Chiaro e Tondo

Laurora è allo svincolo, con la colomba in mano

Chiaro e Tondo 205

Ma perché il segretario del maggior partito d'opposizione tranese, Tommaso Laurora, si comporta come se fosse il capo cittadino di un qualsiasi partitino di centro? Eppure all'inizio della sua avventura gli avevamo mandato messaggi d'incoraggiamento. Ma evidentemente l'atmosfera limacciosa dell'ambiente politico tranese sta contagiando anche lui: messaggi d'auguri pasquali dal sapore ecumenico, da vogliamoci bene, senza alcun riferimento alle tante famiglie tranesi affogate da debiti e disoccupazione; tono curiale, da carezze a donne e bambini, che non dovrebbe essere proprio del capo d'un partito d'opposizione; e poi (cosa più grave) è sinceramente una delusione leggere che un giovane politico, che dovrebbe occuparsi della costruzione di un'alternativa e d'un futuro nuovo governo, tipo Matteo Renzi, si dedichi in prima persona (quando potrebbe farlo qualche suo soldato chiamato dal numeroso neonato direttivo, con fior di baldi e giovani delegati a vari rami dello scibile), dello svincolo di via Istria e non di grandi progetti e di prospettive, idee per attrarre i giovani in fuga dai vecchi partiti. Per questo non basta estromettere dai giochi i vecchi all'interno d'una formazione politica per fare spazio a gente più giovane, all'anagrafe; a tutto questo bisogna dare dei contenuti credibili e soprattutto bisogna far lavorare i baldi e giovani.

Con questo basso profilo politico è chiaro poi che la destra vinca e rivinca a ripetizione; anche perché poi, nell'isola dei ciechi tranesi, quello ad un solo occhio, pur tra mille difetti e contraddizioni, mette su un progetto politico che porta comunque un contenuto, un'idea di base (il potenziamento sul piano culturale e della mentalità da città turistica dei tranesi, spinti, ad esempio, a convivere con sempre più ampie zone pedonali nel centro storico), che porta a sua volta quel ritorno d'immagine che serve per promuovere la città, anche all'esterno. Il puntare sul turismo e sulla cultura fa vincere, anche se uno a zero, ma fa vincere: anche perché in un'epoca in cui la recessione (prima e ora) e il futuro federalismo (poi), mettono e metteranno ko fior di Comuni, l'unica via di salvezza, anche sul piano occupazionale, oltre che del prestigio ed economico, è quella della cultura e del turismo.

Pinuccio T. ha avuto la felice intuizione di capirlo e di compensare, con questa linea, la vita d'un governo che spesso è stata caratterizzata da una classe politica mediocre, che ha finito per oscurare quell'orizzonte roseo che avremmo potuto avere in modo ancor più marcato: l'aver insistito e rischiato le carte sulla sfera turistico – culturale (parlo di rischio pensando anche alle peripezie finanziarie di qualche estate tranese, con conseguente strascico giudiziario) è andato a discapito di altri servizi non offerti alla città in modo adeguato (leggi Capocchie offresi di qualche numero fa di questa rubrica), ma a lungo andare, soprattutto a fronte d'una opposizione misera nei contenuti e mediocre nella forma, sta pagando. Me lo dice il sopralluogo personale svolto nella Trani pulsante della bellezza, dell'arte e delle presenze turistiche, negli scorsi giorni: non fidandomi delle dichiarazioni e dei numeri degli assessori – macchinetta, ho deciso di vedere dal vivo quella Trani e la risposta è una e incontrovertibile: Trani è, almeno in ampie zone e al netto del problema traffico, comune a tutte le realtà frequentate, una città d'arte e turistica, presa d'assalto da migliaia di persone che ci scelgono come meta, anche per soggiorni più lunghi. Ho rivisto dopo un lungo periodo di tempo la villa comunale restituita ad un decoro che non si vedeva da tempo immemore. Non resta che definire il nodo di ampie zone di parcheggio da ricavare, al di là della questione grattini, già ampiamente trattata.

È questa la strada da seguire cari Laurora T. o per chiunque verrà, anche per i giovani scalpitanti della destra che dovranno seguire questo solco, da Gigi Riserbato o Stefano Di Modugno che sia, tanto per citare quelli che sembrano darmi maggiori garanzie per il futuro. Gli svincoli lasciamoli agli assessori al ramo (a proposito, assessore Di Savino, siamo sempre in tempo, da quello che vedo, per apportare modifiche alle parmigiane in cemento armato) e gli auguri di Pasqua in stile Urbi ed Orbi, lasciamoli al vescovo Pichierri o al Papa stesso. Ognuno faccia il suo mestiere.
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