Chiaro e Tondo

Giovani rampanti e vecchi bacucchi

Chiaro e Tondo 170

Sono sempre più convinto della necessità, da parte dei partiti, di dover dare spazio ai giovani più capaci, che senza ipocrisie, potranno, da quella "tribuna", creare un loro spazio da professionisti della politica, o , nel migliore dei casi, aiutare i propri concittadini nella risoluzione delle esigenze più grandi, a cominciare da quella riguardante la mancanza di lavoro. Raccolgo a tal proposito l'invito di un affezionato lettore, Niccolò De Gennaro, padre, tra l'altro del carissimo amico Leo, apprezzato medico, in quel di Roma (ecco un altro caso di fuga di cervelli da Trani e comunque dalla Puglia), col quale ho condiviso tante esperienze in passato nello studio (ah! Il mitico De Sanctis) e nel volontariato. Si diceva dunque del lavoro. Una delle vie, se non la Via, per trovare lavoro, è proprio la politica. Inutile fare i moralisti o stracciarsi le vesti nel negarlo. La politica, toccando i vari settori del vivere, ingloba anche la fascia dedicata al lavoro e in molti casi, per vie dirette o traverse, è da lì che si passa, per trovare o migliorare o cambiare o riformare la propria posizione lavorativa. Le leggi che regolano il mondo dei mestieri, se rispettate nel loro messaggio di diritto al lavoro per tutti i cittadini, vengono dalla politica. Le leggi che riformano il lavoro vengono dalla politica; i soldi stanziati dalla politica spesso servono anche per indire i concorsi.

Il legame tra politica e lavoro è dunque inscindibile, dalle vette più alte, quelle appena ricordate, fino alla domanda ed al curriculum consegnati nelle mani dell'istituzione (politica, di solito,) preposta. La vecchia visione, che va contro il merito, tramite la vetusta raccomandazione, è dei vecchi, degli anziani della politica. La politica deve valorizzare. Basta guardare esempi in casa: ex grillini che capiscono, con ritardo, che l'antipolitica non porta da nessuna parte e s'iscrivono ai partiti veri: prima s'indignano, poi però devono stare attenti a non uscire troppo dal seminato del loro partito, se no verranno presto buttati fuori, ingoiando o vomitando veleno; poi se la prendono col gossip, con chi s'indigna per altri motivi più elevati, (senza capirlo), poi s'incazzano, poi alla fine vogliono criticare senza essere criticati. Insomma sono un po' in confusione, (peccato), però forse ce la possono fare, un domani, a dare un contributo alla società. Sono questi dei neofiti della politica, ma già vecchi e sorpassati,a cominciare dai predicozzi che fanno anche tramite il nostro forum, vedi Cripo, (a proposito: sarebbe ora che cominci a firmarsi con nome e cognome).

Anche se resto dell'idea che il contributo vero, quello più prezioso, verrà da chi, partendo da zero, senza giri dai grillini o da altri partiti o passando da un'indignazione all'altra, con serietà, insomma, dopo aver fatto politica per davvero, potrà realmente valorizzare se stesso, gli altri giovani e l'intera provincia o città di Trani. Penso a gente, tra questi giovani, come Gigi Riserbato, che conduce in modo impeccabile il Consiglio Provinciale, che non sbrodola in tempi biblici; penso a Beppe Corrado, che pure lui è partito da zero e finora con coerenza, ha raggiunto il livello che una volta fu di Carlo Laurora. E se il Corrado non ripeterà gli errori politici di quest'ultimo, potrà dare un contributo prezioso e vero alla città, non a parole. Penso al volenterosissimo Tommaso Laurora, da poco nominato segretario cittadino del PD e che sta già lottando contro ipocrisie e cariatidi, vecchi bacucchi che stanno in quel partito e fingono d'essere giovani, il nuovo e altre amenità; forza Gigi; forza Beppe; forza Tommaso, testimonianze d'una politica giovane che può portare frutto ( e lavoro) al cospetto di attempati politici della domenica fintamente indignati o vecchi bacucchi che non si rassegnano alla perdita del potere. Forza giovani perbene della politica tranese, che può ancora dire la sua.

PS: onde evitare polemiche, premetto di voler estromettere dal discorso dei vecchi bacucchi il Sen. Visibelli, uno dei pochi "anziani" politici che mantiene uno spirito giovane e che con i suoi interventi ricorre anche dell'ironia, un'arma del tutto sconosciuta a molti suoi colleghi coetanei o quasi, tromboni che si prendono troppo sul serio.

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