Chiaro e Tondo

L'amara minestra della politica tranese

Chiaro e Tondo 6

Stavo giusto riprendendomi con qualche genere di conforto, dopo l'ulteriore convincimento che dovrò ripianare il debito del Comune di tasca mia, come cittadino, insieme ai mei bonaccioni compaesani, brava gente moderata e pronta ad amarti se mostri loro un po' di buona educazione e di modi "aggarbati", ergo pronta, a quel punto, a bersi qulasiasi beverone tu, sempre educatamente, gli offra, che ho ricevuto un altro colpo "depressivo", (a parte la "crisaccia" della Juve). Ancora una volta il centro - sinistro tranese (lo lascio al maschile per vari motivi, che un giorno spiegherò) è riuscito a rendersi ridicolo, nel giorno in cui avrebbe potuto abbandonarsi a qualche speculazionecella e qualche bel colpetto sulla stampa locale, guadagnando qualche punticino, sparando a zero sul fatto che si è andata ad approvare una previsione di bilancio, inficiata ed handicappata da un vistoso debito, nonchè da un triplo e "sbeffeggiante" parere negativo dei tre dotti revisori dei conti.

Uso questo aggettivo (sbeffeggiante) perchè lo stesso parere si è arricchito di osservazioni che, lette tra le righe, vanno al di là della semplice indicazione numerica e dicono che i revisori si tolgono il sassolino di svergognare l'amminsitrazione presente, rea di essersene sbattuta delle continue richieste di incontro sulla questione.

Già m'immagino la scena: "Buonasera, siamo i revisori, potremmo parlare con qualcuno?"; risposta (data ad ogni chiamata): "No, riprovi domani." Fino a che i revisori si sono rotti i santissimi. Sbeffeggiante perchè nella dichiarazione si dà per scontato che il Comune non riuscirà a vendere nessuno degli immobili posti in conto per far rifiatare la scassata cassa. Come se ci si trovasse davanti ad una Wanna Marchi di serie C (anzi, Lega Pro), incapace di vendere il vendibile, o l'invendibile, a seconda delle prospettive. Come se si avesse a che fare con uno di quei venditori falliti che vagano su qualche emittente privata locale pur di rifilare qualche prodotto al primo che passa. In effetti le aste sono andate, di fatto, deserte.

Comunque, buco o non buco, vendita o non vendita, revisore o non revisore, l'opposizione tranese, sinistro ente politico, di difficile decodificazione, che fa? Butta a mare ancora una volta l'occasione di essere presente sul campo con una figura istituzionale, indipendentemente dalle speculazioni politiche o dalla dietrologia sulle briciole lasciate dalla destra. Si decompone appena vede la parvenza di responsabilità da assumere, come fossero un virus, seppur per un ruolo di secondo piano, ma pur sempre uno straccio di rappresentanza. E lo facciano almeno per rispetto di quei tranesi che li hanno votati! Un minimo di compattezza su di un obbiettivo che non fosse il solito manifesto affiancato a quelli più letti in città (quelli mortuari). Ve l'ho detto chiaro e tondo. PS: Comunque grande Amauri.
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