenuti da Trani .jpg)
j.jpg)







