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Politica
Passaggio a livello di via De Robertis: c’è l'ordinanza. Ecco perché le barriere resteranno aperte fino al 28 Settembre
L'atto ufficiale del Comune di Trani dopo il tavolo in Prefettura
Trani - giovedì 3 settembre 2026
8.40
Quello che fino a pochi giorni fa era un accordo verbale raggiunto al tavolo prefettizio è ora formalizzato nero su bianco in un atto amministrativo, con l'Ordinanza Dirigenziale n. 604 del 1° settembre 2026, firmata dal Dirigente della Polizia Locale e Mobilità Urbana Leonardo Cuocci Martorano il Comune di Trani ha disposto formalmente la modifica temporale della precedente Ordinanza n. 532 del 23 luglio 2026. Il passaggio a livello al km 606+820 della linea ferroviaria Bologna-Lecce chiuderà ai pedoni in maniera definitiva ufficialmente alle ore 00:01 di lunedì 28 settembre 2026. Fino alle 24:00 di domenica 27 settembre, il transito pedonale resterà regolarmente consentito. L'ordinanza ricostruisce in modo trasparente e dettagliato l'intero percorso burocratico e tecnico, motivando punto per punto le ragioni di un differimento indispensabile per evitare il blocco della città.
L'iter: dal muro di Villa Bini al tavolo del 28 agosto
Le premesse dell'atto tracciano la cronistoria delle complesse interlocuzioni tra l'Ente comunale e Rete Ferroviaria Italiana (RFI S.p.A.) nell'ambito del Programma di Soppressione dei Passaggi a Livello (Convenzione n. 87/2008):
L'Amministrazione comunale evidenzia nell'ordinanza che la proroga non rappresenta una rinuncia all'opera o una modifica sostanziale dei piani ferroviari, bensì una necessaria misura transitoria ed eccezionale fondata su motivazioni stringenti:
Riflessione finale. Per chi vive e lavora al di là dei binari di via De Robertis, questo mese di tregua fino al 28 settembre non cancella l'ansia per una quotidianità che sta per essere stravolta. I residenti e gli esercenti del Quartiere Stadio restano spettatori preoccupati di una partita che tocca da vicino le loro vite, mentre nell'aria risuonano puntuali le eccezioni sollevate dalla minoranza di centrodestra: i timori per una navetta da soli 20 posti ritenuta inadeguata nei numeri, il rischio di isolamento serale oltre le 22:00, la richiesta di un sovrappasso pedonale provvisorio e la difesa economica dei negozi di vicinato, autentico cuore pulsante del quartiere. Critiche e sollecitazioni legittime, che riflettono il sentimento di una comunità stanca di promesse ma che trovano nell'Amministrazione Galiano la volontà dichiarata di "metterci la faccia" e gestire con la massima attenzione questo delicato tempo di transizione.
Il Comune è pienamente consapevole del doppio fronte che lo attende: da un lato la convivenza con il maxi-cantiere di competenza esclusiva di RFI, dall'altro la responsabilità diretta e solenne di accelerare i lavori del proprio sottopasso pedonale tra via Togliatti e Piazza XX Settembre per centrare la consegna fissata a maggio 2027. I disagi per chi abita oltre la ferrovia saranno inevitabili e pesanti, ma la macchina comunale si sta già adoperando per non lasciare nessuno indietro: il collaudo della nuova illuminazione "a giorno" e la messa in sicurezza di via Verdi, la bretella ciclopedonale verso l'Eurospar e la disponibilità a rimodulare corse e orari delle navette sulla base delle reali esigenze dei cittadini ne sono la prima prova sul campo. Saranno mesi complessi, ma la scommessa di Palazzo di Città e l'aspettativa dell'intero quartiere viaggiano sullo stesso binario: fare in modo che ogni giorno di sacrificio avvicini Trani a una ricucitura urbana definitiva, senza che la periferia debba pagarne il prezzo più alto.
L'iter: dal muro di Villa Bini al tavolo del 28 agosto
Le premesse dell'atto tracciano la cronistoria delle complesse interlocuzioni tra l'Ente comunale e Rete Ferroviaria Italiana (RFI S.p.A.) nell'ambito del Programma di Soppressione dei Passaggi a Livello (Convenzione n. 87/2008):
- La prima scadenza (1° luglio 2026): RFI aveva comunicato che, in aderenza al Verbale Accordi, lo stop ai pedoni era subordinato allo smontaggio del muro perimetrale di Villa Bini ed era programmato già a partire dal 1° luglio 2026.
- Il tavolo del 7 luglio e la prima proroga: Il Comune aveva tempestivamente richiesto un tavolo tecnico per posticipare la chiusura al 31 agosto, motivando la richiesta con la necessità di tutelare la mobilità nel picco della stagione turistica e organizzare i servizi di trasporto pubblico locale sostitutivo. RFI aveva concesso lo slittamento, definendo tuttavia il termine del 31 agosto «improrogabile e incompatibile» con i cantieri.
- La svolta in Prefettura del 28 agosto: All'indomani dell'infuocata assemblea con i cittadini a Villa Guastamacchia, si è tenuta presso la Prefettura di Barletta-Andria-Trani una riunione istituzionale tra la componente politica, la struttura tecnica del Comune e i vertici di RFI. Da quell'incontro è emersa l'intesa per un nuovo, circoscritto differimento.
L'Amministrazione comunale evidenzia nell'ordinanza che la proroga non rappresenta una rinuncia all'opera o una modifica sostanziale dei piani ferroviari, bensì una necessaria misura transitoria ed eccezionale fondata su motivazioni stringenti:
- Verifica sul campo e sperimentazione del Bus Navetta AMET. La motivazione cardine risiede nella necessità di collaudare e testare dal vivo l'efficacia del servizio bus sostitutivo istituito tra la "zona Stadio" e Piazza XX Settembre. L'ulteriore mese di apertura consente all'Amministrazione di valutare la reale fruibilità da parte dell'utenza, l'adeguatezza delle fasce orarie e la capacità del servizio di assorbire i flussi senza creare disagi, introducendo tempestivamente tutti gli eventuali correttivi operativi prima che il varco venga sbarrato per sempre.
- Conclusione dei "lavori suppletivi" e messa in sicurezza dell'area . L'atto evidenzia che sono tuttora in corso d'opera una serie di interventi suppletivi propedeutici alla definitiva chiusura del passaggio a livello. Consentire il transito pedonale fino al 28 settembre evita la sovrapposizione caotica e pericolosa tra pedoni e lavorazioni tecniche non ultimate, garantendo che il passaggio verso il regime definitivo avvenga in condizioni di assoluta sicurezza e con la corretta posa della nuova segnaletica stradale.
- Contemperamento degli interessi pubblici. La scelta di fissare un termine certo e determinato al 28 settembre risponde ai principi di proporzionalità e ragionevolezza dell'azione amministrativa: garantisce a RFI la prosecuzione dei cantieri pesanti nelle aree esterne senza sacrificare il diritto alla mobilità pedonale dei residenti prima che tutte le misure alternative siano perfettamente funzionanti.
Riflessione finale. Per chi vive e lavora al di là dei binari di via De Robertis, questo mese di tregua fino al 28 settembre non cancella l'ansia per una quotidianità che sta per essere stravolta. I residenti e gli esercenti del Quartiere Stadio restano spettatori preoccupati di una partita che tocca da vicino le loro vite, mentre nell'aria risuonano puntuali le eccezioni sollevate dalla minoranza di centrodestra: i timori per una navetta da soli 20 posti ritenuta inadeguata nei numeri, il rischio di isolamento serale oltre le 22:00, la richiesta di un sovrappasso pedonale provvisorio e la difesa economica dei negozi di vicinato, autentico cuore pulsante del quartiere. Critiche e sollecitazioni legittime, che riflettono il sentimento di una comunità stanca di promesse ma che trovano nell'Amministrazione Galiano la volontà dichiarata di "metterci la faccia" e gestire con la massima attenzione questo delicato tempo di transizione.
Il Comune è pienamente consapevole del doppio fronte che lo attende: da un lato la convivenza con il maxi-cantiere di competenza esclusiva di RFI, dall'altro la responsabilità diretta e solenne di accelerare i lavori del proprio sottopasso pedonale tra via Togliatti e Piazza XX Settembre per centrare la consegna fissata a maggio 2027. I disagi per chi abita oltre la ferrovia saranno inevitabili e pesanti, ma la macchina comunale si sta già adoperando per non lasciare nessuno indietro: il collaudo della nuova illuminazione "a giorno" e la messa in sicurezza di via Verdi, la bretella ciclopedonale verso l'Eurospar e la disponibilità a rimodulare corse e orari delle navette sulla base delle reali esigenze dei cittadini ne sono la prima prova sul campo. Saranno mesi complessi, ma la scommessa di Palazzo di Città e l'aspettativa dell'intero quartiere viaggiano sullo stesso binario: fare in modo che ogni giorno di sacrificio avvicini Trani a una ricucitura urbana definitiva, senza che la periferia debba pagarne il prezzo più alto.

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