Chiaro e Tondo

Bilancio di fine ventennio - II

Chiaro e Tondo 125

Più che attraverso i fatti una fase storica diventa appassionante, se vissuta in prima persona, attraverso i personaggi: da qui l'idea di riviverla attraverso i caratteri di alcuni di questi che, nel bene o nel male, in un modo o nell'altro, hanno orientato in un certo modo la vicenda della nostra Trani, che ad una bellezza formale, non sempre ne ha fatto seguire una contenutistica a livello socio – politico. Questo molto spesso è avvenuto non solo per mancanze od errori, ma anche per personalità o capacità, che pur persistendo, non si sono espresse in modo pieno. Un esempio calzante per questa tesi viene da quello che ha rappresentato un altro dei grandi politici della Prima Repubblica e che , parallelamente al già citato Di Marzio, è tornato ad emergere nella Seconda, nella fase finale del Ventennio preso in esame.

Credo che Peppino De Simone sia potenzialmente uno dei migliori politici tuttora in circolazione, con senso pratico e capacità da professionista della politica indubbie. Resta però un'ombra: perché, pur trovando consenso e riscontri, non ha ancora sfondato pienamente? Perché, secondo il parere di chi scrive ha spesso disperso le sue potenzialità in mille rivoli e le sue energie non sono state incanalate unicamente in un'unica direzione (peraltro ottimamente espresse nella pluridecennale attività del suo patronato), cioè quella di un forte progetto politico, anche di stampo personalistico, con (oggi è così) supporto mediatico annesso: Peppino D. ha incanalato quella sua forza pragmatica in sentieri, dal suo punto di vista giustissimi e legittimi, per carità, teso com'era a far valere le proprie ragioni, caratterizzati da battaglie legali, querele, risentimenti. Ripeto la sua "storia" personale lo ha costretto a quelle battaglie, ma ha privato Trani di un politico che dall'altro lato negava, per forza di cose, i suoi "talenti" alla gestione della cosa pubblica. Io credo che Peppino D possa ancora, come si dice ad un giovane, avere un margine non dico di miglioramento, ma di "azione" politica pura per Trani, scevra dalla pugna legale.

Un "Di Marzio parallelo" che in nome di quelle battaglie si è negato per il resto alla città e credo che abbia ancora molto da dire nell'argine politico se non locale, provinciale, dell'area BAT. Meditare su questo eterno ragazzo (la pregressa professione di prof. deve averlo condizionato in tal senso: forse gli è rimasta questa idea punitiva nei confronti di chi sbaglia, senza se e senza ma, mentre oggi il potere è in mano ai Gianni Letta, ex giornalista, gran mediatore, fine dicitore, mio nuovo mito).

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