Chiaro e Tondo

La grande illusione

Chiaro e Tondo 39

Raccolgo volentieri, di tanto in tanto, le segnalazioni di lettori in merito a determinati argomenti. Uno di questi era rivolto alla mutazione genetica dei partiti politici da strumenti di vita democratica a consorterie, lobbies, gruppi ristretti di oligarchi piccoli piccoli, e ancor più piccoli a livello locale, che allontanano di fatto, la vera e reale partecipazione popolare alla cosa pubblica.Non sussiste, in questi gruppi di potere, una lezione di politica permanente (vecchio discorso), ma una specie di addestramento alla sopravvivenza, alla corsa nel diventare più cattivi, più dritti, più furbi, più mulacchioni, più piglianculo, in fin dei conti e nel peggiore dei casi. Non so donde derivi la linea di questo nuovo modo di essere politico: non riesco a decifrare se la matrice sia berlusconiana o risalga ad un istintivo senso di sopravvivenza nato da tangentopoli in poi, ma fatto sta che è un atteggiamento ravvisabile sia nello schieramento conservatore che in quello cosiddetto progressista.Non che in passato la tendenza a fare affari con la politica non fosse in voga.

Non che non ci fossero le vite parallele tra settori economici (ad esempio quello edilizio) e masnada politica (vedi potentato democristiano e socialista): mi chiedo, chi fece ottenere le licenze per far costruire i "mostri" grattacieli in Piazza della Repubblica e a ridosso della Stazione, con pugni nello stomaco e negli occhi contro cui mai nessuno ebbe il coraggio di ribellarsi?Ma mentre prima c'era almeno l'interesse a conservare la specie garantendo i propri interessi, ma anche a fare un minimo gli interessi dei cittadini, ora non solo ognuno pensa a se stesso ed il politico tende a durare il più possibile, curando solo gli affaracci propri, ma si va a giocherellare con le nuove generazioni, a prenderle per il culo, facendo loro credere e illudendole di farle entrare nei giochi politici, nella squadra, dando un po' di visibilità e qualche caramella, ma fondamentalmente lasciandole ai margini, fino ad arrivare, ad esempio, all'umiliante frase rivolta in più d'un caso a qualche giovane consigliere comunale tranese (fonte raccolta qualche settimana fa): " Ma volete capire che state là solo per alzare la mano?".

Ma lo vogliamo capire che i giovani in politica meritano più rispetto? In fin dei conti: fatevi una ripassata dei giovani tranesi che negli ultimi vent'anni hanno tentato la carriera politica: se non sono spariti nel nulla, hanno attraccato la navicella del loro ingegno per correre migliori acque (che non so se abbiano trovato), ad un numero non pervenuto di formazioni; in altri casi sono apparsi con qualche velleitaria campagna; in altri ancora hanno subìto il più triste dei destini in politica:l'anonimato, seguito alla grande illusione. Peccato.
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