Chiaro e Tondo

Da sinistra a destra: un dna che provoca rigetto

Chiaro e Tondo 178

E due. Allora avevo ragione … Il caso di Caffarella, trasmigrato da sinistra in maggioranza, con esiti poco soddisfacenti, fino ad arrivare alla sua dichiarazione di "indipendenza", è emblematico di una situazione che avevamo già preventivato: il disagio, che prima o poi si manifesta nei politici che passano da sinistra a destra e, talvolta, viceversa ; Caffarella, prima "trofeo", poi consigliere dietro le quinte del sindaco, poi vero e proprio corpo estraneo, giunge alla dichiarazione d'indipendenza che è di solito, in genere, l'ultimo atto che chiude un travaglio cominciato tempo addietro e che monta attraverso incomprensioni sempre più grandi, aspettative deluse, spazi sempre più asfittici riservati al nuovo arrivato. Un modo classico, una formula preconfezionata, l'atto d'indipendenza, in queste occasioni, che sottende il seguente pensiero: «Appoggio il governo, ma se voglio, se lo ritengo opportuno, mi metto di traverso.» Ogni volta che nella destra c'è una tale dichiarazione, m'immagino la faccia di Pinuccio: labbro ammosciato e sguardo fisso sul comunicato o verso il pavimento, come nei suoi classici momenti di perplessità, che precedono la stizza vera e propria.

Mi ero già occupato, proprio in occasione della candidatura di Riccardo Gagliardi alle elezioni provinciali, del fenomeno riguardante personaggi affermatisi nell'alveo del centro – sinistra, che in seguito, per vari motivi, avevano deciso di passare nei quartieri della fazione avversa, il centro – destra. Gagliardi in effetti fu l'unico della scuderia di candidati del PDL a non essere eletto. L'evento portò una piccola maretta; il sottoscritto ricordò che lo stesso Gagliardi, quando militò nel centro – sinistra, si mostrò come una delle "promesse" della politica tranese. Poi il tempo passò e, tra gli atti del Nostro ricordiamo, negli ultimi mesi, successivi alla non elezione, oltre che la richiesta del telefonino d'ordinanza per i consiglieri, una sortita dello stesso Gagliardi, ad inizio estate, nei confronti del presidente del Consiglio Comunale, Di Marzio, richiamato per l'occasione, dallo stesso Riccardo "cuor di leone" al rispetto delle regole in una delicata fase riguardante la questione Franzoni. Insomma niente dichiarazioni d'indipendenza ma qualcosa non è ugualmente andato. L'ingresso in Consiglio provinciale avrebbe dovuto smentire queste tesi e invece …

Ci sarebbe anche un terzo caso, quello di Bartolo Maiullari, più che altro però una toccata e fuga, dal momento che accettò l'appoggio della destra giusto per un'occasione elettorale, un giro di polka, con repentino "rientro" alla base, fino all'accomodamento nell'IDV, che comunque continuo a non ritenere un partito propriamente di sinistra, data la storia e il modus operandi del suo capo Tonino.

Storie diverse, è chiaro, ma con un minimo comun denominatore: i politici di sinistra che passano con la destra, dopo qualche tempo, entrano in una condizione di "disagio" politico: Caffarella finì per fare il soprammobile, come scrissi a suo tempo, come una specie di ninnolo da esibire nell'ufficio (rinnovato nel mobilio) di Pinuccio Tarantini. Miaullari se ne tornò a casa, per dire, poiché l'appoggio della destra non fu sufficiente per la sua elezione e tra l'altro fu bersagliato dagli acuminati comunicati della Sinistra Giovanile. E che dire, guardando passaggi inversi, di Domenico Briguglio, vecchia conoscenza, che dopo aver rappresentato una delle "stelle" del governo di destra tranese, a metà anni 90, guidato da Tamborrino, (fu pure presidente del Consiglio), ha compiuto escursioni, in questi ultimi anni, nelle contrade dell'opposizione, con uscite ed entrate variegate? Eccezione che conferma la regola, Ninni De Toma, un ex socialista che è divenuto una delle punte di diamante del governo di destra tranese, anzi, come scrissi, una specie di tutore, alla faccia delle avversioni di Pinuccio e compagni, in illo tempore, per i politici della prima Repubblica, gruppo da cui lo stesso De Toma di fatto proviene. Conferma la tradizione degli ex socialisti, vedi Brunetta, che hanno fatto fortuna nell'era berlusconiana.

Ma il più delle volte in cui c'è stato un passaggio da sinistra a destra, si è innestato prima o poi proprio quel processo tipico di un organismo che, ricevuto il trapianto d'un organo esterno, non sempre reagisce bene, fino a vivere la fase del rigetto: o perché l'organo non è compatibile, o perché proprio quell'organismo non ce la fa a sopportarlo. Mi sembra che la metafora c'azzecchi in pieno, sia perché il funzionamento d'un cervello abituato ad operare a sinistra per anni, finisce per scontrarsi con le "categorie" mentali e culturali inevitabilmente diverse che si ritrovano a destra. Sia perché, e lo ribadisco, lo stesso popolo della destra, la base elettorale, i portatori d'acqua, non vedono di buon occhio quegli innesti. Questi ultimi vengono sempre accolti con entusiasmo dai capi – bastone, in quanto trofei di caccia, anche mediatici, strappati alla parte avversa, ma mi sono spesso accorto che, per dirla con Luce Telese, il "corpaccione" della destra serra le labbra in occasione di nuovi arrivi da sinistra, poi brontola sottovoce, fino al commento finale, magari dopo il primo discorso del novello "pidiellino": «Ma c'vol' cus?».

Beh, signori tranesi, tanto tuonò che alla fine Elton venne. Certo che da residente tranese, dopo aver notato il vellutato e perfetto rifacimento di Viale De Gemmis, proprio in occasione del concertone, onde evitare che il sedere d'oro del baronetto non fosse troppo sballottato sul sedile posteriore dell'auto che lo avrebbe condotto verso il Monastero, mi auguro ora per l'anno prossimo un bel concerto evento con Boy George, e poi l'anno dopo con George Michael e l'anno dopo infine con Cristiano Malgiolio. Naturalmente concerti da tenersi in varie zone della città. A quel punto i manti stradali saranno tutti levigati e perfetti e avremo risolto un problema davvero grosso. Wow! PS: e non ce ne voglia il sito Pontifex.
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