Chiaro e Tondo

Con Quagliarello si vola? Con Elton si pontifica

Chiaro e Tondo 177

Dopo anni di rappresentanza politica nulla per Trani e dintorni, potrebbe essere quest'uomo, Gaetano Quagliariello, playmaker del PDL in Puglia, ad orientare le nostri sorti in maniera risolutiva, per l'individuazione di una candidatura degna di questo nome e di questa città. Ce lo auguriamo. Abbiamo visto infatti come sia stato decisivo, per realtà tipo Molfetta, avere a Roma gente come Azzollini, tanto per fare un nome. Che piaccia o no, questa rappresentanza forte ha portato alla stessa Molfetta la possibilità di realizzare un polo industriale di tutto rispetto, che ha dato l'input decisivo per diffondere sviluppo e occupazione. E specialmente, dopo il flop di Fitto con la candidatura perdente di Palese alle ultime regionali, in Puglia, in ottica elezioni nazionali, che si facciano in primavera o tra un anno o nel 2013, aumenta il peso e la credibilità dello stesso Quagliariello come "cervello" del PDL per le candidature che riguardano le nostre realtà. Anche se in questi giorni si parla di un ipotetico triumvirato berlusconiano che dovrebbe gestire il capitolo Puglia: lo stesso Quagliariello, più Fitto, più Mantovano.
La tendenza delle nostre popolazioni al voto moderato o se volete di destra, ci porta per forza di cose a fare questo tipo di discorsi, poiché è indubbio che, al momento, visto la situazione più volte analizzata, è la destra, anche qui, a poter esprimere una candidatura teoricamente forte. La sinistra, fatta eccezione per il mondo di Nichi, è un cantiere permanentemente aperto che per giunta espone il cartello, a livello di capi: "personale al completo". E di questo bisogna approfittare non perché la destra vinca o stravinca, festeggi o perda, di questo c'interessa poco, nell'ottica dell'analisi imparziale, ma perché eventualmente da questo alveo spesso fruttuoso in fatto di voti, venga fuori un personaggio in grado di rappresentarci. E qui dovrebbe scattare già l'eterna teoria di ipotesi o volti. Ma ora credo sia prematuro procedere in tal senso. Basta il principio espresso, evitando le voci e i "pensieri stupendi", circa le soluzioni che potrebbero arrivare: grande imprenditore o uomo politico d'esperienza che sia. L'importante è che non ci venga paracadutato l'ennesimo personaggio dello spettacolo che con Trani non c'entra un tubo.

A proposito di spettacolo: sta arrivando l'appuntamento tanto atteso con Elton John. Credo che ormai sia stato detto tutto, in chiave ufficiale e non, fuori e dentro dalle conferenze stampa, in chiave ironica o bacchettona. Insomma tutto quello che si poteva dire. Ora ci sarebbe solo da vedere, pardon da ascoltare, teoricamente, poiché questo genere d'eventi, senza dubbio di richiamo, generano in una popolazione poco abituata agli stessi, quella fregola alimentata da una serie di sensazioni diverse che vanno dall'indignazione per i soldi spesi, un must, al pettegolezzo fine a se stesso, magari sul tipo di occhiali che indosserà il Nostro ( ne ha una collezione di migliaia), alla citazione fatta tanto per parlare (tra feste di compleanno o matrimoni o concittadini incontrati per strada o la bar, sarò giunto alla ottantesima richiesta di commento, così en passant, sul concerto di Elton, con la solita frase: "E cud' Eltonjohn?", aspettando la solita risposta o la frase annessa: "Ma con tutte le strade che ci stanno da riparare, andiamo a spendere i soldi per Eltonjohn…").
Insomma ci piace il grande avvenimento, ma ci piace pure pisciarci sopra o parlarne così, perché siamo noi ad ospitarlo e ci sentiamo giudici che emettono sentenze sulla finocchiaggine del personaggio, sui soldi spesi, sui buchi, sulle buche, salvo ribattere che i soldi sono pubblici e vanno spesi per altri motivi, salvo poi dire che non ci sono grandi nomi quando esce il cartellone dell'estate tranese, poi il grande nome esce ma i soldi non si devono spendere; siamo fatti così e senz'altro mi ci metto anch'io, ci mancherebbe, in quanto tranese doc; o infine, capolavoro dell'etos nostrano, tirare i piedi, se di sinistra, perché Elton non venga, dal momento che l'evento è organizzato da un governo di destra. Insomma tutto questo mi ricorda quelle popolazioni contadine, viste in alcuni film, che avevano come unico spettacolo serale il passaggio del treno per la ferrovia vicina e tutti correvano con le sedie per godersi il treno merci o passeggeri. O come in Amarcord di Fellini, quando succedeva lo stesso al passaggio della grande nave.
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