La NarraVita

Le "mille" storie di Luca Zecchillo

Oggi la NarraVita racconta la parabola letteraria di un giovane tranese timido ed estroverso

La prima cosa che mi ha colpito di Luca è stata quella di essere arrivato a chiacchierare con me per raccontarmi della sua esperienza letteraria con sua moglie e suo figlio; è stato come se avesse voluto dirmi che il suo io non è unico ma si completa con la sua famiglia e devo dire che questo mi ha messo di buon umore.

Ha iniziato ad appassionarsi al teatro all'età di sette anni, ricorda precisamente il giorno: il 31 ottobre del 1984, giorno della morte del suo maestro e mentore, nonché autore preferito, Eduardo De Filippo. Quella sera per commemorarlo trasmisero in tv una sua commedia ed è stato in quel momento che Luca ha scoperto la passione per il teatro. Poi si sa la passione si mette da parte perché la vita è fatta di studi, ricerche e lavoro.

Eppure Luca il teatro non l'ha mai dimenticato e complice il destino, la passione rinasce. Nel 2005, mentre risiedeva in Veneto per lavoro partecipa al primo concorso proprio seguendo il consiglio di sua moglie, prima estimatrice e giudice attento, che gli chiede di smetterla di conservare i testi scritti e di tentare la fortuna. E, infatti, le soddisfazioni non tardano ad arrivare.

Il primo riconoscimento di lì a poco, presso un teatro di Roma, con una segnalazione di merito per il testo "Alfredo non verrà più": un testo goliardico e semi autobiografico, ambientato nella metà degli anni novanta che parla, appunto, di un gruppo di studenti che si ritrovano, tutte le sere, in una specie di scantinato, per provare e cercare di mettere in scena una commedia, sacrificando, per questo, gran parte del loro tempo, oltre che famiglia, amori ed anche lavoro che, già all'epoca, scarseggiava non poco. Tra una peripezia e l'altra, alla fine, non riusciranno a portare a termine l'impresa che si erano prefissati.

Poi, un nuovo testo ed una nuova soddisfazione: nel 2013 arriva tra i finalisti, tra i primi otto su circa un centinaio di testi concorrenti, al premio di drammaturgia europea Tragos, dedicato alla memoria del grande attore scomparso Ernesto Calindri, organizzato presso il Piccolo Teatro di Milano, una delle più importanti istituzioni teatrali presenti in Italia con il testo "L'incontenibile smania di successo" che parla di una ventenne che, pur di raggiungere la fama mediatica, escogita un piano diabolico. E sempre con quest'opera arriva il secondo posto, nella seconda edizione del premio letterario Umberto Bozzini, città di Lucera che si è svolto lo scorso 7 giugno, presso il teatro Garibaldi di Lucera.

Se chiedi a Luca perché scrive ti risponde deciso che è un bisogno che sente, soprattutto, perché spesso non riesce a reprimere dentro tutto ciò che gli crea irrequietezza e, quando non riesce a sfogarsi nella vita reale, si sfoga davanti al computer, inventando storie con tematiche di denuncia sociale. E questo è un grande merito.

Luca è un lavoratore instancabile, un marito attento e un padre premuroso e presente. Lo capisci dall'attenzione che la moglie pone alle mie domande, perché Luca è timido e forse troppo critico nei confronti delle sue opere e allora se serve eccola pronta a precisare dettagliatamente tutto quello che lui non racconta ma lo capisci dal piccolo, suo figlio, che fa mille domande, risultato di una famiglia calda e determinata che lo stimola con domande, con letture e con mille storie.
Quelle che papà Luca gli racconta prima di dormire.
Luca ZecchilloLuca Zecchillo
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