Chiaro e Tondo

Inzuppare e poi sputare

Chiaro e Tondo 123

Chiamatemi intollerante o affetto da pregiudizi, ma proprio non mi convincono le critiche a scoppio più o meno ritardato, ma anche quelle in corsa, di elementi provenienti o comunque collegati in un modo o nell'altro ad una maggioranza di governo, ad un'amministrazione governativa, locale o nazionale che sia. Dite quello che volete e non mi venite a raccontare la storiella della dialettica interna, dello spirito critico, della mossa e della contromossa ideologica di stampo civico, ma certe sortite mi puzzano, mi puzzano e mi puzzano.

Mi puzzano di vendetta, di rancore, di dispettuccio, di manganellata sui testicoli di chi sta al governo ed ha negato qualcosa. La nostra piccola storia contemporanea politica c'insegna peraltro che nel momento in cui son cominciate sortite rancorose dal seno delle maggioranze, ben poco c'era di spirito critico o dialettica, ma grande era la volontà di far saltare in aria il tavolo di governo per questioni personali. Si cominciò col far traballare la pressione di Tamborrino, con sortite varie fino a portarlo a girandole di assessori, mischie di varia schiatta interne alla maggioranza, fino a portarlo ad un passo dalle dimissioni. Il generale poi tenne; in apnea fino alla fine. Con Avantario le sortite cominciarono da subito e sappiamo a cosa avrebbero portato: non dialettica in seno al governo, ma sbriciolamento d'amministrazione sfigata. Anche le sortite di Fini, si dice, presumerebbero un preparativo - successione ad un dopo Berlusca, più che ad una contestazione effettiva contro le uscite del premier.

Da che mondo è mondo l'opposizione, in un paese normale, deve essere gestita nell'ordine dalle opposizioni; dalla stampa e da altri media; dai cittadini (molti di loro onestissimi) che ora sfruttano molti più canali rispetto al passato (vedi internet). Non da gente gravitante o seduta in un certo governo o da chi ha inzuppato il biscotto (e lo inzuppa o lo inzupperà), nelle calde pappe col pomodoro del potere. Altro comandamento da imporre nella vita socio – politica: non sputare nel piatto dove mangi o hai mangiato. Io ad esempio non mi sognerei mai di parlare male del Giornale di Trani, pur essendo in posizione di concorrenza professionale, perché lì mi hanno fatto cominciare a scrivere, mi hanno permesso di conseguire il tesserino di giornalista e mi hanno lasciato sempre grande libertà di espressione (se penso che qualcuno ora taccia quel giornale di essere "di sinistra" mi fa ridere, poiché ricordo a suo tempo di aver personalmente sferzato a dovere l'allora governo di centro – sinistra e di non essere mai stato censurato o biasimato). Il pregiudizio, l'irriconoscenza, la mancanza di modi nella gestione della cosa pubblica (se qualcosa non va si dibatte nelle segrete stanze e non "sputtanando") sono cattivi esempi che i nostri politici offrono puntualmente al pubblico pagante. Inzuppare e poi sputare. Inzuppare e poi sputare.
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