Chiaro e Tondo

Salvate il soldato Caffarella

Chiaro e Tondo 80

Il suo passaggio rumoroso dal PD, o Margherita che fosse, alla corte del PDL, era stato uno degli eventi più discussi del panorama politico degli scorsi mesi. Franco Caffarella era reduce da anni difficili passati nella compagine del centro - sinistra, anzi, anni vissuti da separato in casa nel suo stesso partito, quella Margherita che non era riuscita ad offrirgli una "casa politica" adeguata, confortevole. E lui stesso non digeriva bene la convivenza con alcuni personaggi margheritini. Un disagio diffuso e reciproco, un'eruttazione continua, cui nemmeno la "Citrosidina" portata da alcuni tentativi di riappacificazione di papà Carlo Avantario, aveva portato sollievo. Storie vecchie ormai.

Il momento migliore di Franco, ex giornalista, ex scout, ex dipendente delle Ferrovie dello Stato, ora funzionario INPS, come recita il suo neonato profilo su facebook, era stato quello in cui era stato assessore dell'amministrazione Avantario. Da allora in poi, tempo in cui dimostrò le sue effettive qualità, mostrandosi come uno degli elementi più attivi di quello sfortunato governo, il Nostro è stato costretto a subire una serie di eventi rocamboleschi (dalle lotte intestine col suo vecchio partito, prima scaramucce, poi strattoni da "Guerra dei Roses", fino alle mancate ,per poco, elezioni in alveo provinciale barese).

Poi la svolta che gli procurò insulti assortiti e ironia bruciacchiata da parte dei "capetti" della parte politica che stava abbandonando. Poi qualche giusto e sacrosanto intervento con comunicati stampa su alcune tematiche care anche a noi; poi… una specie di silenzio, al di là delle sortite a titolo personale, un raccordo col PDL che magari ci sarà pure, ma all'esterno non si vede, un rischio di apparire come "pesce fuor d'acqua" in quella compagine, come corpo amorfo: questa è una colpa di chi dirige questo partito e non riesce ad amalgamare e valorizzare la new entry di turno o addirittura le risorse interne che già ci sono, al di là del pieno di voti che la nostra berlusconiana città gli concede. Questo sembra un dato di fatto che, al di là di Franco Caffarella, cooptato (secondo voci di corridoio) direttamente dal Sindaco, suo vecchio amico, sembra colpire questo PDL tranese che mostra una mancanza di coordinamento, di amalgama, apparsa di fatto solo nell'ormai grottesco caso Lestingi – Tarantini: ma lì era troppo facile, come fare un gol a porta vuota.

Sembra che i compartimenti stagni persistano e su questo punto, forse non aveva tutti i torti Carlo Laurora, quando alla vigilia delle votazioni nazionali, mostrò perplessità su questo aspetto: il PDL era ed è un ectoplasma che sta in piedi sul carisma (?) di Silvio, o di Pinuccio o del bambinone simpatico Ventola, ma all'atto pratico, nelle cose concrete della vitaccia politica quotidiana, stenta a mostrare un percorso univoco, un progetto politico chiaro, una proposta di provvedimento futuro per la città, per la provincia.

E' una sensazione confermata dal caso Caffarella, non coinvolto in una candidatura cha a dicembre scorso lui, io ed un po' tutti davano per scontata in chiave BAT, non coinvolto in un'azione politica "di peso" e tenuto come un bel sopramobile in salotto, una specie di trofeo di caccia da mostrare, in quanto strappato alla parte nemica. Scusate ma che modo di fare politica è questo se non si sfruttano le risorse di persone che hanno avuto un'esperienza pregressa e positiva in ambito amministrativo? Vedi ultimo rimpasto a base di volenterosi ma inesperti? Salvate il soldato Caffarella prima che sia troppo tardi.
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